Arti sceniche

Kutiyattam: Ritualità rigorosa e satira feroce

Il Kutiyattam è una forma teatrale nata nel Kerala verso il X secolo che raccoglie l'eredità del teatro sanscrito, come si può dedurre dalla centralità svolta in esso dalla figura del Vidushaka, il buffone, e dalla somiglianza di alcune sue tecniche recitative con quelle codificate nel Natyashastra, il più autorevole trattato indiano di drammaturgia. A ciò si sovrappongono numerosi elementi derivati dalle tradizioni locali e la propensione alla satira feroce di alcuni comportamenti umani.

 

Bhavai: Diario di vita e sentimenti

La forma teatrale chiamata Bhavai, originaria del Gujarat, assorbe tradizioni teatrali precedenti e pratiche connesse con il culto della fertilità. Anche il Bhavai comprende recitazione, danza e canto, mentre i ruoli femminili continuano ad essere impersonati prevalentemente da attori maschi. Usato spesso come veicolo di satira sociale, il Bhavai ha ricevuto oggi nuovo slancio attraverso il teatro moderno e il cinema gujarati.

Kathak

Kathak è lo stile di danza classica dell'India del nord, prodotto dall'interazione tra l'ambiente culturale della corte dell'impero mughal e la tradizione hindu. Come gli altri stili classici, il Kathak decade durante la dominazione inglese, quando le istituzioni in cui erano educate le giovani danzatrici sono ritenute luoghi di prostituzione. Solo intorno alla metà del XX secolo l'interesse per le forme artistiche tradizionali include definitivamente il Kathak tra gli stili classici di danza.

 

Bharatanātyam

Il Bharatanātyam è considerato uno dei più antichi stili di danza classica indiana. Se ne trovano tracce già nelle sculture templari del II secolo d.C., in cui si riconosce la caratteristica posizione base dello stile, chiamata ardhamandali. Inizialmente praticata nei templi in onore della divinità, questa danza diventa in seguito appannaggio delle grandi corti, come quella di Tanjore. Oggi è un elemento forte di identità culturale per l'intero subcontinente.

Kathākali

Originario del Kerala, è un dramma danzato, tradizionalmente eseguito da soli uomini, nel quale i danzatori inscenano episodi tratti da Ramayana, Mahabharata e Purana. I tratti più evidenti riguardano l'elaborato costume, costituito da numerose gonne sovrapposte, e il complicato trucco facciale. Gli spettacoli sono tradizionalmente eseguiti all'interno del recinto dei templi, con l'accompagnamento di canto e percussioni, e lo svolgimento di una pièce può durare anche più notti.

La danza: un'arte totale

La danza in India è essenzialmente teatrale. Danza e teatro sono termini inseparabili in tutto il contesto asiatico: l'attore-danzatore inscena una narrazione mediante l'uso sapiente dei movimenti codificati del proprio corpo. Nonostante i principali stili di danza classica possano essere considerati creazioni relativamente recenti, raccolgono un sapere antico che, nelle intenzioni dei codificatori, andava salvaguardato dalla decadenza dei secoli e restaurato nel suo antico splendore.

Brevi cenni sulla storia della musica popolare taiwanese

La musica che, agli inizi dello scorso secolo, si diffondeva nell'isola di Formosa e che, passeggiando nei quartieri delle Case da Tè, pervadeva l'aria era per la maggior parte giapponese, importata dai numerosi militari nipponici che popolavano città portuali come Keelung o Tamshui e che si recavano nei locali alla ricerca di un qualche svago serale. L'enka, ballata giapponese su scala pentatonica, è uno dei primi generi “stranieri” destinati a segnare il futuro musicale dell'isola..

 

Il ch’anggŭk

Il ch’anggŭk è la forma più recente fra le espressioni drammatiche tradizionali coreane. Nato all’inizio del Ventesimo secolo in concomitanza con la grande urbanizzazione iniziata a fine Ottocento --e la conseguente necessità di provvedere nuove forme di intrattenimento per le masse urbane--, è diretto discendente del p’ansori, uno dei tesori culturali intangibili designati dal Ministero della Cultura coreano, e la forma di espressione drammatica coreana per eccellenza.