Interconnections: Studiare ai tempi del COVID - Vandana Kasimahanty

Vandana Kasimahanty viene dall’India e frequenta la magistrale in Global Development and Entrepreneurship - in particolare, il programma di Double degree con l’ateneo di Strasburgo, dove frequenterà l’a.a. 2020/2021. Ha scelto Ca’ Foscari per l’eccellenza del suo dipartimento di Economia e per poter diventare parte della realtà veneziana. Durante il lockdown, è rimasta a Mestre, l’opzione più sicura per lei e per la sua famiglia.

Come sei rimasta in contatto con Ca’ Foscari? Come è rimasto in contatto con te l’Ateneo?

Nessuno ha familiarità con questa situazione, e soprattutto non ci sono protocolli da seguire. L’Università è rimasta in contatto con email costanti, sugli sviluppi della situazione o sulle lezioni e i campus. C’è anche uno spazio per gli aggiornamenti sul COVID sul sito dell’Ateneo, dove possiamo trovare informazioni su uffici, lezioni, ecc.

Personalmente, la pagina Instagram “Student life in Venice” è la parte dell’Università che sento più vicina, dato che vi lavoro come collaboratrice studentesca. Ho passato le giornate creando contenuti basati sulle mie esperienze durante il lockdown, il che mi ha permesso di non perdere la testa. Abbiamo anche avuto un buon riscontro da studenti e potenziali iscritti.

Quale parte della tua vita universitaria ti è mancata di più?

Da studentessa internazionale, la vita sociale è importante tanto quanto quella accademica. Durante il lockdown mi è sembrato che la mia routine fosse stata sospesa e fosse rimasta senza struttura. Nonostante ciò, le lezioni sono continuate online, che è una buona cosa, ma lavorare ai progetti di gruppo con i miei colleghi senza incontrarli di persona è la cosa più difficile per me. Quindi la normalità mi manca sicuramente.

La situazione non è cambiata molto in questo periodo, ma posso dire di essermi abituata a questa nuova normalità, e anche al fatto che possiamo uscire e accedere ad alcuni spazi pubblici e parchi, seguendo le regole di precauzione contro il COVID.

C’è stato qualcosa di specifico che ti abbia aiutata ad affrontare la situazione?

Anche se sono lontana dalla mia famiglia, in un paese straniero, ormai da più di un anno, rimanere con altri studenti che stanno attraversando la stessa situazione ci ha fatti avvicinare. Ci siamo sostenuti a vicenda per la maggior parte del tempo.

Una volta realizzato di non essere sola in questa situazione, non è rimasto spazio per l’autocommiserazione. Cominciavo la giornata presto, con dell’attività fisica e una buona colazione, e usavo il resto del tempo per tenere il passo con l’università e rimanere in contatto con la mia famiglia.

Puoi leggere l'intervista completa qui[ENG].

Rachele Svetlana BASSAN