Da Rodari a Pavićević, le sfide di tradurre letteratura per l'infanzia

Marija Spasić è editrice e traduttrice letteraria dall’italiano e inglese al serbo. Ha fondato a Belgrado Jeti, una piccola casa editrice specializzata nella letteratura per l'infanzia e ha tradotto numerosi titoli per bambini, tra i quali Gelsomino nel paese dei bugiardi di Gianni Rodari. Insieme a Elisa Copetti, traduttrice editoriale dalle lingue croata, serba, bosniaca e vincitrice nel 2008 del premio Estroverso per la letteratura per l’infanzia, ha raccontato i segreti del mestiere agli studenti di Ca’ Foscari, durante un ciclo di  laboratori (telematici) organizzato a maggio 2020 dalla prof.ssa Marija Bradas (Lingua e letteratura serba e croata).

Quali sono le sfide maggiori di tradurre libri per bambini? “Tradurre la letteratura per l’infanzia non è facile come può sembrare. – Spiega Marija. - Devo dire che questo tipo di traduzione viene spesso sottovalutato, in quanto considerato semplice e poco importante. A causa di questa convinzione, abbiamo un elevato numero di cattive traduzioni. A mio avviso, è molto importante tradurre bene i libri per bambini perché è proprio nel periodo dell’infanzia che nasce l’interesse per la lettura.

Tradurre per bambini va oltre la pura corrispondenza tra parole di due lingue diverse. Per fare questo mestiere, bisogna saper entrare nel mondo infantile e comprenderlo. Dobbiamo capire a quale fascia d’età è destinato un libro, e creare un testo comprensibile per quell’età. Bisogna tener presente le abilità cognitive e maturità emotiva dei bambini. Inoltre, è necessario scegliere un lessico interessante e vivace, ma differenziato per fasce d’età”. 

Elisa Copetti aggiunge che tradurre per l'infanzia “è emozionante perché ci offre la possibilità di essere creative, inventive e di approcciare un mondo di fantasia che spesso lasciamo da parte. ‘La bambina di ghiaccio e altre fiabe’ di Mila Pavićević – ad esempio - mi ha trasportata in un mondo fiabesco insolito dove i cliché del genere sono utilizzati dall'autrice per spiazzare i lettori con elementi della contemporaneità che non si aspettano:  femministe, Biancaneve e i sette cactus, clown che muoiono nel deserto... Un lavoro che la casa editrice Camelozampa (premio BOP - Best children publisher prize 2020) ha voluto impreziosire con le illustrazioni visionarie di Daniela Iride Murgia: ne è nato un grande lavoro partecipato che il pubblico dei ragazzi sta apprezzando”.

Con Marija Spasić abbiamo parlato di Rodari. Com’è lavorare sui testi per tradurre in Serbo uno dei più amati scrittori per l’infanzia? “Rodari e la sua sfrenata fantasia creano tutte le sfide immaginabili per un traduttore: versi, “nomi parlanti”, numerosi riferimenti culturali... La traduzione delle sue opere deve rimanere ugualmente interessante, vivace, ironica, deve far ridere, e quindi dobbiamo non solo tradurle, ma capire come Rodari avrebbe scritto, nel nostro caso, “Gelsomino nel paese dei bugiardi”, se fosse stato serbo. Altrimenti quello che otteniamo è un libro poco interessante per un bambino serbo. La letteratura per l’infanzia di solito mette in difficoltà i traduttori. Infatti non comporta solo la traduzione interlinguistica, ma spesso richiede anche l’adattamento del testo alla cultura e all’età del giovane lettore. Tradurre le opere di Rodari può essere un buon esercizio per affrontare questo tipo di sfide. Nell’ambito di questo laboratorio ne abbiamo analizzato una piccola, ma significativa parte”.

Qual è stato il percorso che vi ha portato a fare questo mestiere?

