Contemplazioni Proverbio Insegnamento

 

Giorgio Agamben e Nico Stringa introducono il libro Contemplazioni di Arturo Martini


Performance musicale
Daniele Goldoni & Massimo Menotti pianoforte
Gruppo Vocale e Coro dell’Università Ca’ Foscari Venezia 

 

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

sabato 14 dicembre
16.30 Auditorium Santa Margherita

 

Che cosa resta delle tradizioni nella vita e nell’arte contemporanea?

Giorgio Agamben e Nico Stringa parlano del libro Contemplazioni di Arturo Martini. Egli considerava questo suo libro “perfetto”, un “passo dopo Rimbaud”. È il primo libro a scrittura asemantica. Martini ne ha detto:

“Per quale ragione ritengo perfetto il mio libro, il bianco della pagina e il nero dei punti? Perché con gli spazi creo un ritmo al mio movimento d’anima. La ripetizione serve a togliere il valore di contingenza, il significato terreno dell’oggetto, affinché esso diventi un assoluto”. 

“Se un asceta del Tibet prendesse una forma – ognuno può scegliere la preferita ascoltandosi magari i battiti del cuore, forma passionale – e come una sola nota di pianoforte, cioè senza contrasti, la battesse con vario ritmo, questo dovrebbe diventare il più grande evangelo del mondo, cioè oltre la parola umana; infinito, spazio, tempo”.

Il riferimento musicale è dichiarato, insieme a quello mistico, ma esso, dalla pubblicazione nel1918, dopo un secolo di poca attenzione, mantiene qualcosa di enigmatico. Non è una vera partitura grafica musicale come se ne sono viste nel secondo Novecento, ma neppure un testo da prendere a pretesto. Se ne tenterà una prima “traduzione musicale”, al pianoforte (Daniele Goldoni, Massimo Menotti)

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Proverb è una composizione del 1995 di Steve Reich per tre soprano, due tenori, due vibrafoni, due tastiere. Dedicato a Pérotin, il testo è di Wittgenstein e dice: 

“How small a thought it takes to fill a whole life!”

È una definizione, un proverbio del proverbio, che parla indirettamente anche della filosofia del linguaggio di Wittgenstein e soprattutto della poetica “minimalista” di Steve Reich.
La composizione viene eseguita dal Gruppo Vocale dell'Università Ca’ Foscari Venezia, diretto da Vincenzo Piani.

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Nel cinquantesimo anniversario di The Great Learning di Cornelius Cardew (1969) verrà eseguito il Paragraph 7. Le voci cantano un testo tratto dal “grande insegnamento” di Confucio, che dice:

“If the root be in confusion nothing will be well governed.
The solid cannot be swept away as trivial
And
Nor can trash be established as solid
It just does not happen
Mistake not cliff for morass and treacherous bramble.”

(se la radice è nella confusione, niente sarà ben governato. Ciò che è solido non può essere spazzato via come fosse irrilevante, e neppure può essere fatta passare per solida la spazzatura. Semplicemente, non accade. Non confondere la roccia con il pantano e il rovo pericoloso).

Ogni voce sceglie l’altezza, pronuncia una frase del testo e mantiene l’intonazione per un numero di respiri, poi sceglie liberamente di intonarsi su quella di una voce vicina. Ciò che è “solido” è la roccia della musica: la semplice capacità di ascolto e di produrre un suono di insieme spontaneo, imprevisto, sorprendentemente ricco di armonici, anche da parte di chi non è musicista di professione.
Esecuzione del Coro dell'Università Ca’ Foscari Venezia e degli studenti del laboratorio musicafoscari, diretti da Vincenzo Piani.

Foto © Samuele Cherubini