Persone e passioni

Cristiano Varin
Statistica

Qual è stato il tuo percorso accademico?
Mi sono laureato in Statistica presso l'Università di Padova dove ho conseguito anche il dottorato in ricerca. Dopo alcuni assegni di ricerca fra Padova e Udine, ho preso servizio a Ca' Foscari come ricercatore per poi essere promosso a professore associato ed infine a professore ordinario.


Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni professionali?
La mia maggiore soddisfazione è legata ad un articolo di rassegna sul metodo statistico che ho iniziato a studiare durante il dottorato. L'articolo è stato commissionato a Nancy Reid, statistica canadese vincitrice del COPSS Award, il cosiddetto premio Nobel della statistica. Nancy ha chiesto a David Firth, pluripremiato statistico inglese, e a me di scrivere assieme l'articolo. E' stato un grande onore lavorare con due colleghi così affermati: ho imparato davvero molto. L'articolo è stato ricevuto bene dalla comunità statistica tanto da essere considerato dopo dieci anni ancora il riferimento sull'argomento.


Qual è l'aspetto che più ti appassiona del tuo ambito di ricerca?
Mi piace molto il fatto che la statistica sia uno strumento utile in pressoché qualsiasi disciplina: questo mi ha permesso di svolgere interessanti collaborazioni con medici, biologi, chimici e ingegneri. La parte più appassionante della mia ricerca riguarda però lo studio di metodi statistici. Sono davvero contento che fare ricerca di base continui a divertirmi, e anche a farmi arrabbiare quando i risultati non arrivano!


Hai sempre pensato che questa fosse la tua strada?
Credo di aver capito che la carriera accademica sarebbe stata la mia strada dopo una lezione del professore che poi ha supervisionato le mie tesi di laurea e dottorato. In quella lezione, venivano analizzati i dati relativi all'esplosione dello Space Shuttle Challenger del 1986. Il modo in cui il mio futuro supervisore raccontò quel famoso caso studio mi colpì così tanto che ogni anno replico quella lezione ai miei studenti!


Cosa significa per te insegnare e fare ricerca?

Insegno una materia che è solitamente considerata dagli studenti molto ostica, per cui per me è un successo riuscire ad incuriosirli e coinvolgerli. Ecco, per me insegnare bene vuol dire incuriosire gli studenti, e far ricerca significa incuriosire... se stessi.


Cosa diresti ai giovani che si avvicinano alla ricerca oggi?
Siate curiosi e testardi. Molto testardi, perché serve pazienza per ottenere dei risultati.

Last update: 12/10/2021