Primi piani

Salvatore Daniele
Chimica analitica

Ci parli di lei: cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Gli insegnamenti di cui sono titolare s’inquadrano nell’ambito della Chimica Analitica. In particolare, si riferiscono a tecniche analitiche strumentali, di tipo spettroscopico, cromatografico, di spettrometria di massa ed elettrochimico. I miei interessi di ricerca, tuttavia, ricadono principalmente nell’ambito dell’elettroanalitica con particolare riguardo allo sviluppo di sistemi elettrodici miniaturizzati e la loro applicazione per la determinazione di analiti in matrici reali.

Qual è stato il suo percorso accademico?
Mi sono laureato a Padova in Chimica Industriale. Appena laureato, in attesa di assolvere agli obblighi militari di leva, ho svolto l’incarico universitario di “esercitatore universitario”, qualifica che oggi può essere assimilata al “tutor Moratti”. Dopo il servizio militare, ho ripreso a frequentare i laboratori di ricerca universitari a Padova, in cui avevo svolto la mia tesi di laurea, con la qualifica di “contrattista esterno” (contratti molto poco remunerati!). Sono diventato Ricercatore Universitario (RU) a Ca’ Foscari nel 1983, dopo aver vinto il concorso nazionale, previsto dalla Legge n. 382 del 1980. Sempre presso Ca’ Foscari, e dopo essere risultato vincitore dei relativi concorsi nazionali, sono diventato Professore Associato nel 1992 e Professore Ordinario nel 2005.

Qual è l'aspetto che più l'appassiona del suo ambito di ricerca?
Gli aspetti legati alla ricerca di base mi hanno sempre appassionato, tuttavia con la consapevolezza dell’importanza di trasferire le conoscenze acquisite ad aspetti applicativi. La mia produzione scientifica complessiva credo rifletta tali convinzioni. Essa si suddivide in modo equilibrato tra studi teorici di processi elettrodici, condotti con metodi e tecniche avanzate (in qualche caso di frontiera), e lo sviluppo di sistemi elettrodici miniaturizzati per lo studio di matrici reali di natura ambientale, alimentare e, più recentemente, biologica e in ambito dei beni culturali.

Ha sempre pensato che questa fosse la sua strada?
Da studente credevo che le migliori soddisfazioni nella vita post lauream si potessero ottenere lavorando in ambiti non accademici, possibilmente presso rinomate industrie chimiche. Tali convinzioni si sono affievolite fino a cambiare completamente, durante il periodo trascorso nel laboratorio universitario per svolgere la tesi di laurea. Oggi sono molto contento di quella metamorfosi.

Cosa significa, per lei, insegnare e fare ricerca?
Molto.
Ho sempre amato l’insegnamento e la ricerca. Ritengo che in ambito universitario entrambi sono importanti. Danno la possibilità di acquisire di continuo nuove conoscenze e di trasmetterle ai propri allievi.
Ai giovani che si avvicinano alla ricerca oggi dico che la ricerca impegna lo spirito e il fisico della persona. Bisogna amarla e non ci si avvicina solo per avere un lavoro.

Last update: 27/09/2022