AltLife: alternative a chi?

AltLife è la vita alternativa di Valentina. Una full immersion in apnea nel pop-rock alternativo degli anni Ottanta e Novanta. Un ballo di monografie e trilogie, con focus su alcuni degli album e dei movimenti più importanti di quel ventennio.

Pensi che lo shoegaze sia un lucido per pulire le scarpe? Ti hanno detto che il Madchester è una squadra di calcio? Ti viene il dubbio che post-punk sia il nome di una birra?

Allora forse è proprio il caso di dare un ascolto alle puntate di Alt-Life!

Sì, puoi trovare AltLife in podcast

Gli episodi sono disponibili online, e se non sai dove cercare, ecco qui una pratica playlist!

L’avventura musicale di Valentina comincia da una delle sue band preferite: The The. Alla band di Matt Johnson ha dedicato ben tre puntate – una per ognuno dei primi tre album: Soul Mining, Infected, Mind Bomb. Una band che è stata ingiustamente inserita nel calderone new wave, ma che grazie ad Alt-Life riscopriamo in tutte le sue peculiarità, dalle musiche ai testi, passando per le copertine dei dischi.

Una seconda trilogia, molto più pop, è invece dedicata ai Tears for Fears. Anche in questo caso Valentina si concentra nell’analisi dei primi tre dischi della band, quelli che hanno decretato il successo della coppia Roland Orzabal-Curt Smith, prima dell’abbandono di quest’ultimo.

Il synth-pop, le influenze beatlesiane, il gusto incredibile per le armonie vocali: anche il gruppo di Bath merita una riscoperta, a quasi trent’anni dal loro ultimo successo internazionale e a quindici anni dall’ultimo album pubblicato.

Per il finale di stagione, ci si sposta invece su sonorità più rock. Niente monografie, ma tante chitarre distorte e tante pedaliere: le ultime due puntate di AltLife ci danno una panoramica esauriente – anche se inevitabilmente non esaustiva – sul mondo dello shoegaze. Un mondo variegato, in cui dream pop e noise rock passeggiano mano nella mano.

Ma lo sai perché si chiama shoegaze?

Niente spoiler: ascoltate e scoprite!