Scrittura creativa collettiva e social, ecco 'Racconto breve a più mani'

La cafoscarina Alessandra Sciarrino, laurea magistrale in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali ed ex Communication Specialist e docente di Comunicazione Visiva nei laboratori di didattica innovativa CLab e ALL, ha da qualche mese lanciato un progetto di scrittura creativa collettiva su Instagram, che il destino ha voluto andasse a raccontare il vissuto del pre-durante-post COVID19.
Oggi questa brillante comunicatrice ci racconta com'è nato il suo ‘Racconto breve a più mani’, un modo per recuperare un senso di collettività ed allenare la propria creatività attraverso l’uso intelligente dei social network.

Come è nata l’idea di “Racconto breve a più mani”?

Ho lanciato il progetto nel novembre del 2019, di ritorno da un viaggio a Berlino, proprio nei giorni in cui si celebrava il trentennale della caduta del muro, un’esperienza che mi ha portata a riflettere sul ruolo del singolo nella costruzione di una storia più grande.
Per dare una svolta ad un mercoledì sera come un altro, ho deciso di lanciare una call to action ai miei followers su Instagram, un gioco collettivo se vogliamo.Ho fornito una traccia ‘guida’ - “Correva il 6 novembre 1979 quando...” - ed ho chiesto loro di inviarmi una frase di senso compiuto, non necessariamente legata al prompt ma frutto della propria immaginazione. Deadline? Le 24 ore delle storie Instagram. Nessuna sponsorizzazione, nessun invito particolare.

Terminate le 24 ore avevo ricevuto ben 15 contributions ed ho quindi cominciato ad assemblarle, senza modificare né aggiungere nulla, solamente combinando i vari pezzi per ottenere una storia che avesse un senso.
Ciò che mi ha sorpreso è stato il fil rouge che attraversava le varie risposte di 15 individui che non si conoscevano tra loro. Quando ho pubblicato il primo racconto completo tutti sono rimasti sbalorditi dal fatto che potesse avere una progressione logica pur essendo frutto di autori diversi mai confrontatisi prima. La soddisfazione che ho provato dopo questo primo esperimento mi ha spronata a farlo diventare un appuntamento mensile.

Come si è evoluto poi il progetto e che aspettative hai per il suo futuro?

Il mio obiettivo è riuscire a dimostrare alle persone che facciamo tutti parte di una storia più grande e che le nostre vite, per quanto possano sembrarci piccole, hanno un impatto sulla collettività
Spero di far scoprire ai partecipanti il proprio potenziale creativo, aiutarli ad esprimere il proprio talento e a riconoscere i propri punti forti.
La cosa che mi emoziona e mi ripaga del duro lavoro sono i complimenti che ricevo, di recente mi ha contattato una ragazza che ha partecipato ad una delle edizioni del racconto e che grazie all’anonimato è riuscita a finalmente a raccontarsi senza paura del giudizio altrui e a capire che può avere un impatto positivo nell’esistenza degli altri.

Di volta in volta i partecipanti aumentano, durante il lockdown sono arrivata a raccogliere ben 78 submissions alla volta. Chi prende parte al racconto viene da tutte le parti d’Italia (a volte addirittura dall’estero) e non vi sono restrizioni di età, ma nonostante la distanza geografica e anagrafica, durante il periodo della quarantena si è davvero percepito un senso di comunità nei racconti: eravamo accomunati da emozioni, paure e desideri simili, dalla voglia di ritrovare la libertà, dalla proiezione verso il futuro.
È stato interessante vedere il confronto tra i racconti del mese di novembre e quelli di maggio, c’è stato un passaggio incredibile e collettivo da storie che guardavano al passato e parlavano di ribellione, tristezza e nostalgia, con una visione un po’ cinica e pessimista della vita, a racconti pieni di speranza e ottimismo. Siamo ancora tutti reduci da un’esperienza a dir poco traumatica, sono curiosa di vedere che piega prenderanno i racconti nei prossimi mesi.

Quello che mi piace è che ognuno ha un modo diverso di vedere gli spunti che fornisco. Nell’ultima edizione ho pensato ad uno spunto incentrato sugli occhi, perchè sono l’unica parte che rimane scoperta indossando la mascherina; pensavo che tutti avrebbero fatto riferimento ai dispositivi di protezione e al momento storico che stiamo attraversando, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa nel notare come la maggior parte delle persone avesse cercato di indagare la funzione degli occhi, alcuni mi hanno addirittura parlato della libertà espressiva dello strabismo!
Coinvolgendo persone con formazioni e interessi diversi non si cade mai nella monotonia, dopo sette edizioni possono affermare tranquillamente di non aver mai riscontrato una ridondanza di concetti.
Gli sviluppi successivi del ciclo del ‘Racconto breve a più mani’ di quest’anno, che si conluderà con l'edizione di dicembre 2020, sfoceranno in un film in collaborazione con la regista e fotografa Martina Loiola - e, auspicabilmente, in un libro di raccolta dei 13 racconti.

Quando verrà lanciata la prossima call?

L’appuntamento di giugno è per mercoledì 17, a partire dalle ore 19.00 nelle storie del mio profilo Instagram @strangealexa, dove potrete trovare anche tutti i racconti scritti fino ad ora nelle storie in evidenza, assieme a tutti i nomi dei contributors.
L’invito è aperto a tutta la comunità cafoscarina, mettetevi in gioco e collaborate al prossimo “Racconto a più mani”!

Francesca Favaro