The Great Derangement: Amitav Gosh a RCF

Lo scrittore indiano Amitav Gosh è stato ospite della seconda puntata di C’è di mezzo il mare per parlare del suo approccio culturale al cambiamento climatico. L’intervista, in lingua inglese, prende in parte spunto dal suo libro The Great Derangement: Climate Change and the Unthinkables.

In questa breve chiacchierata assieme a Melissa, Amitav Ghosh spiega quali sono i possibili scenari, le idee o le storie in grado di catturare l'immaginazione di chi legge quando si vuole mettere l’accento sulla crisi climatica. Per parlare di climate change, infatti, non è necessario scrivere un saggio o un articolo sull’argomento, ma si può invece stimolare la sensibilità del pubblico attraverso storie di finzione – come lui stesso fa in molti dei suoi libri, tra cui appunto The Great Derangement.

Assieme a Gosh si parla di come Venezia possa essere una cartina al tornasole per dinamiche che avvengono in tutto il mondo, legate al cambiamento climatico e all’overtourism che ha svuotato le città. Come attrarre nuove persone in questi luoghi, per esempio?
“A lot of that depends on public memory” ci dice Gosh “on what people remember and how they remember living in the past and where they remember living – that’s also an issue”.

Una memoria collettiva va costruita anche a proposito dei disastri naturali e proviamo assieme a lui a capire come possiamo farlo, a partire dalle storie delle persone comuni.

C’è di mezzo il mare: il podcast dell’intervista ad Amitav Gosh

Puoi ascoltare qui l’intervista fatta da Melissa ad Amitav Gosh nella seconda puntata di C’è di mezzo il mare.

Chi è Amitav Gosh

Amitav Ghosh è uno scrittore e giornalista indiano – nato a Calcutta ma residente ora negli Stati Uniti d’America. Dopo il dottorato, inizia a lavorare come giornalista e antropologo, e raggiunge il successo grazie alle sue opere di narrativa storica. Si impegna nella crisi climatica sia nei suoi romanzi che nei suoi saggi: nel libro La grande cecità, per esempio, esamina i motivi per cui le discipline umanistiche, e la letteratura in particolare, non affrontano adeguatamente il tema del cambiamento climatico.