Laboratori

Il Teatro Ca’ Foscari presenta agli studenti un’offerta di laboratori che si svolgeranno nel periodo da febbraio a maggio 2019 presso il Teatro Ca’ Foscari.

I laboratori sono rivolti principalmente agli studenti di Ca’ Foscari, ma sono aperti a studenti di altre Università, Accademie e Conservatori, giovani attori e a chiunque sia interessato a partecipare, sulla base della presentazione di una lettera di motivazioni e di un curriculum aggiornato.

Foto di Giovanni Tomassetti

Dove espressamente indicato, i laboratori sono proposti anche agli studenti delle scuole che aderiscono al Progetto Alternanza Scuola Lavoro, in collaborazione con l’Ufficio Orientamento di Ca’ Foscari.

La candidatura deve essere inviata a  teatro.cafoscari@unive.it entro la scadenza prevista da ciascun laboratorio. La partecipazione è gratuita.

Il programma dei laboratori si rafforza e offre un ampio quadro di progetti per raccogliere attorno a Santa Marta e al suo teatro una comunità di studenti sempre più numerosa, anche in previsione dell’imminente inaugurazione della nuova residenza. Fin dai suoi inizi, il Teatro Ca’ Foscari a Santa Marta ha puntato l’attenzione sulla formazione teorico-pratica nell’ambito delle performing arts, attraverso l’organizzazione di seminari, workshop, laboratori e residenze artistiche.
temi principali sui quali si concentrano le proposte sono quelli del conflitto e del suo superamento: tra generazioni e tra generi (Tentativi d’amore); tra bene e male (Coltivare l’immaginazione); tra identità e collettività (Mappatura emotiva di un territorio). Ma un’attenzione particolare viene anche dedicata alla drammaturgia con il workshop di Roberto Latini e attraverso l’articolato progetto di Albert Ostermaier, a cura di Cristina Fossaluzza.

Il laboratorio, inteso non esclusivamente come spazio fisico, diventa dunque, per usare la definizione di Tadeusz Kantor, una “stanza dell’immaginazione”, un luogo, sia esso interno o esterno poco importa, dove prendono forma e significato le esperienze di ciascuno.
[Donatella Ventimiglia]

Programmi dei laboratori

7-8 febbraio 2019 – "Where is this sight?"

Workshop per studentesse e studenti di Ca’ Foscari condotto da Roberto Latini

  • 7 febbraio 2019, ore 16.00-19.00
  • 8 febbraio 2019, ore 10.00-13.00

Scadenza per le iscrizioni: 31 gennaio 2019 inviando un'email a  teatro.cafoscari@unive.it.

Premesse

Da una battuta di Fortebraccio nell’atto V dell’Amleto di Shakespeare, il seminario condotto da Roberto Latini si compone attraverso teorie e riflessioni pratiche dalla scena contemporanea. 

Il tema

La comprensione della scena e di ciò che su questa si produce nel momento in cui lo studente/spettatore guarda e osserva.
Affinare gli strumenti di lettura e parallelamente quelli della scrittura che diventa scrittura scenica.
La drammaturgia come elemento mobile, fluido.

La domanda

Dov’è questo spettacolo? Dov’è questa visione? Dove devo guardare per vedere quello che c’è da vedere? 

Da questa unica domanda e dalle sue molteplici declinazioni, alcuni concetti fondamentali attraverso cui costruire e decostruire l’occasione scenica.

La pratica

Agire la scena, re-agirla, nella consapevolezza dello stare e del sentire che è ascolto e relazione.
Riflessioni e pratiche intorno alla differenza fondamentale che c’è tra il costruire l’immagine e il costruire l’immaginazione.
L’attore e lo spettatore sono parte dello stesso momento. Il teatro è il suo appuntamento.


Attore, autore e regista, Roberto Latini si è formato presso lo Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992.

Vincitore negli anni dei premi intitolati Wanda Capodaglio, Prova d’Attore, Bruno Brugnola e Sergio Torresani, ha ricevuto nel 2011 il Premio Sipario, il Premio UBU 2014 come Miglior Attore e il Premio della Critica dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro nel 2015, il Premio UBU 2017 come Miglior Attore.  

È il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro con la quale ha intrapreso negli ultimi vent’anni una personalissima ricerca che ha al suo centro l’arte e la responsabilità dell’attore, e come campo d’azione la drammaturgia dei classici e la scrittura scenica.

