MusicaFoscari

La Voce

Giorgio Agamben
Sulla Voce 

Ljuba Bergamelli
La voce nel corpo e il corpo della voce  

Unive Ensemble +
Gruppo vocale
Coro dell'Università Ca' Foscari Venezia
Performance musicale   

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

sabato 15 dicembre
15.30 Auditorium Santa Margherita

 

Chiude la stagione di musicafoscari 2018 un pomeriggio dedicato alla voce. Essa identifica, grazie al timbro, la singolarità personale, mentre è simultaneamente udibile da ciascuno che sia alla sua portata. Nella sua natura gestuale ciascuno sperimenta l’intima connessione di interno ed esterno, di singolare e plurale, anche ‘prima’ della parola. Come la danza, la voce è nelle origini di ogni musica e della sua capacità di coinvolgere, anche quando è diventata voce degli strumenti.

La specializzazione nella scrittura alfabetico-fonetica ha prodotto una dimenticanza della sua natura preverbale, mentre la scrittura musicale e la sua traduzione strumentale tende a far dimenticare quanto la sorgente musicale sia intima a ciascuno.

L’attenzione alla voce riporta anche l’uso degli strumenti musicali a quella fisicità e prossimità al corpo che ne fa sue estensioni – e questo fa la differenza sia nell’improvvisazione, sia nell’interpretazione di una composizione.

Il pomeriggio dedicato a la Voce inizierà con la riflessione filosofica di Giorgio Agamben, che indica come compito della filosofia pensare la voce in modo che non venga obliata nel linguaggio: essa va pensata non come “articolazione”, ma come “puro fatto che si parli”, in modo che si accetti di “trovarsi ogni volta senza lingua di fronte alla voce e senza voce di fronte alla lingua”.

Seguirà l’intervento di Ljuba Bergamelli, che testimonierà ed esemplificherà con il canto la relazione della voce con il “corpo che siamo e non abbiamo. La voce è l’unico strumento
musicale ad avere a disposizione una materia vivente che è allo stesso tempo strumento e strumentista. Essa traduce la corporeità in vibrazione: il corpo viene fuori dalla voce”.
Ljuba Bergamelli canterà musiche di John Cage, Vittorio Montalti, Georges Aperghis, Pasquale Corrado eCathy Berberian.

A conclusione del pomeriggio il Gruppo Vocale del Coro dell’Università Ca’ Foscari e il gruppo di studenti universitari Unive Ensemble eseguiranno Paragraph 7 da The Great Learning di Cornelius Cardew e The Tuning Meditation di Pauline Oliveros. La ricchezza degli armonici, prodotta dalla fitta tessitura, libera le voci dalle codificazioni moderne delle altezze e dell’armonia. L’uso di processi in parte “indeterminati”, non controllabili da un soggetto, libera la musica dalla divisione tardo-moderna di ruoli fra compositore, esecutore e pubblico. L’esecuzione coinvolgerà anche alcuni musicisti amici e ospiti di musicafoscari, invitati per l’occasione.

Giorgio Agamben
Sulla Voce 

“Noi parliamo sempre all’interno di un linguaggio e attraverso il linguaggio e parlando di questo o di quell’argomento, predicando qualcosa di qualcosa, dimentichiamo ogni volta il semplice fatto che stiamo parlando. Nell’istante dell’enunciazione, tuttavia, il linguaggio non si riferisce a nessuna realtà lessicale né al testo dell’enunciato, ma unicamente al proprio aver luogo […] Se questo è vero, allora possiamo definire il compito della filosofia come il tentativo di esporre e di fare esperienza di quel factum che la metafisica e la scienza del linguaggio devono limitarsi a presupporre […] che l’evento di parola accade al vivente nel luogo della voce, me senza che nulla lo articoli a questa. Dove voce e linguaggio sono a contatto senza alcuna articolazione, là avviene un soggetto, che testimonia di questo contatto […] Il pensiero che voglia rischiarsi in questa esperienza […] deve accettare di trovarsi ogni volta senza lingua di fronte alla voce e senza voce di fronte alla lingua”

(Da Giorgio Agamben, Experimentum Vocis, in Id. Che cos’è la filosofia? Macerata, Quodlibet 2016, p. 45)

 

Ljuba Bergamelli
La voce nel corpo e il corpo della voce

La tradizione filosofica occidentale ha sempre relegato il ruolo della voce a tramite del pensiero, a mezzo per dare vita alla parola. In realtà, questo ponte tra suono e senso/non-senso di cui siamo dotati fin da quando veniamo al mondo, può essere pensato e vissuto, in quanto mistero e unicità, in una prospettiva differente: quella del corpo che siamo e non abbiamo.

Nel corso del Novecento l’atteggiamento verso la questione della “voce” è cambiato perché è mutata l’attenzione per il corpo nella sua totalità: essa è appunto una questione del corpo. Una voce rimanda necessariamente al corpo da cui proviene e gli è indissolubilmente legata. Essa è corpo e l’intero corpo è il suo strumento vivo: l’unico strumento musicale che dispone di una materia vivente che è allo stesso tempo strumento e strumentista. Il gesto vocale traduce la corporeità in vibrazione, che diviene proiezione di sé nello spazio e ponte verso l’Altro.

Proprio per la complessità dei legami che la voce intreccia e rappresenta nella relazione con il corpo e la psiche, la ri-scoperta della voce restituisce la persona nella sua soggettività e complessità. Attraverso una vocalità allargata, che non pone confini di sorta, avviene la scoperta più autentica di come la nostra voce ci appartenga e ci rappresenti, di come la voce non sia uno strumento che esiste a priori ma che esiste insieme a noi: la manifestazione di uno stato d’essere.

