Orme di leggi: Maria Lai raccontata da Untitled

Grazie a Orme di leggi, approfondiremo la poesia dell’arte di Maria Lai, che, con i piedi ben piantati nella civiltà millenaria sarda e la testa sempre proiettata alla sperimentazione di nuovi linguaggi, è in grado di tessere metafore che intrecciano il personale e l’universale.

Sofia dedica la seconda puntata di Untitled a un’opera fondamentale di una delle più importanti artiste contemporanee italiane.

Maria Lai e Orme di leggi

Maria Lai nasce a Ulassai, in Sardegna, ma studia prima a Roma e poi a Venezia, dove frequenti i corsi dell’Accademia di belle arti. Inizia la sua attività espositiva negli anni Cinquanta, ma è solo dagli anni Sessanta – dopo un attento studio della corrente dell’arte povera – inizia il percorso artistico che la renderà celebre, recuperando oggetti della tradizione e dell’artigianato sardi – in particolare i telai. Dopo l’esposizione alla Biennale negli anni Settanta, prosegue la sua attività di ricerca artistica che duerà fino agli anni Duemila, portandola a esporre – tra gli altri – a Palazzo Grassi e a Villa Borghese.

Nel 2006, proprio a Ulassai le viene dedicato il museo Stazione dell’arte, che include una collezione retrospettiva delle sue opere e una raccolta di opere di altri artisti contemporanei, nonché alcuni spazi espositivi dedicati a mostre contemporanee.

Una delle sue ultime creazioni è Orme di leggi, la protagonista di questa puntata di Untitled: una monumentale installazione di quasi quattro metri per due, che nel 2011 ha vinto il premio Camera dei deputati per il 150° anniversario dell’unità d’Italia: è stata definita da più parti come l’opera in cui Maria Lai sintetizza il suo percorso artistico, una sorta di summa del suo lavoro.