È laureato in Metodologia e Critica dello Spettacolo presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

4-27 febbraio 2019 – "Una libbra di carne. Venezia. Gli invisibili"

Laboratorio condotto da Albert Ostermaier

Per iscrizioni e informazioni sul Laboratorio 1 gli studenti universitari possono contattare la segreteria del Collegio Internazionale  collegio.internazionale@unive.it. Gli studenti delle scuole superiori devono invece inviare una email a  g.mimmo@fondazionedivenezia.org entro il 4 febbraio 2019.
Per partecipare al Laboratorio 2 è necessaria una buona conoscenza della lingua tedesca. Scadenza per le iscrizioni al solo Laboratorio 2: 31 gennaio 2019 inviando un'email a  teatro.cafoscari@unive.it.

Tema: fuga da e a Venezia (luoghi della fuga resi visibili)

Su questo tema il drammaturgo tedesco Albert Ostermaier svilupperà alcune scene con gli studenti. Il lavoro si articolerà in due laboratori e verrà presentato in un evento pubblico finale.
Entrambi i laboratori, a cura di Cristina Fossaluzza, sono realizzati nell’ambito di “Waterlines – Residenze letterarie e artistiche a Venezia”, un progetto del Collegio Internazionale dell’Università Ca’ Foscari, della Fondazione di Venezia e di San Servolo srl.

Laboratorio 1

in lingua inglese, per studentesse e studenti del Collegio Internazionale e delle scuole

  • Group A  06 e 08 febbraio 2019  - mattina: laboratorio a San Servolo 
  • Group B 06 e 08 febbraio 2019 - pomeriggio: laboratorio a San Servolo
  • 15 febbraio 2019 (orario da definire): secondo laboratorio (presso il Teatro Ca’ Foscari, pensato anche come momento di incontro fra i due laboratori)

 in collaborazione con il Teatro Ca’ Foscari.

Laboratorio 2

in lingua tedesca, per studentesse e studenti di Ca’ Foscari (massimo 15 partecipanti), organizzato e pubblicizzato dal Teatro Ca’ Foscari:

  • 12-15 febbraio 2019, ore 10.00-13.00 e 14.30-17.30 (presso il Teatro Ca’ Foscari)

Restituzione / evento pubblico

Presso Teatro Ca’ Foscari, in cui confluiranno i risultati di entrambi i laboratori

  • 27 febbraio 2019, ore 16.30

Albert Ostermaier, autore e drammaturgo, è nato a Monaco nel 1967. Debutta nel 1995 con il dramma Zwischen zwei Feuern. Tollertopographie (Prima: Marstall Theater/ Bayerisches Staatsschauspiel, Monaco), in cui riprende le vicende del poeta tedesco Ernst Toller (1893-1939), rielaborando poeticamente il suo impegno rivoluzionario negli anni che seguirono la Prima Guerra Mondiale, i dilemmi della sua esistenza tra letteratura e politica e infine il suo suicidio a New York nell’anno fatale 1939. Da questo momento Ostermaier si afferma sulla scena teatrale tedesca ed europea con drammi come, tra molti altri, Tatar Titus (1999), Death Valley Junction (2000, trad it. Bivio per la Valle della Morte) e Auf Sand (2001, trad it. Sulla sabbia).

Tra le sue ultime opere, va ricordata Die verlorene Oper. Ruhrepos (2018), una coproduzione dei Ruhrfestspiele Recklinghausen e del teatro di Hannover. Ostermaier è anche autore di poesia e di romanzi. Il suo ultimo romanzo Lenz im Libanon (Suhrkamp 2015) è stato anche tradotto in lingua araba. Ha scritto un volume di poesia su Venezia (Venedig - Die Unsichtbare, 2012) e attualmente si sta occupando di un progetto dal titolo Über die Lippen, in uscita all’inizio del 2019.

Per il suo lavoro, Albert Ostermaier ha ricevuto una serie di rinomati premi e riconoscimenti, fra i quali il Kleist-Preis, il Bertolt-Brecht-Preis e il “Welt”-Literaturpreis.

20 febbraio-2 marzo 2019 – "Tentativi d’amore"

Laboratorio di teatro per studentesse e studenti di Ca’ Foscari e delle scuole (massimo 15 partecipanti) condotto da Silvio Castiglioni

  • 20 febbraio - 2 marzo 2019

Il laboratorio si svolgerà nel periodo indicato, in tre/quattro giorni alla settimana, per un totale di 7 giornate di 4 ore ciascuna.

Scadenza per le iscrizioni: 31 gennaio 2019 inviando un'email a  teatro.cafoscari@unive.it.

