Scannasurice 
Teatro Ca' Foscari 2019/2020, La via maestra

Martedì 17 marzo 2020, ore 20.30

di Enzo Moscato
regia Carlo Cerciello
con Imma Villa
scene Roberto Crea
costumi Daniela Ciancio
suono Hubert Westkemper
musiche originali Paolo Coletta
disegno luci Cesare Accetta

produzione Elledieffe │La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo - Teatro Elicantropo

Premio Mario Mieli 2018 a Imma Villa come Migliore Interprete
Premio Le Maschere del Teatro 2017 a Imma Villa per Migliore Interprete di Monologo
Premio della Critica (A.N.C.T.) 2015
Premio Annibale Ruccello 2015
Premio Pulcinellamente 2015

Scannasurice segnò, nel 1982, il debutto "ufficiale" di Enzo Moscato come autore e interprete. Scritto dopo il terremoto, ne porta il segno evidente, cogliendo di quel sommovimento l'effetto disgregante piuttosto che quello rigeneratore di energie. È una sorta di discesa agli “inferi” di un personaggio dalla identità androgina, nell’ipogeo napoletano dove abita, in una stamberga, tra elementi arcani, in compagnia dei topi – metafora dei napoletani stessi – e dei fantasmi delle leggende metropolitane: dalla Bella ‘mbriana al munaciello, tra spazzatura e oggetti simbolo della sua condizione, alla ricerca di un’identità smarrita dentro le macerie della storia e della sua quotidianità terremotata, fisicamente e metafisicamente.

«Già il titolo del lavoro […] si attestava altrove, in un polemico rifiuto a non volermi allineare, a non cercare di nascondermi (pur’io!), all’indomani del tremendo ma, per tanti versi, già annunciato, sconquasso del terremoto dell’80, la lucida e irrimediabile visione del massacro, dell’eccidio, lo sterminio, non tanto di persone o case, quanto di idee, emozioni, sentimenti, che tra alti e bassi, per tanti secoli, aveva costituito l’anima genuina, il “modus agendi et cogitandi” del popolo e della città di Napoli […]. Ecco, io con Scannasùrice […] vedevo e percepivo le ferite, le faglie, le fratture dei nostri animi con lo stato precedente della vita e la cultura a Napoli».
[Enzo Moscato]


Note di regia

Il personaggio fa la vita, “batte”. È, originariamente, un “femminiello” dei Quartieri Spagnoli di Napoli, ma i femminielli di Enzo Moscato sono creature senza identità, quasi mitologiche. È per questo che ho deciso di farlo interpretare a un’attrice rendendone evidenti l’ambiguità e l’eccesso. Una volta smontata la sua appariscente identità, indosserà la solitudine e la fatiscenza stessa del tugurio dove vive. Sarà cieca Cassandra, angelo scacciato dal Paradiso, sarà maga, sarà icona grottesca e disperata, ma sempre poetica.

Con la messinscena di Scannasurice ho scelto di tornare a un autore antioleografico per eccellenza come Moscato, nell’intento di allontanarmi dalla malsana oleografia di ritorno, che, nuovamente, appesta Napoli di retorica e luoghi comuni, in una città che ha smarrito la memoria stessa della sua vita culturale, seppellita dalla banalità e dal conformismo.
[Carlo Cerciello]

Last update: 20/11/2019