“A tradurre ho cominciato presto, a farlo in modo accettabile poco dopo, a farne il mio mestiere qualche anno fa - racconta Elisa. - Mi sembrano passati secoli dai primi romanzi tradotti dopo la conclusione degli studi ed evito di rileggerli perchè provo un imbarazzo troppo grande per certe ingenuità e imprecisioni. In questi anni ho lavorato sui libri di tanti autori differenti e confrontandomi continuamente con colleghe, linguiste, consulenti, autrici ed autori che hanno contribuito a farmi crescere come professionista. Per fortuna si tratta di un mestiere che prevede perenne formazione e costante miglioramento, la miglior garanzia che non mi annoierà mai!”

“A inizio carriera ho lavorato nell’ambito tecnico, per tornare poi alla mia vera passione, cioè la letteratura e la traduzione editoriale – spiega Marija. -  Ho tradotto numerosi titoli per bambini per le case editrici serbe, tra cui il mio preferito, Geronimo Stilton. Nel 2018 ho fondato la casa editrice per l’infanzia Jeti. I nostri primi titoli sono La tela di Carlotta di E.B. White, La piccola fiammiferaia di Hans Christian Andersen e Gelsomino nel paese dei bugiardi di Gianni Rodari, (pubblicato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado in occasione dei cento anni della nascita dell’autore). Attualmente stiamo lavorando al quarto (Cuore di Edmondo de Amicis) e al quinto (il titolo è ancora un segreto). La nostra scelta sono i classici per bambini, mentre il nostro obiettivo è fornire una traduzione di alta qualità, cosa generalmente trascurata nell’ambito della traduzione per l’infanzia. Abbiamo anche creato un’immagine riconoscibile grazie alle copertine molto attraenti, realizzate dalle nostre disegnatrici.”

Come è stata l'esperienza con gli studenti di Ca' Foscari? 

Elisa: “E’ stata molto stimolante soprattutto per le competenze delle studentesse e degli studenti e per la loro grande curiosità verso la lingua, il testo e il lavoro di traduzione che hanno potuto sperimentare su "Arzamas", romanzo dell'autrice serba Ivana Dimić, vincitrice del premio NIN 2016 proprio con quest'opera. A metà strada tra una drammaturgia e un testo filosofico ha dato del filo da torcere ai partecipanti, ma anche gran divertimento”.

Marija: “Sono stata davvero onorata di questa opportunità. Il laboratorio con i cafoscarini è stato un’esperienza indimenticabile. Mi dispiace solo perché siamo stati costretti a realizzarlo in modo telematico, ma la loro passione, la loro energia, il loro entusiasmo ci hanno fatto dimenticare dove ci trovavamo. Contrariamente alle mie aspettative, l’interesse è stato molto forte. Ho ricevuto una ventina di traduzioni, tutte fatte benissimo nonostante il breve periodo degli studi. Sono stati molto preparati, hanno partecipato volentieri al lavoro che è stato molto interattivo. Colgo l’occasione di fare i miei complimenti alle docenti, che hanno fatto un ottimo lavoro con gli studenti. Tradurre Rodari in serbo è un lavoro difficile perfino per i traduttori madrelingua, ma questo incredibile gruppo è riuscito a trovare delle soluzioni da professionisti. Abbiamo lavorato su alcune filastrocche e sul brano intitolato Udrete la storia e l’accaduto di Benvenuto-Mai seduto, tratto dal libro Gelsomino nel paese dei bugiardi che ho scelto perché presentava molte sfide da superare insieme divertendoci.“

Infine abbiamo chiesto a entrambe le traduttrici di leggere un brevissimo brano di una loro traduzione:

Marija Spasic legge Storia del pesce martello, di Gianni Rodari

Il pesce martello

di Gianni Rodari

Il pesce-martello è disperato:

un pesce-incudine non ha trovato;

non ha trovato in alcun modo

né un pesce-muro né un pesce-chiodo;

non una volta gli succede

di schiacciare un pesce-piede

e nemmeno si è mai sentito

che abbia ammaccato un pesce-dito.

Perciò si lamenta: Che ci sto a fare

se non ho niente da martellare?

Avevo una scarpa, proprio una sola,

mi divertivo a batter la suola.

Un pescatore me la pescò.

Che dovrei dirgli?

Buon pranzo, buon pro.

Elisa Copetti legge l’incipit di una fiaba dal titolo ‘bijeli’ (bianco) da La bambina di ghiaccio e altre fiabe di Mila Pavičević

Federica SCOTELLARO