Timegate

Rainbow in Curved Air di Terry Riley

Alice Baccolo violino

Giuseppe Comincini viola / fisarmonica / darabouka

Massimo Menotti chitarra / tamburello

Marco Tafelli chitarra

Cecilia Baccolo tastiere

POSTI ESAURITI

venerdì 27 ottobre
20.00 T Fondaco dei Tedeschi – DFS

 

Questo appuntamento si inserisce nel programma culturale di T Fondaco dei Tedeschi dal titolo "Diamoci del tempo" che prevede una serie di incontri con artisti, autori e musicisti che hanno messo il tempo, i vari modi di scandirlo e di conservarlo, al centro delle loro riflessioni e del loro lavoro.

Obiettivo primario di Timegate è l’approfondimento della minimal music, una corrente sperimentale che ha come padri putativi Erik Satie e John Cage, e i cui esponenti più noti sono gli americani La Monte Young, Terry Riley, Steve Reich, e Philip Glass. Nato all’inizio degli anni ’60, il minimalismo si caratterizza essenzialmente per la ricerca di chiarezza formale, ottenuta attraverso la reiterazione di brevi frammenti melodici e ritmici, e per la preminenza riservata all’aspetto performativo rispetto a quello prescrittivo rappresentato dalla partitura, il tutto finalizzato al recupero della valenza aurorale del suono come energia-materia viva e cangiante.

 

Programma del concerto

 

Philip Glass Façades

Il brano di Philip Glass del 1981 fu originariamente concepito come colonna sonora per una scena del film Koyaanisqatsi del regista americano Godfrey Reggio. La scena venne però esclusa dal montaggio finale del film. Façades trovò collocazione quale penultimo movimento della suite Glassworks, commissione discografica della CBS pubblicata nel 1982. Presente stabilmente quale brano autonomo nel repertorio concertistico del Philip Glass Ensemble e divenuta una delle composizioni più note del compositore americano, nel 1990 Façades venne coreografato da Jerome Robbins e incluso in Glasspieces, una produzione del New York City Ballet.

 

Philip Glass Dance 1, da Einstein on the Beach

Basata musicalmente su strutture ritmiche cicliche e processi additivi, Dance 1 fu inizialmente concepita per il Philip Glass Ensemble come Part II delle quattro parti di cui si compone il lavoro strumentale Another Look at Harmony, ma divenne in seguito il primo dei due balletti di Einstein on the Beach, quello con cui si apre il secondo atto. Einstein on the Beach è un’opera sperimentale in quattro atti e cinque intermezzi di raccordo per ensemble, coro e solisti della durata di quasi cinque ore, nata dalla stretta collaborazione nei primi anni ’70 fra Philip Glass e Robert Wilson. Spettacolo senza sviluppo narrativo di teatro, musica e danza - un “teatro di immagini” come ebbe modo di definirlo lo stesso Wilson - Einstein on the Beach è basato su tre soggetti visivi che si alternano uno per scena: il Treno (Train), il Processo (Trial) e l’Astronave (Spaceship). I vari quadri scenici sono attraversati da movimenti ripetitivi, bloccati nella dilatazione temporale, “quasi congelati nel tempo” (P. Glass). Einstein on the Beach, che debuttò nel luglio 1976 al Festival di Avignone, fu co-prodotto con la Biennale di Venezia, dove venne replicato il 17 settembre al Teatro La Fenice. Il successo di pubblico e di critica ottenuto portò all'affermazione internazionale di Glass e Wilson.

 

Terry Riley A Rainbow in Curved Air

A Rainbow in Curved Air fu composto da Terry Riley nel 1967 come brano per improvvisazioni tastieristiche da proporre durante i propri All-Night Concerts. Basato sulla pulsazione costante di un ostinato di 14 note (proposto anche in versione retrograda) e influenzato dal jazz e dalla musica indiana, offre all'ascolto caleidoscopici effetti polimetrici. Molto del materiale musicale che lo compone - a partire dall'ostinato - venne in seguito ripreso più volte da Riley stesso quale fonte d’ispirazione per improvvisazioni e composizioni. A Rainbow in Curved Air riflette il clima controculturale degli anni in cui venne concepito e in particolare della Summer of Love del 1967 - cultura hippie, psichedelia, pacifismo, interesse per l’oriente, Flower-Power, rifiuto delle convenzioni borghesi, ecc. - e al tempo stesso ne divenne uno dei suoi manifesti musicali. Riley registrò A Rainbow in Curved Air, sovraincidendo varie tastiere e percussioni, in una versione della durata di 18 minuti circa, che divenne il lato A dell’omonimo disco pubblicato nel 1969 per la CBS, il suo secondo con la Columbia dopo In C, dell’anno precedente. Questo disco, senz'altro quello di maggior successo di Riley, ebbe una profonda influenza su molti artisti della scena rock, quali The Who, i Curved Air (che presero il loro nome proprio da questo brano), i Soft Machine, Mike Oldfield, ecc. L’adattamento proposto da Timegate prende spunto da questa versione discografica ed è stato appositamente realizzato per il Musicafoscari/SanServolo Jazz Fest 2017.