Persone e passioni

Nicola Prezza
Informatica

Parlaci di te. Da dove provieni? Cosa insegni a Ca' Foscari? Quali sono i tuoi interessi e ambiti di ricerca?
Provengo dalla provincia di Udine. Sono un appassionato di musica (suono chitarra e basso da 15 anni e ultimamente mi sto dedicando al canto), scienza e la combinazione delle due (una decina di anni fa ho costruito un basso che mi ha accompagnato in numerosi concerti). A Ca' Foscari insegno Programmazione C++, Data Management e Informatica. In ricerca mi occupo di algoritmi e strutture dati efficienti per cercare informazioni in grossi database contenenti centinaia di migliaia di genomi (il famoso DNA con cui ognuno di noi è programmato). Data la loro enorme dimensione, questi dati vanno mantenuti in formato compresso. I miei algoritmi permettono di eseguire calcoli su questi dati compressi, senza passare per la fase di decompressione.


Qual è stato il tuo percorso accademico?

Ho conseguito laurea e dottorato in informatica all'università di Udine (dottorato nel 2017). Nei 3 anni e mezzo seguenti, la ricerca mi ha portato un po' in giro: prima 1 anno alla DTU di Copenhagen e 2 anni a Pisa come assegnista di ricerca, poi 6 mesi alla LUISS di Roma come Assistant Professor. Infine, sono approdato a Ca' Foscari a settembre 2020. Qui ricopro il ruolo di ricercatore tenure-track (RTD-B).


Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni professionali?
In primo luogo poter lavorare con i ricercatori internazionali più brillanti del mio settore di ricerca. Dal punto di vista umano, è molto bello fare parte di una comunità scientifica internazionale così variegata (tra le varie cose, mi ha permesso di viaggiare un sacco). Dal punto di vista scientifico, mi ha fatto conoscere nuove tecniche e risultati importanti che hanno influito sul mio percorso di ricerca. La mia soddisfazione professionale più grande (ottenuta anche grazie al lavoro svolto con i miei colleghi internazionali) è stata sicuramente  il premio conseguito nel 2018 come miglior giovane informatico teorico in Italia (consegnato dal capitolo italiano dell'European Association for Theoretical Computer Science).


Qual è l'aspetto che più ti appassiona del tuo ambito di ricerca?
Ci sono due cose che trovo particolarmente appassionanti: la semplicità ed eleganza matematica che sta dietro ad ogni risultato importante (la matematica è un'arte: ogni teorema deve essere corretto, ma preferiamo teoremi semplici ed "eleganti" a teoremi complicati e brutti da leggere) e le inaspettate (e utilissime) applicazioni pratiche. Algoritmi sviluppati due decenni fa da pionieri del nostro settore di ricerca, oggi vengono usati in laboratori bioinformatici di tutto il mondo per analizzare DNA, con risvolti drammatici in medicina: in certi contesti in cui il tempo è essenziale (per esempio, rilevare mutazioni rare per sviluppare opportune terapie), un algoritmo veloce può letteralmente salvare delle vite!


Hai sempre pensato che questa fosse la tua strada?
No, sebbene fin da piccolo abbia sempre preferito inventare cose nuove piuttosto che studiarne di "già inventate". Ovviamente questo non va in contrasto con l'importanza dell'istruzione, anzi: per me studiare (almeno per quanto riguarda le materie scientifiche) ha sempre significato apprendere dal libro di testo il minimo che mi servisse a re-inventare il concetto in questione, per infine confrontare la mia tecnica con quella proposta dal libro. Devo dire che ha sempre funzionato alla grande (e l'assenza di pre-concetti di tanto in tanto porta a scoprire cose innovative: in quel caso si pubblica!)

Last update: 12/10/2021