Premesse

Innanzitutto c’è il teatro, con i suoi mezzi, i suoi linguaggi, il suo gioco. C’è lo studio e la pratica del teatro, per accedere alla propria personale e libera "voce" sulla scena. Il teatro ci mette in relazione con noi stessi e con l’altro. Nello spazio del teatro si sostiene la solidarietà vera che nasce dall’aver superato una prova. Da soli e insieme. Poiché si sta nel teatro per mettersi alla prova e conoscersi a fondo.

Essere attori nel mondo d’oggi significa uscire dall’autoreferenzialità. Il senso delle cose non è dato dal pensiero individuale, ma dallo scambio e dalla capacità di creare le condizioni per accogliere ogni espressione di senso, risvegliando antichi e nuovi legami. E poi: cercare il flusso, fluttuare, accettando lo slittamento d’identità, la metamorfosi. E infine: imparare a essere attori fuori dal teatro, cioè testimoni del nostro tempo.

Il tema

Il conflitto fra generazioni, fra ‘simili’ o fra i generi. Il conflitto è la madre di tutte le cose, buone e cattive, come quella perversione identitaria che può portare a creare nemici per l’incapacità di comprendere se stessi.

Il lavoro

Partendo dai presupposti e dal tema centrale proposto dal laboratorio, si sperimenteranno intensamente tutte le domande di fronte alle quali spesso ci si trova, anche le più scomode. Perciò un laboratorio che assume questo tema, inevitabilmente si confronterà con quei tentativi d’amore che danno il titolo al progetto.

I materiali

  1. Frammenti estratti dalle opere di un classico del ‘900, Thomas Bernhard
  2. Parole prese in prestito da autori contemporanei
  3. Spunti proposti dai partecipanti

Attore e ricercatore teatrale, Silvio Castiglioni è tra i fondatori del CRT-Centro di Ricerca per il Teatro di Milano nel cui ambito matura le prime esperienze formative: Bread and Puppet di Peter Schumann e Odin Teatret di Eugenio Barba, con cui inizia il suo apprendistato teatrale. In seguito fonda il Teatro di Ventura, gruppo di punta del cosiddetto terzo teatro con cui realizza numerosi spettacoli. Dal 2003 al 2010 collabora con la compagnia di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi. Ha  realizzato Viaggio in Armenia, da Osip Mandel’stam (‘06); Casa d’altri, dal racconto di Silvio D’Arzo (‘07); Domani ti farò bruciare, da Fëdor Dostoevskij (‘08) e Il silenzio di Dio (’09), anche in diretta radiofonica su Rai Radio 3. Nel 2009 interpreta il film Dall’altra parte della strada di Filippo Ticozzi; è protagonista del dramma con musica Per anima sola, di Claudio Borgianni, regia di Alessio Rosati. Nel 2010: La notte sta finendo di Luca Doninelli, Sulla via del cannone di Mariano Dammacco, e C.U.O.R.E. di Giovanni Guerrieri.

In ambito formativo ha diretto i progetti: Anabasi in collaborazione con ETI e CRT, 1994 – 98; Zampanò, FSE al Festival di Santarcangelo, 2001 – 03; Moscow project, presso l’American Repertory Theatre – Harvard University, USA, 2003 – 04.

Dal 1998 al 2005 è stato direttore artistico del Festival di Santarcangelo, il più importante festival per il nuovo teatro e la ricerca teatrale italiana, dopo esserne stato condirettore con Leo de Berardinis dal ‘94 al ’97. Da febbraio 2011 a maggio 2012 è stato direttore artistico del CRT – Centro di ricerca per il teatro di Milano.

A fine 2012 interpreta L’uomo è un animale feroce, adattamento di Silvio Castiglioni dei ‘Monologhi’ di Nino Pedretti, trasmessi anche su Rai Radio 3. Nel 2015 ha realizzato Nel labirinto, l’Italiano di Raffaello Baldini, da Autotem a In fondo a destra, a dieci anni dalla scomparsa del grande poeta. Del 2016 è il progetto Mi richordo anchora sull’opera del pittore Pietro Ghizzardi e del 2018  è La Lucina, dall’omonimo romanzo di Antonio Moresco.

19-21-22 marzo 2019 – "Coltivare l’immaginazione"

Laboratorio sul Macbeth di Shakespeare per studentesse e studenti di Ca’ Foscari e delle scuole (massimo 15 partecipanti) condotto da Patricia Zanco

  • 19, 21 e 22 marzo 2019, ore 16.00-19.00

Scadenza per le iscrizioni: 12 marzo 2019 inviando un'email a  teatro.cafoscari@unive.it.

