Mosca-Parigi-Mosca 
Teatro Ca' Foscari 2019/2020, Laboratori

1, 3, 8 e 10 luglio 2020

Laboratorio online di lettura ad alta voce a cura di Silvia Piovan

Orari

4 incontri, dalle 17.00 alle 19.00

Silvia Piovan

Iscrizione

  • Scadenza per le iscrizioni: 15 giugno 2020
  • Posti disponibili: massimo 10 posti

Per iscriversi occorre inviare la candidatura con i dati, i recapiti, una lettera di motivazioni e un curriculum aggiornato all'indirizzo  teatro.cafoscari@unive.it (nell’oggetto dell’email inserire il titolo di uno o più laboratori ai quali si è interessati).
Verranno prese in considerazione ai fini della selezione soltanto le domande dei candidati che abbiano presentato tutta la documentazione richiesta.
La partecipazione è gratuita.

Per informazioni scrivere a  teatro.cafoscari@unive.it.


Il laboratorio

Nel 2011 ho collaborato con il Teatro Stabile della Sardegna che, in occasione del Festival della Filosofia di Cagliari, invitò il regista Jean-Claude Penchenat (cofondatore del Théâtre du Soleil) a realizzare una lettura drammatizzata basata sulla vita e le opere di importanti autrici russe. E così, ebbi il privilegio di essere coinvolta nel progetto. A distanza di anni ho pensato di riprendere in mano quei materiali, così ricchi di spunti e riflessioni, per analizzarli e condividerli con il gruppo di lavoro. 

Le autrici sulle quali lavoreremo sono: Irène Némirovsky, Anna Achmatova e Marina Cvetaeva.

Nel primo decennio del Novecento la Russia è scossa dalla Rivoluzione, successivamente si afferma il totalitarismo di Stalin e gli anni del terrore. Tali eventi hanno condizionato il destino delle tre donne: chi ha attraversato quei fatti storici; chi ha tentato di schivarli; chi ne è stata trafitta. Attraverso alcune delle loro opere letterarie e poetiche, attraverso alcuni estratti delle loro lettere e dei loro diari ci immergeremo in quelle vicende storiche e cercheremo di coglierne il clima emotivo, i cambiamenti sociali e culturali vissuti dalle tre intellettuali. Sarà un viaggio che ha come destinazioni Mosca e Pietroburgo da una parte e Parigi dall’altra. Qui, nella capitale della Belle Époque, esisteva da tempo una coesa comunità russa. Irène Némirovsky, Anna Achmatova e Marina Cvetaeva giunsero a Parigi spinte da motivazioni diverse, ma immediata fu l’attrazione che la capitale francese esercitò su di esse. Irène Némirovsky ne ha conosciuto la vita sfavillante; la Marina Cvetaeva   la miseria degli immigrati politici (ricordiamo che anche la Liuba di Čechov sta rientrando in Russia “dopo aver perso molti denari” proprio da Parigi, all’inizio de Il giardino dei ciliegi); Anna Achmatova ne ha frequentato i circoli artistici e culturali.

Oltre ad accompagnare il gruppo in un’analisi dei materiali proposti, si daranno dei semplici accorgimenti per migliorare la lettura ad alta voce e permettere così di restituire i contenuti dei testi con maggior chiarezza ed efficacia.

Gli incontri saranno così suddivisi:

  1. Irène Némirovsky. Nel primo incontro, dopo aver accennato alla biografia dell’autrice, analizzeremo alcuni capitoli del racconto Come le mosche d’autunno. Ci approcceremo al testo letterario come se ci trovassimo di fronte ad un testo teatrale vero e proprio: quali sottotesti nascondono i dialoghi? Possiamo ricostruire i tratti caratteriali e psicologici dei personaggi attraverso le parole che usano? Come parlano? Quali sono le caratteristiche dell’ambientazione? È possibile immaginare una colonna sonora per le scene oggetto dell’analisi?
  2. Marina Cvetaeva. Nel secondo incontro, dopo aver delineato un quadro della vita e delle opere della Cvetaeva, analizzeremo le sue lettere scritte negli anni del periodo parigino. Alcune saranno un pretesto per un esercizio di cambio di prospettiva: come cambia la stessa lettera se a leggerla è colui/ei che la riceve? Sempre in questo incontro analizzeremo e leggeremo ad alta voce un estratto dall’ Atto I della pièce teatrale La Duchessa e il cameriere di Alfred Savoir rappresentata a Parigi nei primi anni del Novecento. In un cambio di prospettiva, vedremo in scena, con gli occhi divertiti della società francese, la nobiltà russa decaduta. L’esercizio consentirà di comprendere come la comicità di una pièce scaturisca soprattutto dal gioco ritmico delle battute.
  3. Anna Achmatova. Nel terzo incontro torneremo in Russia per parlare della “Anna di tutte le Russie”. In particolare, ci soffermeremo ad analizzare i diari di Lidija Čukovskaja (grande amica della poetessa nonché essa stessa poetessa e intellettuale) scritti nei difficili anni del terrore e della censura. Conosceremo Anna nella sua intimità e scopriremo com’è nato l’intenso poema Requiem. Si cercherà di far cogliere al gruppo le azioni sceniche che potrebbero scaturire dall’esame dei diari di Lidjia e come intrecciarle alle poesie.
  4. Cartolina di viaggio: l’incontro. Nell’ultimo appuntamento, nonché ultima tappa del viaggio Mosca-Parigi-Mosca, sperimenteremo la scrittura drammaturgica. Sappiamo che l’Achmatova e la Cvetaeva si sono incontrate una sola volta a casa di Anna una sera del 1941, poco prima della tragica fine di Marina. Cosa si sono dette? Cercheremo di ricostruire la scena e il loro dialogo mettendo in pratica alcuni accorgimenti di scrittura, per far sì che le parole del dialogo siano pensate in funzione della scena. 

Silvia Piovan

Silvia Piovan nasce a Mestre nel 1975. Dopo aver conseguito la Laurea in “Lettere e Filosofia” presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, nel 2003 si diploma come attrice presso l'Accademia d'Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine. Dal 2003 al 2018 ha lavorato in importanti teatri italiani diretta dai seguenti registi: Ivica Buljan (Emilia Romagna Teatro), Alessandro Gassman (Teatro Stabile dell'Umbria, Emilia Romagna Teatro e Teatro Stabile del Veneto), Paolo Magelli (Metastasio Teatro di Prato), Cesar Brie, Alessandro Serra, Stefano Pagin, Giuseppe Emiliani e Natalino Balasso (Teatro Stabile del Veneto), Guido de Monticelli e Jean-Claude Penchenat (Teatro Stabile della Sardegna), Andrea Collavino (Teatro Stabile d'Innovazione di Udine) e dai coreografi Jerome Bell e Nocera Belasa (Biennale Danza di Venezia). Nel 2019 debutta al teatro Ca’ Foscari di Venezia con il monologo: Come Bach suonato su un bicchiere per un istante, un omaggio teatrale alla poetessa polacca Wislawa Szymborska. Da dieci anni si occupa di lettura espressiva e corsi di formazione alla lettura nelle biblioteche, sviluppando una sua personale metodologia. È autrice e interprete di testi teatrali per bambini. È ideatrice, insieme ad Anna Arpini, del progetto “Perle di meraviglia”: spettacolo/laboratorio dedicato alle famiglie per scoprire l’affascinante mondo degli albi illustrati attraverso gli autori, gli illustratori e le case editrici.

Last update: 24/07/2020