Menelao (una tragedia contemporanea) 
Teatro Ca' Foscari 2019/2020, La via maestra

Giovedì 23 aprile 2020, ore 20.30

Teatrino Giullare

spettacolo costruito, interpretato e diretto da Teatrino Giullare
testo di Davide Carnevali
scene Cikuska
luci Francesca Ida Zarpellon

si ringraziano Gianluca Vigone e David Sarnelli

una coproduzione Emilia Romagna Teatro Fondazione. Teatrino Giullare
con il sostegno della Regione Emilia Romagna

Menelao, l’uomo più ricco della terra, sposo della donna più bella del mondo, re di Sparta e vincitore della guerra di Troia, ha tutto ma non la felicità. Intuisce che qualcosa non funziona nella sua vita apparentemente così comoda; eppure non è capace di fare qualcosa per cambiare la sua situazione. Figlio di una società in cui il mercato tende a mantenere aperto l’orizzonte del desiderio perché questo non sia mai soddisfatto, il protagonista si confronta con aspirazioni eternamente incompiute. Non gli basta quel che la vita gli ha dato e desidera ciò che non ha. Vorrebbe morire come un eroe, ma non è questo il suo destino; vorrebbe vivere felice come una persona qualsiasi, ma non si accontenta di esserlo.

Rielaborazione in chiave contemporanea dei miti legati alla casa degli Atridi, ma anche riflessione sul concetto di “tragico” nella contemporaneità, Menelao ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria alla prima edizione del Premio Platea.


Note di regia

Un’idea esce dalla testa e la tragedia ha inizio. Tutta colpa della ragione.
Menelao si arrovella, affina a tal punto il conflitto con le sue aspirazioni da non riuscire più a far distinzione tra idee e azioni, incapace di vivere e di amare.
Tra libri e statue, segni della memoria, sotto lo sguardo severo di dèi irriverenti, Menelao cerca una ragione alla sua vita e non la trova.

Non è riuscito a diventare quel che voleva essere, non è un eroe, non ha un posto da protagonista nelle storie, è solo un personaggio minore, e così inventa le proprie imprese e le scrive, tentando di costruire il proprio personaggio, un altro sé stesso, un eidôlon anche lui impedito a vivere.

Un cortocircuito tra reale e immaginario, un doppio gioco in cui pesano parole disperatamente comiche e in cui il mito affiora affrontando l’amore, il sogno, la coscienza, la morte.

Eppure Menelao ha tutto, vive nel benessere, ma non riesce a godersi la vita. E cercando vanamente la soluzione alla sua infelicità esce dal tempo, non vive, non muore.
Uno stallo depresso causato da desideri confusi, un uomo che si confronta con l’immagine che vorrebbe di se stesso: una tragedia contemporanea.

Last update: 20/11/2019