Persone e passioni

Andrea Gambaro
Chimica (ambientale, analitica e per la conservazione dei beni culturali)

Parlaci di te. Da dove provieni? Cosa insegni a Ca' Foscari? Quali sono i tuoi interessi e ambiti di ricerca?
Sono Andrea Gambaro, professore ordinario di chimica analitica presso il Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica. Insegno chimica analitica nel Corso di Laurea in Scienze Ambientali e nel Corso di Laurea Magistrale in Biotecnologie per l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile e Tecniche Analitiche Avanzate nel Corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologie Sostenibili. I miei ambiti di ricerca riguardano lo studio dell’inquinamento atmosferico e della contaminazione ambientale. In particolare mi occupo della messa a punto e applicazione di metodologie analitiche per la determinazione di composti e microplastiche presenti a livello di tracce e ultra-tracce in matrici ambientali (acqua, sedimento, aerosol) in aree urbane e remote, comprese quelle polari.


Qual è stato il tuo percorso accademico?
Ho effettuato gli studi secondari in un istituto chimico biologico e appena diplomato ho iniziato la mia carriera universitaria come tecnico di laboratorio presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Come studente-lavoratore ho conseguito la laurea in Scienze Ambientali. Ho successivamente vinto i concorsi di Ricercatore Universitario, di Professore Associato e di Professore Ordinario nel settore disciplinare di Chimica Analitica. Nel mio percorso accademico mi sono specializzato nella chimica analitica ambientale mediante l’utilizzo di tecniche cromatografiche accoppiate alla spettrometria di massa sia ad alta risoluzione che tandem.


Qual è l'ambito di cui ti sei sempre voluto a occupare, ma non hai ancora avuto l'occasione di esplorare?
L’ambito scientifico in cui avrei voluto cimentarmi riguarda il campo medico. In particolare avrei voluto indagare la presenza, l’origine, il ruolo e il destino di composti chimici che vi sono in matrici biologiche umane che fungono da indicatori di malattie o alterazioni della salute. Solo recentemente ho avuto la possibilità di indagare composti lipidici presenti nel sangue collegabili ad attività tumorali, ma vorrei allargare la ricerca fino a indicatori di malattie respiratorie e neuronali.


Hai sempre pensato che questa fosse la tua strada?

La mia prima seria aspirazione era quella di intraprendere gli studi nel campo medico-chirurgico. Successivamente, all’inizio della mia carriera professionale, ho scoperto il fascino della ricerca e le soddisfazioni della didattica e la mia aspirazione si è indirizzata verso la docenza universitaria. A quel punto ho sempre pensato che questa fosse la mia strada e mi sono perciò prodigato a formarmi per essere un ricercatore e un docente chimico analitico nel campo del benessere umano.


Cosa significa per te insegnare e fare ricerca?

Per quanto mi riguarda fare ricerca e insegnare sono due attività legate tra loro, ma totalmente diverse. Considero la ricerca una sofferenza interiore, solitaria, un continuo arrovellarsi per intravedere una via di uscita, un modo per risolvere un problema. La didattica, invece, è l’opposto: è calma, necessità di farsi comprendere, di ripetere i concetti fino ad osservare negli occhi di chi ti sta di fronte la luce della scoperta. Essa è umiltà nel condividere e far comprendere le nozioni. Nella didattica è necessario aprirsi e capire le difficoltà degli altri. La ricerca è la base della didattica, ma saper fare ricerca non significa saper fare anche didattica. La ricerca è rivolta a se stessi, mentre la didattica è verso gli altri.

Last update: 12/10/2021