Per far crescere un bambino serve un villaggio, il progetto Families Share

Basta osservare cosa succede normalmente all’uscita delle scuole, quando i genitori confrontano i propri impegni e organizzano turni per accompagnare i propri figli a nuoto o al parco, per capire quanto sia importante una rete di supporto nella gestione delle attività dei più piccoli, soprattutto in un panorama come quello odierno, dove il carico di lavoro sembra aumentare e il supporto da parte delle istituzioni diminuire, rendendo l’equilibrio casa-lavoro sempre più sbilanciato verso il secondo elemento.

Ed ecco che per rafforzare e creare nuove reti di condivisione, soprattutto tra genitori che vivono in situazioni di minore coesione sociale, nasce il progetto Families Share, una piattaforma innovativa per il ‘time sharing’ della gestione familiare, basata sull’aiuto reciproco all’interno di un circolo di fiducia. L’app di Families Share, attivata anche tra il personale in servizio a Ca’ Foscari, permette di accedere a strumenti per la calendarizzazione degli eventi, la raccolta delle disponibilità, le caratteristiche e vincoli dei bambini, come allergie o problematiche di vario tipo.

Coordinato da Agostino Cortesi, professore ordinario di Informatica dell’Università Ca’ Foscari, l'iniziativa è stata co-progettata e sperimentata all’interno di 6 city-labs territoriali a Venezia, Bologna, Courtrai in Belgio, Gyor in Ungheria e Salonicco in Grecia, ai quali si aggiunge una sperimentazione in contesto aziendale a Trento, dove il modello è stato implementato come iniziativa di welfare tra i dipendenti di un’azienda, che gestivano a turno i bambini in orario di lavoro.

“In poco più di due anni, Families Share è stata sperimentata già da più di un migliaio di persone, e in questo momento è uno strumento open source che può essere replicato da qualsiasi ente territoriale, associazione o gruppo di genitori - afferma il prof. Cortesi - Il successo dell’iniziativa ha fatto sì che la piattaforma da noi coniata superasse a pieni voti la verifica finale e venisse selezionata come unico progetto all’interno della serie di workshop organizzati dalla Presidenza Tedesca dell’Unione Europea, il Social Innovation Summit, che si terrà il 17 dicembre in forma virtuale, all’interno della giornata dedicata a Salute e Protezione Sociale.”

L’avvento della pandemia ha avuto sicuramente un forte impatto sul progetto, portando ad una riorganizzazione delle attività “Abbiamo in primo luogo cercato di capire come le attività di cura e intrattenimento dei bambini potessero essere spostate online - spiega il prof. Cortesi - Da qui sono nate le ‘merende online’, uno strumento per aiutare i genitori ad organizzare degli appuntamenti a distanza, che permettano sia di ristabilire, almeno in parte, una certa routine quotidiana, che di creare dei momenti di socialità ed educazione “virtuale” in cui ciascun genitore a turno possa mettere a disposizione un po’ del proprio tempo e del proprio talento, il tutto con il supporto dell’App Families_Share.” Le attività proposte vanno dai laboratori creativi alla lettura di favole, passando per lezioni di inglese e piccoli esperimenti.

“Durante il periodo estivo abbiamo affrontato invece il problema di dover organizzare attività con piccoli numeri e prestando particolare attenzione agli orari in cui venivano svolte, da questo punto di vista, l’app si è rivelata particolarmente utile in un tipo di organizzazione più complessa data dai diversi vincoli. Inoltre, in un periodo delicato in cui si cerca di evitare il trasporto nei mezzi pubblici, è emersa la possibilità di utilizzare questo strumento a supporto di iniziative di mobilità sostenibile come il pedibus, e quindi nell’organizzazione degli spostamenti guidati da uno dei genitori aderenti a gruppo”

Giovedì 17 dicembre, dalle 10.15, segui la presentazione del progetto Families Share durante il Social Innovation Summit qui

Per scoprire di più sul progetto e sull’attivazione di un nuovo gruppo di mutuo-aiuto, visita il sito www.families-share.eu

Francesca Favaro