Tema principale

“Macbeth è un’acrobata sull’altalena del tempo, sospeso su quelle giunture che rendono il tempo umano impraticabile. Non c’è unità di luogo nel dramma, se non nell’accesa e insistente illuminazione di uno spazio mentale: la cella del pensiero, la prigione della mente. Macbeth è un soldato senza paura, fa magie con la spada. E ora, al suo ritorno, incontra le donne profetiche, che lo inchioderanno alla battaglia più difficile che abbia finora conosciuto: conoscere il proprio desiderio”. (Nadia Fusini)

I presupposti

Coltivare l’immaginazione significa dare gli strumenti, la cassetta degli attrezzi per comprendere un testo e liberare poi la forza immaginativa degli studenti di fronte al testo teatrale applicato alla messa in scena.

Durante il laboratorio  gli studenti sperimenteranno come coltivare l’immaginazione per rappresentare un testo il cui modello, in questo caso, è il Macbeth di Shakespeare.

Punto di partenza è la considerazione che a dispetto della comunicazione diventata ormai virale, la condizione umana non è cambiata.

Si analizzerà il personaggio Macbeth, un uomo che annientato dai suoi stessi progetti, cede, nella sua mente labirintica, all’incalcolabilità del male. Inchiodato in un clima da incubo, in solitudine, nel disgregamento morale e fisico, è stanato, alla fine, come un animale.

La radicalità del male, insita nell’animo umano, porta agli inganni, alla follia, in una costante e assordante contrapposizione tra soprannaturale e interpretazione deviante della realtàNiente è se non ciò che non è.

Perché Macbeth? Ci sono opere fatte per sbatterci contro, più e più volte. E allora si travalica ogni epoca storica. Siamo di fronte al più bel testo del più grande drammaturgo di tutti i tempi.

Il lavoro

Si comincia con un training fisico e vocale per entrare nello spazio e nel tempo extra-quotidiano, per poi costruire insieme partiture fisiche e sonore corali.

  • Lettura e analisi di parti di testo, definizione dei conflitti contenuti.
  • Individuazione di alcuni temi: la scoperta del desiderio - il dubbio - la paura - la menzogna - Il teatro e la vita.
  • Individuazione delle parole chiave che sviluppano il significato.
  • Costruzione di una tessitura di parole e di azioni fisiche.
  • Acquisizione degli strumenti per comprendere e se necessario superare la distanza tra l’immaginazione e la visione scenica.

Patricia Zanco è attrice e regista. Studia Danza contemporanea con Susanna Beltrami a Verona. Canto con Malcom King. Lydia Stix – Il Piccolo di Milano. Formazione Teatrale al Centro di Ricerca e Sperimentazione Teatrale di Pontedera. Ricerca vocale presso il Roy Hart Theatre a Malèrargues. Francia.

Inoltre studia con: Francois Kahn, Laura Curino, Marco Baliani, Alfonso Santagata, Serena Sinigaglia e Emma Dante.  Marise Flash -Piccolo di Milano. Anatoli Vasiliev T.di Mosca. Tadashi Suzuki - SCOT of Toga and Tokio. Sofia Kalinska - Cricot di Tadeuz Kantor. Mamadou Dioume, Yoshi Oida, Bruce Myers, Sotigui Kouiatè - CICT/Theatre Bouffes du Nord di Peter Brook. Kristian Lupa - T. Cracovia.

L’esperienza di Patricia sulla voce viene da un lungo studio fatto con il Roy Hart Theatre. Ha poi continuato la ricerca sia nella formazione teatrale sia nei territori che la ricerca stessa apriva. 

11-25 maggio 2019 – "Mappatura emotiva di un territorio"

Laboratorio di performance urbana per studentesse e studenti di Ca’ Foscari e delle scuole (massimo 25 partecipanti) condotto da exvUoto Teatro

  • 11-25 maggio 2019

Il laboratorio si svolgerà nel periodo indicato, per un totale di 22 ore distribuite nell’arco di sei incontri e si concluderà con una performance il 25 maggio condivisa con gli spettatori.

Scadenza per le iscrizioni: 2 maggio 2019 inviando un'email a  teatro.cafoscari@unive.it.

I presupposti

Mappatura Emotiva di un Territorio è un progetto di educazione al territorio che mira a rendere i partecipanti osservatori attivi della città, dando loro strumenti adatti per riflettere autonomamente sui luoghi in cui vivono o studiano. Il progetto Mappatura emotiva di un territorio è finalizzato a sviluppare nuovi e più efficaci modelli di scambio intergenerazionale, integrazione e cittadinanza attiva allo scopo di creare o ricreare un nuovo tessuto sociale nei luoghi dove nasce e si sviluppa la performance.

