GLOCOM: analisi dei siti contaminati in Europa e Cina

Dopo quattro anni di proficui scambi scientifici, si è concluso "GLOCOM" (Global Partners in Contaminated Land Management), un progetto Marie Curie IRSES - Programma internazionale di scambio per il personale di ricerca finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del Settimo Programma Quadro (2007-2013)

GLOCOM è nato dalla volontà di supportare l’analisi dello stato dell’arte in materia di valutazione e gestione dei siti contaminati in Europa e in Cina, e ha contribuito a fornire linee guida per l’armonizzazione dei relativi approcci scientifici e processi normativi. Il progetto, coordinato dal Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dell’Università Ca’ Foscari Venezia, e in particolare dal professor Antonio Marcomini e dal suo staff, ha coinvolto ricercatori di altri tre istituti: Umea University (Svezia), Chinese Research Academy of Environmental Sciences (Cina) and Beijing Normal University (Cina), e il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa mediterranea (professoressa Laura De Giorgi e collaboratori).

Lo scambio tra le controparti europee e cinesi è andato via via intensificandosi durante i quattro anni di implementazione del progetto, grazie anche al registrarsi in Cina di una crescente consapevolezza dell’importanza delle questioni ambientali.

Molti i risultati raggiunti dal 2011 al 2015 con la collaborazione congiunta di tutti i partners. 61 ricercatori afferenti ai quattro istituti del consorzio hanno trascorso un periodo di scambio per un minimo di un mese fino ad un massimo di 6 mesi consecutivi (in totale 183 mesi di scambio). Il progetto ha così conseguito il 97% delle mensilità previste, un risultato significativo, ben al di sopra della media registrata dalla Commissione Europea nell’ambito dei progetti IRSES. Nel ruolo di coordinatore, Ca’ Foscari ha dato un significativo contributo in termini di scambio di personale: nel corso dei quattro anni di progetto, 21 ricercatori sono stati accolti nel team di ricerca a Venezia, per un totale di 49 mensilità. Per quanto riguarda i ricercatori in uscita, 16 cafoscarini hanno trascorso un periodo di scambio a Pechino, per un totale di 68 mensilità.

Attraverso gli scambi, sono stati analizzati 16 casi di studio sull'inquinamento delle acque e dei suoli cinesi, corredati da valutazioni del rischio ambientale attraverso metodologie sperimentali e modelli sviluppati da Ca’ Foscari e Umea University. Parallelamente, è stato intrapreso anche un dialogo scientifico dal punto di vista regolamentativo, che ha portato alla realizzazione di studi comparati Cina-Europa sulla gestione dei siti contaminati e delle risorse di acqua e suolo.

Il proficuo scambio scientifico si è concretizzato nella redazione di un totale di circa 40 articoli, di cui 12 già pubblicati, e in svariate attività di disseminazione: più di 60 training, somministrati dai ricercatori durante gli scambi, 3 workshop internazionali organizzati a Nanchino (Cina), Frankfurt am Main (Germania) e Pechino (Cina), e circa 20 presentazioni a conferenze internazionali da parte dei ricercatori coinvolti nel consorzio. Grazie alla forte sinergia consolidatasi con GLOCOM, il dialogo tra i quattro istituti continua tutt’oggi, e sono in elaborazione nuovi input progettuali in vista di future collaborazioni scientifiche.

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