Il violinista di Praga

27-28 aprile 2018 ore 20.30

Woodstock Teatro

Il violinista di Praga

regia Woodstock Teatro
con Susi Danesin
ebraista e voce off Matteo Corradini
scrittura scenica e montaggio intervista Marco Gnaccolini
scene e costumi Alessandra Dolce

Biglietti e contatti 


Woodstock Teatro propone uno spettacolo docu-teatrale e di clown civile, che raccontando di Terezin, una città poco distante da Praga, vuole indagare le infinite forme di resistenza in cui la vita si può dipanare.
Temi contemporanei come il potere dell’omertà, della propaganda politica e della “guerra al diverso” vengono portati in scena attraverso fatti storici realmente avvenuti, durante il periodo d’occupazione nazista della città.

Una sola attrice in scena, attorniata da scenografie che richiamano l’immaginazione ai film muti e al teatro di oggetti, interpreta molti e diversi personaggi di una storia a capitoli, è come un clown muto di teatro civile, è pronta a far ridere, piangere e riflettere allo stesso tempo, grazie anche alla testimonianza vera di Matteo Corradini sul campo di Terezin.

Terezin è oggi un paese fortificato, poco distante da Praga. Terezin non sarebbe oggi frequentato da turisti se non fosse stato, durante la seconda Guerra Mondiale, un campo di transito nazista, nel quale vennero ammassati ebrei per la deportazione nei campi di sterminio. Terezin, in quei giorni passati, divenne anche il primo campo di propaganda del Terzo Reich: un campo abbellito, dove ogni momento pareva trascorrere senza orrori e violenza.

La messa in scena
Il tema della memoria di questo terribile evento storico viene proposto in una forma leggera, nuova, profonda e storicamente veritiera, venendo a dipanarsi nella storia di un luogo, il campo di transito di Terezin, raccontato in una sorta di antologia di Spoon River: attraverso brevi capitoli verranno a raccontarsi le storie di diversi personaggi che hanno avuto a che fare con Terezin, sia durante i giorni della Shoah sia durante il nostro oggi contemporaneo.
La leggenda di un violinista che diede ospitalità a dei contadini ribelli e perseguitati, e per questo verrà arrestato dalle autorità e condannato a morte, si intreccerà alla vera storia della fabbrica di strumenti musicali Zalud, che venne sequestrata dai nazisti per fornire gli strumenti agli ebrei nei video di propaganda del campo di concentramento di Terezin, e alle visite di turisti in cerca di emozioni legate a un periodo storico tragico.
Viene proposto quindi come momento di incontro tra passato e presente l’ascolto tra le generazioni che abitano uno stesso luogo, e il suonare e creare bellezza come possibilità di difesa della vita e di costruzione di un futuro senza più l’accadimento di orribili avvenimenti come la Shoah. [Woodstock Teatro]