Quasi come un caffè. Intervista a Diego Galdino.

Diego Galdino ha venduto migliaia di copie, è tradotto in otto paesi, e Repubblica lo ha definito "il Nicholas Sparks italiano". Eppure ogni mattina si alza e va aprire il suo bar in centro a Roma. Ai nostri microfoni racconta la sua storia, dal caffè ai libri.

Cresce coi cartoni animati di Goldrake e Mazinga, e già da ragazzo si cimenta con qualche storia di fantascienza, su fogli che rimangono però chiusi dentro un cassetto. Un giorno inizia a fare il barista e si innamora di quei piccoli chicchi scuri, di cui conosce ogni segreto. Da dietro il bancone riesce ad avere un punto di osservazione privilegiato sulle persone: scopre così che ognuno di noi è come una tazzina di caffè, con una sua personalità e un suo modo di essere approcciato.
Una di queste persone è una ragazza che lo fa innamorare: di lei e dei romanzi di Rosamunde Pilcher. Grazie a questa ragazza viaggia e inizia a scrivere, ma senza perdere di vista il suo bar e le persone che lo frequentano ogni giorno.

 

Nel 2013 esce Il primo caffè del mattino, un caso letterario. Viene pubblicato in Germania, Austria, Svizzera, Polonia, Bulgaria, Serbia, Spagna e nel Sudamerica. Il successo è tale che ne vengono venduti i diritti cinematografici; tale che Diego non può che continuare a scrivere: i libri pubblicato ad oggi sono sei, più di uno all'anno.

L'intervista a Diego Galdino: il podcast

Il nostro Giacomo ha avuto modo di fare due chiacchiere con Diego al telefono. Hanno parlato della sua carriera e del suo modo di pensare e scrivere storie. De Il primo caffè del mattino e de L'ultimo caffè della sera - un sequel sui generis, uscito quest'anno per Sperling & Kupfer. Storie straordinarie che nascono dalle storie di tutti i giorni, e quindi sono le storie di tutti.