(Ljuba Bergamelli, tratto da Il teatro della Voce, ed. ETS)

Bio

Ljuba Bergamelli si dedica con passione all’arte del Novecento e Contemporanea e al teatrodanza, collaborando con artisti come Bruno Canino, Giovanni Sollima, Muta Imago, Divertimento Ensemble, Ensemble Nuovo Contrappunto, dédaloensemble, I Violoncellisti della Scala, ed esibendosi in prestigiosi Festival come La Biennale di Venezia, MilanoMusica, RomaEuropaFestival, RavennaFestival, Festival Aperto di Reggio Emilia, I Concerti dell’Auditorio RSI a Lugano, Nuova Consonanza, Teatro Stabile di Verona, Gamo di Firenze, Festival OrienteOccidente di Rovereto.
È stata diretta tra gli altri da Vladimir Ashkenazy, Yoichi Sugiyama, Sandro Gorli, Vittorio Parisi.
Ha inciso per Stradivarius, ha registrato per la Rai Radio Televisione italiana e per la trasmissione televisiva Passepartout di Philippe Daverio ha registrato, con Bruno Canino e Antonio Ballista, uno spettacolo dedicato a John Cage.
Ha cantato numerosi brani in prima esecuzione assoluta di Vittorio Montalti, Pasquale Corrado, Luca Antignani, Federico Gardella, Daniele Ghisi, Mariana Ungureanu, Michele Sanna, Marco Quagliarini, Gene Coleman, Paolo Aralla.
Nell’ambito del teatro musicale, nel 2013 ha debuttato alla Biennale di Venezia nell’opera di Vittorio Montalti “L’arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento” e a Lecce come protagonista  nell’opera di Pasquale Corrado Alice Special Guest.
Dal 2014 fa parte del gruppo vocale VOXNOVA Italia con cui ha esordito cantando Stimmung di K. Stockhausen.
Come cantante e performer ha realizzato numerosi spettacoli tra cui La Sagra della Primavera per il Festival MiTo, Ivresses per il Conservatorio di Milano, Scenario per il Mart di Rovereto (regia di L. Veggetti). Dal 2012 collabora in duo con il danzatore e coreografo Simone Magnani, con cui ha ideato lo spettacolo Una Voce – incontro di gesti per voce sola e danzatore.
Canta stabilmente in trio con il padre Attilio al pianoforte e il fratello Andrea al violoncello.
Di fondamentale importanza nella sua crescita artistica è stato l’incontro con il M° Fernando Cordeiro Opa.
Ha studiato canto lirico e musica vocale da camera con M° M. Pennicchi, D. Uccello, e L. Castellani. Si è diplomata nel 2009 al Conservatorio G. Verdi di Milano; dove, nel 2012, ha conseguito la laurea ad indirizzo Novecento e Contemporaneo con lode e menzione speciale, con la tesi Una Voce – fisicità e molteplicità del gesto vocale nel repertorio contemporaneo.
Un suo articolo dal titolo Il Teatro della Voce è stato pubblicato nella rivista I Quaderni del Conservatorio edito da ETS.
Ha tenuto una masterclass sulla vocalità contemporanea nell’ambito del progetto Biennale College Musica alla 57. Biennale di Venezia. 

Guarda l'intervista 

 

Unive Ensemble +

Gruppo vocale
Coro dell'Università Ca' Foscari Venezia

Performance musicale 

Unive Ensemble è nato nel 2015 dal laboratorio tenuto da Nicola Fazzini. L’ensemble si muove in un territorio di sperimentazione tra jazz, improvvisazione libera, musica contemporanea e altri linguaggi che gli studenti sanno far confluire in questa esperienza creativa. Il risultato è un corposo e variopinto ensemble che vede voci, strumenti ad arco, fiati e percussioni protagonisti d’impasti sonori inconsueti e musiche originali. L’Unive Ensemble ha partecipato alla giornata UNESCO del jazz presso l'Università degli studi di Padova nel 2015 e nel 2016 si è esibito all’inaugurazione del Musicafoscari/San Servolo Jazz Fest con composizioni originali. 

Elettrofoscari e Unive Ensemble sono gruppi nati dai workshop per l’improvvisazione che l’Università Ca’ Foscari ha creato per gli studenti universitari di tutti i corsi di laurea che abbiano una sufficiente padronanza di strumenti musicali e voce. L’improvvisazione libera e collettiva permette a ciascuno di usare tecniche vocali o strumentali e materiali musicali di partenza con cui è maggiormente familiare – jazz, rock, pop, musica contemporanea – come occasione di formarsi una sensibilità per l’ascolto, dialogare e imparare i linguaggi degli altri, cercare il punto d’incontro per costruire una musica d’insieme. Questo processo è avvenuto anche grazie a incontri con improvvisatori-compositori di livello nazionale e internazionale, quali, fra altri, Giancarlo Schiaffini, Walter Prati, Pauline Oliveros, George Lewis, Steve Lehman. Il lavoro sull’improvvisazione richiede consapevolezza dei materiali usati, perciò negli ultimi due anni i due gruppi sono stati sollecitati a esercitare la composizione e l’interpretazione, anche grazie agli head arrangements (arrangiamenti creati estemporaneamente e imparati inizialmente senza partitura).

www.unive.it/musicafoscari-laboratori

 

Il Gruppo Vocale dell’Università Ca’ Foscari Venezia, diretto dal Maestro Vincenzo Piani, è una selezione del Coro dell’Università Ca’ Foscari, che festeggia quest’anno i 40 anni di attività. Il Gruppo è nato con l’intento di studiare e presentare in concerto i brani più impegnativi della tradizione vocale dal medioevo e rinascimento fino all’epoca contemporanea.

www.unive.it/coroeorchestra