La città deserta 
Teatro Ca' Foscari 2020 – Residenze

omaggio teatrale alle poetesse russe Anna Achmatova, Marina Cvetaeva e Lidija Čukovskaja

di e con Silvia Piovan
regia di Gaudi Tione Fanelli
fonico Roberto Barcaro
riprese e montaggio video di Samuele Cherubini
foto di Giovanni Tomassetti

Si ringraziano tutti i partecipanti al laboratorio di drammaturgia Mosca-Parigi-Mosca: Serena Ambrogi, Melania Cassan, Elena Danzo, Lorenzo D'Este, Francesca Fraternali, Elena Pavan, Martina Pavanetto, Alice Scaparra, Sebastiano Siviero, Giorgia Velluti

Siamo giunti alla terza tappa del progetto Mosca-Parigi-Mosca, sviluppatosi attraverso due laboratori di drammaturgia che hanno coinvolto un gruppo di studenti di Ca’ Foscari:

  • il primo ha indagato l’opera delle autrici russe Irène Némirovsky, Anna Achmatova e Marina Cvetaeva;
  • nel secondo, l’esplorazione si è concentrata sugli scritti delle poetesse Anna Achmatova, Marina Cvetaeva e Lidija Čukovskaja.

I due laboratori sono stati organizzati dal Teatro Ca’ Foscari con l’intento di accompagnare gli studenti in un percorso di formazione a distanza nel periodo del lockdown.
Il lavoro che Silvia Piovan ha affrontato con gli studenti durante i due laboratori, è stato la base per il successivo breve periodo di prove a porte chiuse. L’attrice e autrice, con il supporto di un aiuto regista, di un tecnico e di un filmaker, ha lavorato all’allestimento scenico finalizzato a una ripresa video da condividere con gli studenti e con il pubblico a casa.

Foto gallery:

Silvia Piovan descrive così il percorso del progetto:

Ci siamo resi conto che i numerosi materiali prodotti (monologhi, performance e immagini) erano densi di contenuti e suggestioni. Abbiamo dato loro forma arrivando al copione teatrale "La città deserta".

Non essendoci le condizioni per realizzare lo spettacolo dal vivo, ci siamo concessi il tempo di sperimentare. Siamo voluti tornare alle fondamenta: il corpo, la parola, l'oggetto, il luogo. Abbiamo cercato una via per far dialogare la forma teatrale e la performance – che si fondano sul lavoro d'attore – con il linguaggio proprio della visual art e del cinema.

Una domanda tuttavia ci attanagliava, abituati al lavoro “corpo a corpo”: È comunque possibile risvegliare al di là dello schermo qualcosa di profondo nello spettatore, attivandone il sistema nervoso, destandone quelle energie che gli permettono di stabilire un dialogo con sé stesso?

Il Teatro Ca' Foscari si è così trasformato, in tre giorni densissimi, in una vera e propria officina dell'arte. Il teatro, come ogni volta, si conferma opera collettiva dove competenze complementari, attraverso l'intreccio e la fusione di linguaggi differenti, cercano di condensarsi in una forma unitaria. Abbiamo cercato di vedere i luoghi del teatro con occhi nuovi. Senza la possibilità di un pubblico presente, abbiamo comunque cercato di prendere per mano lo spettatore, solo nella propria stanza, portandolo a spasso dalla platea al palco, passando per i camerini fin sopra alla graticcia, dove uno spettatore non potrà mai arrivare.

Quello che si vedrà è la storia di una donna (sintesi espressiva delle tre poetesse) e della sua capacità di trovare la forza di sopravvivere nonostante le continue ingiustizie subite, in una società fortemente dispotica.

Con l'augurio di tornare ad abitare assieme le nostre città, i nostri quartieri, tutti i luoghi di cultura e i teatri, non ci resta che continuare a lavorare e coltivare la bellezza, facendoci trovare pronti quando potremo nuovamente condividere momenti fisici di relazione, socialità e confronto.


Silvia Piovan nasce a Mestre nel 1975. Dopo aver conseguito la Laurea in Lettere e Filosofia presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, nel 2003 si diploma Attrice presso l'Accademia d'Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine. Dal 2003 al 2018 ha lavorato in molti teatri italiani diretta dai registi: Ivica Buljan (Emilia Romagna Teatro), Alessandro Gassman (Teatro Stabile dell'Umbria, Emilia Romagna Teatro e Teatro Stabile del Veneto), Paolo Magelli (Metastasio Teatro di Prato), Cesar Brie, Alessandro Serra, Stefano Pagin, Giuseppe Emiliani e Natalino Balasso (Teatro Stabile del Veneto), Guido de Monticelli e Jean-Claude Penchenat (Teatro Stabile della Sardegna), Andrea Collavino (Teatro Stabile d'Innovazione di Udine) e dai coreografi Jerome Bell e Nocera Belasa (Biennale Danza di Venezia). Nel 2019 debutta al Teatro Ca’ Foscari di Venezia con il monologo Come Bach suonato su un bicchiere per un istante, un omaggio teatrale alla poetessa polacca Wislawa Szymborska. Da dieci anni si occupa di lettura espressiva e corsi di formazione alla lettura nelle biblioteche, sviluppando una sua personale metodologia. È autrice e interprete di testi teatrali per bambini.

Last update: 13/01/2021