Persone e passioni

Pietro Ferrara
Informatica

Parlaci di te. Da dove provieni? Cosa insegni a Ca' Foscari? Quali sono i tuoi interessi e ambiti di ricerca?
Mi occupo di analisi statica e della sua applicazione all'identificazione di vulnerabilita' software e problemi di privacy a livello applicativo. In parole semplici, implemento teorie matematiche in modo da scovare falle nei programmi software che eseguiamo tutti i giorni, e che possano compromettere la nostra sicurezza e privacy. In parole comprensibili, cerco di sviluppare degli strumenti che permettano di evitare che il vostro portatile si blocchi dopo che avete scritto un'email lunghissima e non l'avete salvata, che quando comprate un biglietto non appaia la schermata blu a meta' transazione, che quando vi collegate alla videocall per l'esame non si blocchi tutto. E come potete immaginare... no, non ci siamo (come comunita' scientifica) riusciti, e, anzi, siamo sempre piu' distanti dall'obiettivo!


Qual è stato il tuo percorso accademico?

Dopo una laurea triennale (2003) e magistrale (2005) in informatica a Ca' Foscari, ho iniziato a girare il mondo: prima un dottorato all'Ecole Polytechnique di Parigi (2009) in cotutela con Ca' Foscari, poi un postdoc all'ETH di Zurigo (fino a meta' 2013) e infine un posto da ricercatore presso il laboratorio IBM T. J. Watson nello stato di New York (fino a fine 2015). Dopodiche' sono tornato in Italia per lavorare in JuliaSoft, una azienda nata come spin-off dell'universita' di Verona nel lontano 2010, dove sono rimasto fino a fine 2019 e ho curato la parte di Research & Development. Insomma, un percorso che combina accademia e industria, e che mi ha permesso di vedere entrambe le facce della ricerca scientifica in ambito informatico.


Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni professionali?

Insegnare scacchi ai bambini delle scuole elementari un paio di anni fa (sono istruttore scacchistico tesserato CONI). Ah, non e' considerata un'esperienza professionale? Beh, a volte ho avuto la sensazione di rinchiudermi dentro la mia attivita' di ricerca, e ho percepito l'insegnamento come se fosse  un qualcosa quasi a "corredo" dell'attivita' di ricerca stessa. Potersi invece approcciare ad un'attivita' didattica con un gruppo di studenti molto diverso dal solito e su materie distanti dall'attivita' professionale, e' da una parte estremamente gratificante (soprattutto quando ci si imbatte nell'entusiasmo quasi ingenuo dei bambini), e dall'altra terribilmente formativo per l'attivita' didattica universitaria.


Hai sempre pensato che questa fosse la tua strada?
No, e secondo me oggi chiunque della mia generazione affermi che ha sempre pensato di fare il ricercatore sta mentendo. E' una strada in salita, fatta di mille frustrazioni, poche certezze, e spesso ancora meno soddisfazioni. E' una strada in salita ripida che spesso si percorre piu' per avere la soddisfazione di dire "ce l'ho fatta" che per il panorama di cui si puo' godere dall'alto. Ed e' una strada piena di buche, cartelli sbagliati e persone che cercano di farti cadere. Io l'ho percorsa zigzagando, salendo altre cime e talvolta fermandomi all'ombra a godermi un meritato riposo. Adesso ho raggiunto questa cima e mi godo il panorama, poi, come tutti, dovro' capire se da questa cima se ne puo' salire un'altra con un panorama ancora piu' attraente, o se vale la pena di scendere in picchiata alla ricerca di altro.


Cosa diresti ai giovani che si avvicinano alla ricerca oggi?

Scappate. E scappate all'estero. Ma sia chiaro: non lo dico perche' "in Italia fa tutto schifo", "non cambiera' mai niente", "sara' sempre la solita storia". Ma perche' fare un'esperienza fuori dalla propria comfort zone, in un posto con una cultura e un approccio alla vita e alla ricerca diversi... Beh, vi fara' crescere umanamente e professionalmente come nient'altro, e l'eta' giusta e' proprio quella del neulaureato/dottorato (quando si ha gia' un po' di esperienza alle spalle, ma anche una mente non ancora pienamente formata, flessibile e aperta alla novita')! Poi, se vorrete rientrare in Italia ci proverete, e se vorrete restare all'estero... lo stesso! Secondo me qui si sta bene e sono estremamente contento della mia scelta, ma lo sarei ugualmente se fossi rimasto all'estero.

Last update: 12/10/2021