Sì, viaggiare: ma a quale costo per il pianeta?

Sono passati poco più di quarant’anni da quando Lucio Battisti cantava nel ’77 la sua Sì, viaggiare, ma con l’avvento della globalizzazione molto è cambiato nel nostro modo di concepire il viaggio. Oggigiorno nessuna meta ci appare troppo lontana o difficile da raggiungere grazie a voli low cost, ai pacchetti vacanza preconfezionati, alle applicazioni che permettono di trovare con facilità alloggi in tutto il mondo - ma qual è l’impatto ambientale, sociale ed economico causato dal turismo contemporaneo, ovvero il turismo di massa?

2030: come ce l’abbiamo fatta dedica una puntata a questo argomento attraverso le voci di chi fa ricerca su queste tematiche a Ca' Foscari. Mirella Agorni, Federica Cavallo, Nicola Camatti e Michele Tamma ci aiutano a riflettere su quanto sia necessario trovare soluzioni per un turismo sostenibile che possa conciliare le esigenze degli operatori e dei viaggiatori con quelle dell'ambiente e dei residenti, per trasformare la più grande industria del secolo in un’opportunità di crescita positiva, sia per il nostro pianeta che per la popolazione. 

Overtourism: il caso di Venezia

Overtourism – la parola del giorno – è il termine utilizzato per indicare il turismo che supera le soglie di sopportazione di un dato sito turistico, causando danni al patrimonio storico culturale, l’aumento del costo della vita dei residenti e la perdita dell’identità culturale. Venezia è tra le città che più soffrono di sovraffollamento turistico. La pandemia ha reso evidenti le fragilità di questo sistema: il blocco del flusso turistico ha avuto un impatto negativo non solo sull’attività economica ma anche su quella culturale e sociale. Come ovviare il problema? Proponendo un modello di sviluppo più equilibrato, non più basato sul turismo estremo ma sull’armonia tra crescita della città e sostenibilità.

Turismo sostenibile: da dove siamo partiti?

Catapultiamoci nel 2030. Come spiega bene la prof.ssa Cavallo, siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo individuando innanzitutto le conseguenze negative del turismo di massa, come “la cementificazione massiccia, il sovra sfruttamento delle risorse locali e lo snaturamento dei territori, indipendentemente dalla stessa qualità dell’accoglienza”. Anche le tecnologie a nostra disposizione - utilizzate in modo critico e sostenibile - hanno avuto un ruolo chiave nel rendere l’esperienza del viaggio più inclusiva ed accessibile sia per i turisti che per i residenti. Grazie a questa sinergia siamo riusciti ad arginare il fenomeno dell’overtourism e a diffondere una cultura del turismo sostenibile. E tornare – dolcemente – a viaggiare.