Primi piani

Ligia Maria Moretto
Chimica analitica

Ci parli di lei: cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Mi sono laureata in Ingegneria chimica e ho fatto il M.Sc in Ingegneria  in Brasile, poi ho ottenuto il dottorato in chimica (analitica) a Venezia. Ora sono professore associato di chimica analitica. Il mio interesse di ricerca è nell'ambito dell'elettroanalitica, con particolare attenzione ai sensori e biosensori elettrochimici per analiti di interesse in campo ambientale, medico, alimentare, e dei beni culturali. Mi appassiona la complessità dell'elettrochimica e quando si comprende e capisce perché certi processi si svolgono in un certo modo, è una grande soddisfazione.  Certo che la complessità è sempre una sfida e ci sono molti momenti di difficoltà, ma questo si osserva in tutta la ricerca scientifica.

Le soddisfazioni professionali più grandi?
Le mie più grandi soddisfazioni professionali sono state nei feedback che ho avuto dalle migliaia di studenti che ho avuto nella mia lunga carriera. Mi piace molto insegnare, soprattutto insegnare la scienza, e questi feedback, che mi hanno dato consapevolezza che i miei messaggi non solo scientifici, ma anche umani ed etici, sono stati recepiti.

L’ambito di cui si è sempre voluta occupare ma che non ha ancora avuto occasione di esplorare?
Sono tanti gli ambiti che mi interessano. Come persona molto curiosa mi piace capire come "funzionano le cose", come si spiegano i tanti fenomeni che osservo nella natura, nell'arte e nella scienza in generale.

Cosa significa, per lei, insegnare e fare ricerca?
Fare ricerca per me è mettere la nostra intelligenza e la nostra passione a servizio dello sviluppo della conoscenza a livello globale, insegnare significa condividere la conoscenza e competenza sviluppata nella ricerca per formare nuovi pensatori, ricercatori, professionisti e uomini che portino avanti la scienza e la cultura per il benessere di tutti.

Cosa dice ai giovani, e alle ragazze in particolare, che si avvicinano alla ricerca oggi?
Direi che è una cosa bella e che richiede passione, coraggio e dedizione, ma è un mondo in cui senti che il tuo lavoro costituisce un piccolo (o grande) mattoncino nella costruzione della conoscenza che è a beneficio di tutti.  Direi anche che non si può prescindere mai dai valori etici nella ricerca, i cui risultati sono patrimonio dell'umanità.
Effettivamente c'è ancora disparità di genere, ma dall'inizio della mia carriera universitaria moltissimo è cambiato in questo ambito. Dopo secoli o più di "dominazione" maschile non possiamo pretendere un cambiamento radicale immediato. Ma, se si osserva, nell'area scientifica la forza della competenza e dedizione delle donne è sempre più evidente. Fondamentale è dedicarsi al lavoro, essere brave e non mollare di fronte alle difficoltà.

Last update: 22/09/2022