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Gennaio 2019

Intervista a Giacomo Mazzariol

Giacomo Mazzariol, autore del libro Mio fratello rincorre i dinosauri, ha risposto per noi a tre domande sul modo di guardare alla diversità.

Leggendo i tuoi romanzi sembra che sia cambiato il modo in cui hai imparato a guardare l'altro man mano che crescevi. Quali fattori hanno influenzato questo cambiamento?
Quando hai un’idea ben precisa di chi sono gli altri nella tua testa, appiattisci un po’ il giudizio. Leggi tutto quello che succede in maniera bidimensionale. Secondo me non è un cambio di prospettiva, è proprio un allargamento. Per esempio: Giovanni, mio fratello, fa delle cose stupide. Anziché concentrarti sul fatto che tutto ciò che fa di strano è strano, entri nel meccanismo delle cose che fa e alla fine ti sembra un genio. In realtà è un’immersione. I fattori di questo cambiamento sono un po’ di leggerezza, la leggerezza quella più pura. Tirarti fuori dal tuo sistema di pensiero e metterti in asse con il suo. Immedesimazione, leggerezza, empatia e soprattutto anormalità. Pensare che tu non sei normale perché la normalità è solo una media tra tutte le anormalità.

Ritieni che i mezzi di comunicazione dei giovani d'oggi e, in particolare, i social influenzino in qualche misura il modo in cui si guarda l'altro? Può esserci anche un’influenza positiva?
I social creano un immaginario completamente diverso da quello che abbiamo davanti. I social sono un mondo, non sono dei mezzi e ciò significa che ognuno di noi all’interno di questo mondo ha un’identità provocata dalla somma dei contenuti. Questa identità può essere manipolata, gestita, mal interpretata ma sicuramente è piatta. In questo senso il vero problema è che si attribuisce troppa importanza ai dati che si prendono nei social, che entrano dentro il nostro organismo e in realtà non sono quasi niente. L’indirizzo che stanno prendendo i social è sempre più sull’immagine e questo è distorto. L’influenza positiva è la connettività e il poter sapere cosa succede in tutto il mondo, questa è una cosa che crea uno stimolo in più.

Da cosa scaturisce il senso d'inadeguatezza e di vergogna nei confronti del diverso? La tua storia racconta che esiste un modo per superarlo, qual è?
L’altro giorno è successo che un mio amico ha ospitato un ragazzo di colore che vendeva delle rose e gli ha dato casa sua per un mese. Lui ci ha chiesto dove fosse il buco per il gettone della lavatrice e noi ci siamo messi a ridere perché, ovviamente, non sei allenato a pensare che lui dietro ha una storia. Forse non aveva mai avuto una lavatrice e l’aveva sempre fatta a gettoni e magari prima lavava nei fiumi. È tutta una questione di allenamento, la diversità è una sfida. Il fatto è che la diversità non bisogna comprenderla, ma bisogna tenersi in costante allenamento per avere un po' di spazio e di tempo per interpretare quello che fa l’altro.

Sostenimento OFA B1 e idoneità B2 di inglese: novità!

Gli studenti sordi o con disturbi specifici di apprendimento certificati possono richiedere la proroga di un anno per sostenere l’OFA B1 e l’idoneità B2 di lingua inglese del CLA.

In questo anno di proroga gli studenti avranno a disposizione altri 3 tentativi per superare le prove previste dal piano di studio.

Per maggiori informazioni consulta la pagina Servizi per studenti con disabilità e con DSA alla voce Esami accessibili e proroga OFA inglese B1 e idoneità inglese B2

Gruppi di corsa accessibili organizzati dal CUS Venezia

Il CUS Venezia ogni martedì alle 19:15 si ritrova per correre insieme per le calli di Venezia e organizza da due a tre gruppi di corsa per consentire a tutti di unirsi: diversi livelli di andatura, sia per chi corre per la prima volta, sia per chi vuole preparare competizioni.

Per tutti è prevista una tabella di allenamento personalizzata a seconda degli obiettivi che si desiderano raggiungere.

Gli atleti con disabilità sono i benvenuti: uno degli allenatori (certificato Operatore Sportivo per la Disabilità 1 LIV) li accompagnerà per tutto il tragitto concordato. Ad ogni iscritto verrà consegnata la divisa della squadra CUS Venezia, insieme ad un piccolo gadget.

Spogliatoi e docce sono messi a disposizione per tutti gli atleti, e alla fine di ogni allenamento ci saranno acqua e snack per tutti per rigenerarsi. Il CUS offre inoltre supporto e organizzazione logistica e per l’alloggio per la partecipazione ad eventuali gare.


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