Persone e passioni

Paolo Pavan
Ingegneria ambientale

Parlaci di te. Da dove provieni? Cosa insegni a Ca' Foscari? Quali sono i tuoi interessi e ambiti di ricerca?
Sono di Treviso, mi sono laureato in chimica industriale qui a Ca' Foscari nel 1989. Insegno impianti e processi chimici e biochimici, applicati all'ambito ambientale. Principalmente, i corsi riguardano la parte impiantistica di base, ossia le operazioni unitarie (trasporto dei fluidi, distillazione, filtrazione, assorbimento ecc.) e dei processi avanzati di depurazione delle acque e di trattamento dei rifiuti.


Qual è stato il tuo percorso accademico?
Laureato in chimica industriale qui a Ca' Foscari, poi tecnico di laboratorio per alcuni anni, ricercatore in impianti chimici, associato ed infine ordinario.


Quali sono i tuoi punti di riferimento professionali?

La logica che ha da sempre motivato la mia ricerca è stata quella di inserire nell'ambito dell'ingegneria di processo logiche innovative, seguendo il percorso che la comunità europea stessa, sulla scorta della ricerca internazionale, ha voluto e vuole portare avanti. In sostanza, un passaggio progressivo dal concetto di semplice trattamento dei reflui secondari a quello di valorizzazione. Per quanto riguarda Lee acque, ad esempio, ciò si traduce nell'upgrade da depurazione a purificazione, con l'ottica di restituire all'ambiente una matrice nelle stesse condizioni in cui è stata ottenuta. In parallelo, una logica conservativa delle risorse, valorizzando il carbonio e i nutrienti rimossi dalle matrici di scarto (biofuels, biopolimeri ecc.).


Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni professionali?
Il riscontro che ho avuto in ambito internazionale di quello che ho studiato durante le mie ricerche da una parte, quello di poter trasferire direttamente in piena scala i risultati delle mie ricerche effettuate su scala pilota. Molti degli impianti di depurazione presenti in Italia attualmente hanno al loro interno componenti che sono stati studiati e messi a punto all'interno del nostro gruppo di ricerca, o quantomeno studiati a livello applicativo.


Qual è l'ambito di cui ti sei sempre voluto a occupare, ma non hai ancora avuto l'occasione di esplorare?

Sicuramente i nuovi materiali, ottenuti da matrici di scarto. Ambito che ho iniziato ad indagare da pochi anni. L'esempio principe sono gli acidi grassi a catena corta, che possono essere considerati sicuramente un platform chemicals a costo ed impatto zero, per la produzione di composti ad alto valore aggiunto. I poliidrossialcanoati (PHA), da soli o in miscela, per la realizzazione di nuove plastiche e compositi, per diminuire sensibilmente la quota ottenuta da carbonio fossile. Ed infine l'idrogeno, da via biologica, che sembra essere sempre di più considerato un'alternativa importante nel panorama dei combustibili Green.


Qual è l'aspetto che più ti appassiona del tuo ambito di ricerca?

La concretezza delle linee di ricerca che seguo, la potenzialità di trasferimento diretto nella piena scala. Il fatto di operare sempre su scala pilota di grossa taglia ha il valore aggiunto di poter ottenere risultati scalabili direttamente, e quindi di fatto sviluppare un know how di pronto utilizzo.


Hai sempre pensato che questa fosse la tua strada?

Inizialmente no, ma col passare del tempo mi sono reso conto di poter dare un contributo effettivo in questo campo, e pertanto penso di aver fatto le scelte giuste. Ci si rende conto di questi aspetti solo operando sul campo, per opportuni intervalli di tempo.


Cosa significa per te insegnare e fare ricerca?

Il miglior lavoro che potessi sperare. La gestione del proprio tempo, associata al fatto di poter dare un contributo concreto da una parte all'ambito formativo e dall'altra all'ambito dell'efficentamento della gestione dell'ambiente è sicuramente il significato che sta alla base della mia decisione nell'affrontare questo percorso. Aggiungo una cosa, che da sempre per me rappresenta un aspetto sostanziale. Il fatto di operare su impiantistiche pilota e in piena scala, anche a livello professionale, consente di trasmettere agli studenti un 'feeling' più adeguato di quello che si dovranno aspettare nel mondo del lavoro che li aspetta. La concretezza è un elemento molto apprezzato all'interno di tutti i miei corsi, sia di laurea che master. Credo che l'interazione stretta col territorio sia un forte valore aggiunto.


Cosa diresti ai giovani che si avvicinano alla ricerca oggi?

Di non smettere mai di porsi domande, e di ricercarne le risposte. La curiosità da sempre è la molla motivante il nostro lavoro. Senza un continuo bisogno di conoscere, non si ottiene la spinta necessaria per trasformare la passione in un semplice lavoro. E in questi ambiti c'è sicuramente bisogno di passione, non di un semplice lavoro di routine.

Last update: 12/10/2021