Addio a Calogero Muscarà, geografo economico cafoscarino

Calogero Muscarà, Geografo economico, si è spento lo scorso 5 novembre. Nato a Venezia il 17 ottobre 1929 si era laureato a Padova in Lettere e filosofia. Dal 1957 è stato assistente, libero docente e poi professore ordinario di Geografia economica presso la Facoltà di Economia della nostra Università, dirigendone il Laboratorio di Geografia economica. Ha insegnato anche nelle università di Padova e Bergamo e dal 1979 è stato professore di Geografia urbana presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Roma La Sapienza, dove ha diretto il Dipartimento di Urbanistica.

E’ stato membro dei consigli e comitati direttivi dei principali sodalizi geografici italiani. Era membro onorario della Società Geografica Italiana e socio dell’Ateneo Veneto.  Chairman del Working Group on Transport Geography dell’International Geographical Union (1980-1988), è stato esperto del Plan Bleu dell'UNEP. Ha fatto parte inoltre del Permanent Geographical Committee on Political Geography della International Political Science Association e membro del Consiglio Direttivo del Technological Center for Ekistics di Atene, presidente della World Society for Ekistics. E’ stato membro onorario della Societé de Géographie di Parigi.

E’ stato invitato in numerose università straniere, tra cui Lione, Losanna, Athens in Georgia e State College in Pennsylvania. E’ stato visiting professor alla Northwestern University di Boston, alla Sorbona di Parigi, alla Mejij di Tokyo e all’Università di Maputo in Mozambico. 

A Calogero Muscarà, al suo entusiasmo e alla sua dedizione alla ricerca e all’insegnamento, intere generazioni di geografi economici italiani devono molto. Chi ha letto e studiato i suoi libri e i suoi contributi scientifici, anche recentissimi, sa quanto la geografia italiana gli sia debitrice sui temi del decentramento urbano e dello sviluppo periferico, dei processi di regionalizzazione, del rapporto tra geografia economico-politica, pianificazione urbanistica e programmazione economica, delle innovazioni che hanno rivoluzionato il trasporto marittimo e i sistemi portuali. Determinante è stato poi il suo contributo agli studi sullo sviluppo delle megalopoli, lungo la strada tracciata da Jean Gottmann. 

Chi ha avuto solo modo di frequentarlo nei corridoi e nelle aule delle Università in cui ha lavorato, o nelle sedi dei convegni e delle conferenze che lo hanno visto autorevole relatore, ne ha sicuramente apprezzato il piglio deciso con cui continuava ad affrontare i nodi teorici della disciplina ma anche la sua articolata storia, e le sue, spesso complesse, traduzioni nella vita e nelle vicende accademiche locali e nazionali.

Ricercatore stimato in Italia e all’estero per i suoi studi teorici ed empirici, non ha esitato ad intervenire, anche pubblicamente, nella discussione sulle grandi questioni che hanno accompagnato per decenni il dibattito politico italiano: delle politiche di sviluppo alla pianificazione delle metropoli, dal dualismo territoriale alle politiche di rilancio del Mezzogiorno, dalle fratture del mosaico geoeconomico e geopolitico mediterraneo al possibile ruolo internazionale dell’Italia. Su questi temi ha svolto un’intensa attività pubblicistica, curando le pagine economiche di importanti quotidiani e riviste di settore.

Ci lascia un Collega stimato, un pezzo importante della storia della Comunità Cafoscarina, non solo geografica.

A cura di Stefano Soriani, Dipartimento di Economia