Primi piani

Maurizio Selva
Chimica organica

Ci parli di lei: cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Sono docente di chimica organica e da sempre ho coniugato l’insegnamento di questa disciplina con i miei interessi di ricerca rivolti alla chimica verdegreen chemistry, ovvero la chimica sviluppata nel rispetto dell’ambiente e della salute umana. Oggi questi aspetti sembrano quasi scontati: li troviamo declinati trasversalmente non solo in ambito chimico, ma in qualunque settore, dallo scientifico-tecnologico all’economico al sociale. Tuttavia, all’inizio della mia carriera accademica, circa una trentina di anni fa, non era così. Mi piace quindi pensare di avere contribuito a creare questa sensibilità verso il tema generale di attenzione e salvaguardia dell’ambiente nelle generazioni di giovani chimici che hanno seguito le mie lezioni e nei tanti tra loro che ho avuto il piacere di conoscere meglio come miei laureandi e dottorandi e con i quali ho condiviso le mie ricerche.

Qual è l'aspetto che più l'appassiona del suo ambito di ricerca?
La domanda è intrigante, ma è altrettanto difficile è trovare una risposta. Fare una nuova scoperta, per me, ha spesso coinciso con l’identificazione di una nuova molecola che a parità di funzionalità (reattività) fosse innocua o meno pericolosa di altre già esistenti, oppure di una nuova procedura di preparazione di composti chimici che soddisfacesse a requisiti di minore impatto ambientale sia nell’uso di reagenti e solventi sia nella produzione di scarti. Questo di per sé è molto eccitante e nella maggior parte dei casi è “curiosity-driven”, ovvero è un passaggio guidato dal fiuto e dalla passione del ricercatore. Ma altrettanto rilevante ed attraente è poi trasferire le proprie conoscenze fondamentali all’applicazione studiando le sfide che pone il trasferimento tecnologico ed il confronto con il mondo aziendale.

Quale è il collegamento della sua ricerca con il territorio della città di Venezia?
Io sono veneziano e, pur avendo soggiornato spesso e lungamente all’estero per ragioni professionali, ho avuto la possibilità ed il piacere di continuare a vivere a Venezia, un luogo che amo profondamente per la sua unicità. Purtroppo, Venezia ha subito profonde trasformazioni negli ultimi decenni, colpevole uno sfruttamento turistico miope ed indiscriminato, molto spesso senza alcuna guida politica che guardasse al bene e alle necessità reali della città. Voglio pensare che la mia ricerca in ambito di Chimica sostenibile sia parte di un consesso allargato di studi e discipline finalizzati a diminuire l’impatto delle attività antropiche sugli ecosistemi e, in questo senso, a contribuire non solo culturalmente ma anche attivamente al mantenimento ed allo sviluppo di ambienti fragili e bisognosi di attenzione come Venezia. Le indagini e l’innovazione che derivano dal progresso scientifico-tecnologico credo siano la vera sfida che la città deve cogliere per porsi in una visione moderna di riferimento internazionale che integri l’inestimabile valore storico con un nuovo progetto di crescita sostenibile del territorio. Il mio sogno: la conversione di ampie aree del centro cittadino (l’Arsenale, l’ex-polo ospedaliero del Lido, ecc.) ora sottoimpiegate o in disuso, in HUB di ricerca e sviluppo ad alta specializzazione, realizzati valorizzando il prestigio della città per attrarre investimenti in crescita duratura orientata a creare un indotto stabile e residente.

Last update: 22/09/2022