Persone e passioni

Ilaria Prosdocimi
Statistica

Parlaci di te. Da dove provieni? Cosa insegni a Ca' Foscari? Quali sono i tuoi interessi e ambiti di ricerca?
Sono nata a Padova, dove mi sono anche laureata, quindi le mie radici sono molto vicine a Venezia, ma dopo la laurea ho passato 13 anni all'estero, prima in Belgio e dopo in Regno Unito. Il mio ambito di ricerca è la statistica, soprattutto la statistica applicata a problemi ambientali , per esempio la stima della frequenza  di eventi estremi, quali le piene fluviali, e come questa cambi in relazione al cambiamento climatico. Credo poi nell'importanza che la ricerca sia aperta e riproducibile, quindi mi interesso anche di rendere disponibili le implementazioni di vari metodi statistici in linguaggi open source, principalmente R, il linguaggio più usato per le analisi statistiche.


Qual è stato il tuo percorso accademico?
Ho fatto un dottorato in Statistica a Leuven in Belgio, dove ho lavorato su metodi di regressione non-parametrici con Irene Gijbels e Gerda Claeskens. Dopo il dottorato ho lavorato come statistica clinica in una casa farmaceutica.  Dopo un paio di anni ho avuto l'occasione di spostarmi in Regno Unito per lavorare presso il Centre for Ecology and Hydrolgy, un centro di ricerca multidisciplinare dove serviva uno statistico che lavorasse con il team che si occupa della stima del rischio di piene fluviali. Dopo quasi tre anni al Centro ho infine colto l'opportunità di diventare Lecturer all'Università di Bath: mentre ero lì ho vinto un bando per il programma Rita Levi Montalcini che permette a studiosi residenti all'estero di venire in Italia e io ho scelto di venire a Ca' Foscari.


Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni professionali?

La prima volta che qualcuno ha citato un mio lavoro e usato il software che avevo sviluppato è stata molto emozionante: sapere che il mio lavoro è a qualcun'altro che desidera capire meglio qualcosa è una grande fonte di motivazione. Ancora adesso, riuscire a pubblicare un articolo di cui sono fiera e vedere scienziati che ammiro che lo citano mi rende orgogliosa.


Qual è l'aspetto che più ti appassiona del tuo ambito di ricerca?
C'è un detto tra gli statistici: gli statistici possono giocare nel giardino di tutte le altre scienze. E questa è una delle cose più affascinanti della statistica: si può collaborare in progetti negli ambiti più disparati e la capacità di analizzare dati può risultare utile in tantissime diverse applicazioni. Poi ovviamente per fare delle analisi che siano il più informative possibili è bene conoscere in profondità il tema che si sta studiando e i dati che si stanno analizzando, ma il fatto che le possibilità di applicazione siano tantissime è uno degli aspetti più belli della statistica.


Hai sempre pensato che questa fosse la tua strada?
Assolutamente no! La ricerca per me non è stata una vocazione, ma qualcosa che ho imparato a fare e che mi ha appassionato nel tempo. Ho anche capito nel tempo che la libertà di ricerca nelle università è un privilegio che pochi altri lavori permettono di avere.

Last update: 12/10/2021