Persone e passioni

Matteo Feltracco
Chimica (ambientale, analitica e per la conservazione dei beni culturali)

Parlaci di te. Da dove provieni? Cosa insegni a Ca' Foscari? Quali sono i tuoi interessi e ambiti di ricerca?
Sono originario di Asolo, in provincia di Treviso. Insegno Chimica Analitica degli Inquinanti e seguo gli studenti nei corsi di laboratorio che riguardano l'uso di tecniche analitiche avanzate. La mia area di ricerca è focalizzata sullo studio di inquinanti emergenti (prodotti fitosanitari, plastificanti, ecc) in svariate matrici ambientali avvalendosi di tecniche scientifiche quali HPLC-MS/MS e IC-MS/MS. L'area di ricerca mira inoltre ad interpretare sorgenti, degradazione e trasporto dell'aerosol atmosferico nelle aree polari attraverso lo studio di specifici traccianti ambientali. L'esperienza nell'analisi chimica dell'aerosol polare è unita allo sviluppo di metodologie analitiche per l'analisi in semi-continuo di composti organici nelle carote di ghiaccio.

Qual è stato il tuo percorso accademico?
Sono laureato in Chimica e Tecnologie Sostenibili e ho conseguito il dottorato in Scienze Ambientali all'Università Ca'Foscari di Venezia. Da novembre 2020 a dicembre 2021 sono stato assegnista di ricerca presso l'Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale di Ricerche. Dal 2022 ricopro il ruolo di ricercatore nel Settore Scientifico Disciplinare di Chimica Analitica all'Università Ca'Foscari di Venezia.

Quali sono i tuoi punti di riferimento professionali?
Durante la mia carriera ho avuto la fortuna di lavorare in team di ricercatori di alto livello internazionale, come Catherine Larose, CNRS Research Scientist dell'Università di Lione. L'esperienza di ricerca a Lione e la passione della Dott.ssa Larose mi hanno fatto ancor di più apprezzare la ricerca in ambito chimico-ambientale. Confrontarmi con scienziati che da decenni studiano i trasporti atmosferici in ambienti polari mi ha fatto capire come una delle più importanti fonti di conoscenza sia l'esperienza.

Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni professionali?
Ho partecipato a tre campagne di spedizione in Artico, due delle quali nel villaggio di Ny-Ålesund, nelle Isole Svalbard, per studiare sorgenti e trasporto di traccianti chimici nell'aerosol atmosferico. Nella terza spedizione ho partecipato ad una traversa oceanografica con la nave da ricerca italiana Laura Bassi, dal sud delle Isole Svalbard alla costa orientale della Groenlandia per comprendere se (e quanto) i pesticidi rilasciati dai continenti antropizzati possano essere presenti nelle acque artiche. Queste spedizioni polari sono state le più grandi soddisfazioni professionali.

Qual è l'aspetto che più ti appassiona del tuo ambito di ricerca?
L'aspetto più entusiasmante della ricerca è il continuo presentarsi di sfide, una diversa dall'altra. La ricerca è in continua evoluzione e deve stare costantemente al passo delle dinamiche ambientali che giornalmente si presentano, siano essere dovute ai cambiamenti climatici o alla presenza di inquinanti emergenti da monitorare. Insomma, non ci si annoia mai!

Cosa diresti ai giovani che si avvicinano alla ricerca oggi?
L'estremizzazione degli eventi climatici, i gravi periodi di siccità, l'aumento delle temperature medie globali e immissione costante di inquinanti negli ecosistemi da parte dell'uomo, richiedono soluzioni rapide. La sfida della chimica analitica e della sua applicazione ambientale è quella di interpretare i dati del passato (attraverso gli archivi climatici) e quelli del presente per meglio capire il futuro che ci aspetta. Le scoperte che facciamo, le sfide analitiche che vinciamo e le collaborazioni con altri enti di ricerca fanno aprezzare enormemente questo lavoro, che sa donarti enormi soddisfazioni.

Last update: 29/11/2022