Primi piani

Enrico Trave
Fisica sperimentale

Qual è l'aspetto che più l'appassiona del suo ambito di ricerca?
Essendo di formazione un “materialista” (Laurea e Dottorato in Scienza dei Materiali), la mia ricerca si è sempre situata in un ambito multidisciplinare, nel contesto di tematiche piuttosto di frontiera. Per cui ho sempre trovato estremamente stimolante la possibilità di fare attività scientifica non rimanendo confinato nel proprio ambito di studio, bensì potendo collaborare con colleghi di formazione anche molto diversa, in un continuo confronto dal quale sono emersi nuovi e affascinanti spunti di ricerca, nonché la risposta a quesiti rimasti fino ad allora irrisolti.

Ha sempre pensato che questa fosse la sua strada?
Durante il mio percorso universitario ho avuto la possibilità di interfacciarmi con diverse realtà che operavano sia nell’ambito della ricerca scientifica di base che in quello primariamente rivolto allo sviluppo tecnologico. Pertanto, visto il tipo di formazione accademica che ho ricevuto, per il mio futuro ho sin da allora auspicato di entrare in un centro di ricerca, fosse esso presso un’istituzione scientifica o un’azienda a forte impatto tecnologico. La possibilità di fare ricerca in Università ha più che egregiamente coronato le prospettive che mi ero posto.

Cosa significa, per lei, insegnare e fare ricerca?
Insegnare e fare ricerca sono due aspetti indissolubilmente concatenati nell’ambito accademico. A mio avviso, l’insegnamento porta a sviluppare l’attitudine a divulgare i risultati di una ricerca scientifica in maniera rigorosa e puntuale; nondimeno, dal confronto con chi sta apprendendo possono sorgere nuove idee per lo sviluppo della propria ricerca. D’altro canto, l’attività scientifica porta spesso a degli spunti che possono arricchire le lezioni e, magari, ad invogliare qualche studente ad intraprendere una carriera nel mondo della ricerca.

Last update: 27/09/2022