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“Mahalla” alla Biennale di Venezia di Architettura 2021

Si pone all’attenzione dei lettori la partecipazione dell’Uzbekistan alla diciassettesima edizione della Biennale di Architettura, attualmente in corso. Si tratta della prima partecipazione nazionale dello Stato uzbeko, nonché del primo padiglione presentato da una nazione centro-asiatica alla Biennale di Venezia.

L’installazione, chiamata Mahalla, è il risultato di una complessa ricerca multidisciplinare, andata ad analizzare le forme abitative nei quartieri tradizionali delle grandi città uzbeke, dove sembra che il passato e il presente convivano senza precise demarcazioni. La ricerca, diretta dallo studio di architettura Christ & Gantenbein, ha coinvolto diversi ambiti del mondo accademico e artistico, così come personalità provenienti da diversi paesi, con la cooperazione del CCA Lab di Taškent, laboratorio di ricerca sull’arte contemporanea, curato da Saodat Ismailova.

A proposito della ricerca che ha poi portato alla presentazione del padiglione vale la pena citare le parole della ricercatrice Victoria Easton, parte del gruppo curatoriale: «L’Uzbekistan si è aperto dopo la morte del presidente Karimov, Taškent si sta globalizzando ma restano queste forme autentiche del vivere, con famiglie multigenerazionali. La mahalla è l’epitome del vivere insieme: è un quartiere che si basa sul concetto antichissimo di casa cortile e cresce in misura incrementale all’aumentare dei propri abitanti e in particolare dei nuclei familiari. In cortile si vive insieme, si condividono i pasti, la densità abitativa è alta. Hanno un buon livello di autogestione, si aiutano l’un con l’altro come una cooperativa su grande scala. Ed è quindi una delle risposte più appropriate alla domanda Come vivremo insieme? posta dal curatore della Biennale Hashim Sarkis» (1). 

L’installazione si presenta come un teletrasporto all’interno della comunità: oltre il progetto architettonico, il padiglione vuole infatti essere un’immersione visiva e sonora nelle mahalla. Il visitatore potrà ammirare varie fotografie iperealistiche di interni e dettagli domestici esposte dal fotografo nederlandese Bas Princen mentre verrà accompagnato dalla colonna sonora della vita quotidiana - Soundscape - realizzata dall’artista spagnolo Carlos Casas.

Per completare l’esperienza della visita al padiglione sono stati stampati dall’ETH, Politecnico di Zurigo, un catalogo di 144 pagine e una pubblicazione in tre volumi che comprendono oltre alle informazioni di carattere architettonico diverse planimetrie delle città, fotografie delle case e di dettagli e interviste. Oltre a ciò, è disponibile anche una rivista curata dal CCA Lab ed intitolata Mahalla, che aiuta il visitatore a comprendere meglio il contesto culturale di riferimento, con informazioni sul folclore e le tradizioni dell’Uzbekistan.

È inoltre disponibile un’applicazione, Mahalla, scaricabile gratuitamente per Smartphone, che grazie alla realtà aumentata ci mostra come appaiano effettivamente le case costruite in diversi periodi in Uzbekistan in stile tradizionale, rendendo evidente come questo stile sia mutato nel corso delle epoche. Durante il mese di agosto, inoltre, si terranno dei concerti di musica tradizionale uzbeca all'interno del padiglione, con la presenza di musicisti noti nel panorama internazionale.

Enrico Pittalis

Fonte

(1)  Farian Sabahi, Uzbekistan, un padiglione alla Biennale per raccontare la “Mahalla”, da Il Corriere della Sera, 21/05/2021.