I luoghi

Il laboratorio di svolgerà nell’area di Santa Marta dove si trova il Teatro Ca’ Foscari e dove sorgerà la nuova residenza studentesca, che sarà inaugurata nel mese di settembre 2019.

Concept

Un territorio è fatto di persone, di terra, di cose e di case. Ma, soprattutto, di storie. Il tessuto sociale si sta impoverendo sempre di più e la curiosità di conoscere chi ci sta vicino sembra ormai spenta per sempre; e così le città perdono le loro storie. Storie quasi sempre piccole, ma che sono le radici dell’anima dei luoghi. Vogliamo, insieme, raccogliere e raccontare questi luoghi, pezzi di vita non di coloro ai quali è stata dedicata una targa (o non solamente), ma di quelli che nelle case vivono ancora: piccole storie quotidiane che permettano di cambiare prospettiva, per un attimo, sui luoghi che ogni giorno attraversiamo.

Il progetto formativo

La finalità è quella di fornire agli studenti le competenze per costruire un itinerario performativo ed elaborare una performance site (e human) specific: un percorso a piedi attraverso l’area di Santa Marta, nelle vicinanze del teatro. Gli studenti accompagnano il pubblico lungo il percorso durante il quale eseguono brevi interventi performativi, letture di testi, appunti, riflessioni e storie che aprono nuovi punti di vista sul quartiere e sulle emozioni che i luoghi hanno suscitato negli studenti stessi.

Il lavoro

Durante gli incontri con gli attori di exvUoto teatro, e attraverso l’esplorazione del quartiere, i partecipanti elaborano le loro proprie riflessioni, stimolati dalla natura urbanistica dell’area e dagli incontri con gli abitanti. Successivamente elaborano una mappa, che non è solo topografica, ma anche emotiva in quanto registra le sensazioni e le emozioni legate ai luoghi che in essa sono riportati. Sulla base di questa mappa si costruiscono gli interventi performativi e si selezionano i testi, scritti dagli stessi studenti,  da condividere con gli spettatori.

Questo tipo di lavoro procede per strati o, per usare una parola d’uso comune nella grafica, per layers: si parte dall’osservare il luogo, poi si passa alle sensazioni che il luogo suscita in chi lo osserva, si aggiungono le storie e le emozioni di chi vive quotidianamente in quelle strade, si creano azioni performative che esprimano tutto questo, si stimolano, infine, nuove riflessioni nello spettatore che è libero di condividerle durante la restituzione.

Competenze sviluppate

Durante i sei incontri i partecipanti raggiungeranno i seguenti obiettivi:

  1. Sensibilizzazione al territorio: capacità di lettura del luogo, esercizi di osservazione;
  2. Potenziamento delle capacità di ascolto attivo, attenzione e collaborazione creativa.
  3. Sviluppo di competenze teatrali quali: la narrazione, il parlare in pubblico, performatività, creazione collettiva, creazione di una performance site specific.

exvUoto teatro si costituisce attorno al progetto Funi E Desideri Rapidamente Ammazzano. Al centro della ricerca di exvUoto teatro c’è il tentativo di capire e di conoscere il senso di vuoto e/o di svuotamento che vive l’uomo contemporaneo, per cercarne la scaturigine del sentire e della vita. Il gruppo comincia la sua sperimentazione in spazi non consueti per il teatro: vetrine dei negozi e spazi sfitti.

In seno a questo percorso matura WC (White Christmas), performance teatrale per due attori in un bagno pubblico. Con il progetto The Love Box, exvUoto teatro è la compagnia vincitrice del bando di residenza teatrale IDRA 2012. The Love Box – Blue Room è ad ArtVerona 2013 nella sezione Independents ospite di Archivio Queer Italia. Nel 2013 exvUoto teatro è ospite della prima edizione del Vicenza Pride Festival con lo studio Toccata e Fuga per Coniglio Solo. Nel Settembre 2014 debutta a Verdecoprente Festival 2.0 The Love Box – White Room. Il progetto The Love Box – Pink Room vince il bando Assemblaggi provvisori 2015 e debutta all’Accademia dello Scompiglio nel Luglio 2016. A novembre 2016, con il supporto di Residenza IDra e Teatri Di Vita,  nell'ambito del progetto CURA 2016, debutta a Bologna Sister(s), con la drammaturgia di Andrea Dellai  e la regia di Tommaso Franchin.

Last update: 18/04/2019