Persone e passioni

Rossano Piazza
Chimica (ambientale, analitica e per la conservazione dei beni culturali)

Parlaci di te. Da dove provieni? Cosa insegni a Ca' Foscari? Quali sono i tuoi interessi e ambiti di ricerca?
Provengo da Ferrara, dove tuttora risiedo. A Cà Foscari insegno sia materie teoriche (Analisi di dati di matrici ambientali, chemiometria per 2 corsi della Laurea Magistrale in Scienze Ambientali e in Biotecnologie) che pratici (Laboratorio di Chimica Analitica, ed Esercitazioni in Campo per la laurea triennale in Scienze Ambientali).
I miei interessi di ricerca principali gravitano attorno allo studio, alla caratterizzazione, al monitoraggio e alla interpretazione di dati inerenti la contaminazione ambientale, alimentare e di interesse artistico. Mi occupo di messa punto di nuovi metodi analitici per determinare  microcontaminanti organici in diverse matrici ambientali e in svariate aree del pianeta, e della comprensione delle dinamiche di trasporto e di accumulo degli inquinanti.


Qual è stato il tuo percorso accademico?
Mi sono laureato in Chimica all'Università di Ferrara, dove poi mi sono specializzato nell'analisi chemiometrica di dati, e nello sviluppo di modelli previsionali di proprietà chimiche, fisiche di interesse ambientale, presso l'Istituto Superiore di Sanità. Sono poi diventato prima Ricercatore (nel lontano 1996), poi Professore Associato in Chimica Analitica presso il Dipartimento di Scienze Ambientali (ora DAIS) dell'Università Cà Foscari.


Quali sono i tuoi punti di riferimento professionali?

In passato, sicuramente Maria Livia Tosato, all'epoca dirigente dell' Istituto Superiore di Sanità: mi ha trasmesso conoscenza, entusiasmo, passione. La parola chiave che ricorre in questa intervista è "eredità culturale", che grazie al mio lavoro voglio tramandare. Questa persona è successivamente diventata prima addetto scientifico all'ambasciata USA, e successivamente consulente scientifico al Quirinale.


Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni professionali?

Difficile elencarle. Il mio lavoro dà molte soddisfazioni. due sono gli aspetti di maggior soddisfazione, e sono entrambi legati alla grande opportunità di trasmettere e perpetuare le conoscenze acquisite. Essere citati dalla comunità scientifica internazionale per le cose che continuamente apprendo, ma soprattutto riuscire a trasmettere tali conoscenze agli studenti, e verificare da loro, anche dopo molti anni, quando magari sono diventati professionisti (o in qualche caso colleghi) che ho lascato una impronta formativa, umana e professionale incancellabile. In due parole: eredità culturale.


Qual è l'aspetto che più ti appassiona del tuo ambito di ricerca?
Soddisfare la mia curiosità. Pormi dei problemi, e progettare un modo per risolverli, o per meglio comprendere ciò che mi sta intorno.


Hai sempre pensato che questa fosse la tua strada?
Assolutamente no. Da studente pensavo che la carriera universitaria fosse riservata a "chi potesse permetterselo", con lunghi anni di precariato. Essendo di umili origini (papà operaio con III elementare e mamma casalinga con V elementare) , il mio obbiettivo era laurearmi e trovare un lavoro "stabile" nel più breve tempo possibile, ad esempio in un'azienda. Poi, una serie di circostanze fortuite mi hanno avvicinato al mondo della ricerca, ho trovato persone stupende, umili ma di grandissimo valore che mi hanno preso per mano, hanno saputo valorizzarmi ed insegnato cosa significa fare ricerca (presso L' Istituto Superiore di Sanità) trasmettendomi passione per la ricerca e per la didattica.


Cosa significa per te insegnare e fare ricerca?
Ho già in parte risposto: Lasciare un'eredità culturale. Dare un umile ma significativo contributo alle nuove generazioni.


Cosa diresti ai giovani che si avvicinano alla ricerca oggi?
La ricerca è passione, al di sopra di ogni altra cosa. Eppoi è curiosità. La ricerca non ha orari lavorativi. Preparatevi ad essere scienziati, ma al tempo stesso manovali, tecnici, preparatevi a "sporcarvi le mani", ad apprendere con umiltà tutto ciò che Vi circonda, a non dare mai nulla per scontato, a saper ascoltare, leggere, studiare prima di trarre conclusioni. Ricordatevi che la verità assoluta non esiste. Il mondo è complesso, e fare ricerca significa aprire una finestra di chiarezza in un mondo maledettamente complicato.

Last update: 12/10/2021