L’Armenia e il suo patrimonio artistico tra confronti e conflitti

L’importante ruolo di Ca’ Foscari negli studi armeni si conferma anche quest’anno con una serie di iniziative di studio e ricerca tra cui l’organizzazione a partire dal 9 febbraio e fino all’11 maggio del VII Seminario sull’Arte armena e dell’Oriente cristiano, organizzato da Aldo Ferrari e Stefano Riccioni, con la collaborazione di Marco Ruffilli e Beatrice Spampinato.

Il seminario è frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali (cattedra di Storia dell'arte medievale) e il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea (cattedra di Lingua e Letteratura armena) e rientra nella programmazione didattica della Scuola di Dottorato in Storia delle Arti. Ha inoltre ottenuto il patrocinio del Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena (CSDCA), della Congregazione Armena Mechitarista; Associazione Italiana per lo Studio dell’Asia centrale e del Caucaso (ASIAC), ai quali si unisce anche il prestigioso Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut.

Il Seminario è parte di un progetto che intende riportare a Venezia l’attenzione sulla ricchissima produzione artistica dell’Armenia, le sue suggestive architetture, i preziosi manoscritti, i misteriosi vishap (gli antichi monoliti di basalto) e i khachkar (le croci di pietra caratteristiche dell’arte sacra armena), nonché sullo straordinario patrimonio conservato nelle diverse terre cristiane d’Oriente. 

In considerazione del protrarsi della situazione pandemica, i curatori hanno deciso di creare un evento on line, incrementando la dimensione internazionale con la partecipazione di numerosi studiosi, tra i principali specialisti, provenienti da Armenia, Francia, Georgia, Italia e USA, che in quattordici dirette streaming, contribuiranno ad ampliare anche il pubblico di studiosi e amatori che potrà partecipare collegandosi alla piattaforma zoom, previa iscrizione.

PROGRAMMA SEMINARI

La speranza degli organizzatori è che il Seminario possa confermare Ca’ Foscari e Venezia come un luogo di incontro, dibattito e conoscenza, per lo studio dell’arte armena e dei paesi del Vicino Oriente cristiano. 

Ma i conflitti ancora tormentano queste meravigliose terre. Su tutto infatti aleggia la preoccupazione della comunità scientifica internazionale per il patrimonio artistico armeno così duramente colpito negli ultimi anni, da giustificare la definizione di “genocidio culturale”.  “Parlare di patrimonio, in una terra martoriata dalla guerra – commenta Stefano Riccioni, tra gli organizzatori dei seminari - e dalle mirate distruzioni del patrimonio culturale, assolve anche un compito civile e culturale nel senso più alto dei termini. E Ca' Foscari, tramite l’iniziativa del Seminario sull’arte armena, intende porsi come luogo di ideale confronto, e di superamento dei conflitti”.

Sempre nell’intento di rilanciare gli studi dell’arte armena , è in uscita il volume con gli atti del convegno organizzato a Ca’ Foscari L’arte armena. Storia critica e nuove prospettive tenutosi nel febbraio del 2019, curato da Aldo Ferrari, Stefano Riccioni, Marco Ruffilli e Beatrice Spampinato, che coinvolge numerosi altri studiosi che hanno fornito notevoli spunti di riflessione arricchendo e ampliando il dibattito. 

A testimoniare la vivacità degli studi cafoscarini sull’Armenia, anche il libro uscito recentemente per Il Mulino di Aldo Ferrari e Giusto Traina, "Storia dell’Armenia e degli armeni" Le travagliate vicende del popolo armeno rivivono in una sintesi agile e aggiornata che traccia le linee fondamentali della sua storia. Nel volume Giusto Traina ha curato i capitoli sul’antichità e il medioevo, Aldo Ferrari quelli sull'età moderna e contemporanea dalla rinascita dell'identità armena nell'Ottocento al genocidio del 1915, dall'Armenia sovietica e la diaspora alla repubblica armena dall'indipendenza a oggi.

Federica Ferrarin