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Repository del futuro, firmato a Ca’ Foscari accordo internazionale

Firmato a Ca’ Foscari un accordo internazionale per le reti di repository, durante il meeting annuale della Confederation of Open Access Repositories

Nell’era del web e dell’open access, la conoscenza scientifica cerca e trova ‘casa’ negli archivi digitali. Pubblicazioni, dati e contenuti multimediali devono però essere gestiti con strumenti, metodi e competenze aggiornati e più possibili comuni tra le istituzioni coinvolte.

Per perseguire questo obiettivo è stato firmato a Ca’ Foscari un accordo internazionale per le reti di repository, durante il meeting annuale della Confederation of Open Access Repositories (COAR).

La confederazione riunisce la comunità di repository per creare competenze, allineare politiche e pratiche e agire come voce globale per la comunità dei repository. A Ca’ Foscari sono intervenuti 75 delegati da 40 paesi, rappresentanti di biblioteche, università, istituti di ricerca, e governi da tutto il mondo. Il Sistema bibliotecario di ateneo è parte di COAR e ha organizzato l’incontro.

L'accordo internazionale, firmato da otto organizzazioni regionali tra cui la rete OpenAIRE in Europa, porterà ad un maggiore allineamento e all'interoperabilità delle reti di repository e rafforzerà l'infrastruttura di Open Access distribuito in tutto il mondo.

"Condividiamo una visione comune di un'infrastruttura scientifica aperta basata sulla comunità distribuita in tutto il mondo - spiega Eloy Rodrigues, presidente di COAR. - Ma per raggiungere questa visione, dobbiamo lavorare insieme".

In tal modo, le reti garantiranno che i loro servizi regionali siano interoperabili, offrendo una visione più globale dei risultati della ricerca. Inoltre lavoreranno insieme per sostenere l'adozione diffusa di nuove tecnologie e servizi.

Il gruppo di lavoro COAR Next Generation Repositories ha presentato una serie di scenari per il futuro dei repository, come la funzionalità del peer review e i commenti sui contenuti del repository, sulle funzionalità di social networking e sui migliori flussi di lavoro per gli utenti. Questi scenari guidano le raccomandazioni tecnologiche del gruppo di lavoro, che dovrebbero essere pubblicate nell'estate del 2017.

“In previsione dell’avvio della European Open Science Cloud - spiega Dorit Raines, Presidente dello SBA, - l’Università Ca’ Foscari sente la necessità di prepararsi all’evoluzione del nostro repository con una politica coerente di Data Management che prenda in considerazione anche datasets ed altre tipologie di oggetti digitali”.

E’ in tal senso anche l’annuncio del Rettore su dell’avvio tra qualche settimana da parte dell’Area Servizi Informatici e Telecomunicazioni (ASIT) dell’Ateneo di una serie di nuovi servizi riservati ai progetti di ricerca individuali o di gruppo, attivi in Ateneo.

 

Enrico Costa