Primi piani

Federica Cognola
Lingua e traduzione - lingua tedesca

Ci parli di lei: da dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Mi chiamo Federica Cognola e a Ca' Foscari insegno Lingua e Traduzione Tedesca.
Il mio ambito di ricerca è la sintassi descrittiva e teorica con un focus specifico su fenomeni tipici della lingua tedesca. In particolare, i miei ambiti di ricerca sono:
Verbo Secondo (V2), ordini OV/VO, sintassi del soggetto (nullo) referenziale e espletivo, scrambling, ristrutturazione, particelle modali, sintassi dei topic;
Dialettologia tedesca e isole linguistiche germanofone (mòcheno e cimbro) e ladine;
Diacronia del tedesco e dell'italiano: ho lavorato sul soggetto nullo in antico alto tedesco e in italiano antico e sull'espletivo dell'antico alto tedesco tho.
Acquisizione monolingue e bilingue.

Qual è stato il suo percorso accademico?
Dopo essermi laureata nel 2006 in Lingue Straniere a Padova (tedesco e spagnolo) con una tesi di dialettologia tedesca, mi sono addottorata nel 2010 in Linguistica Generale sempre presso l'Università di Padova. Da dicembre 2009 a settembre 2017 ho lavorato presso l'Università di Trento come ricercatrice post-doc, per la maggior parte su fondi esterni che ho vinto tramite bandi competitivi, e come Docente a contratto presso l'Università di Trento e di Verona. Sono anche stata visiting scholar presso le università di Cambridge (UK) e Potsdam. Da ottobre 2017 a novembre 2019 sono stata Ricercatrice presso l'Università La Sapienza di Roma e da fine novembre 2019 lavoro come ricercatrice a Ca' Foscari.

Quali sono i suoi modelli / punti di riferimento professionali?
Nella linguistica, come in ogni ambito della ricerca, ogni tematica è (o è stata) affrontata in maniera più o meno approfondita da più esperti. Alcuni di questi esperti rappresentano a tutti gli effetti dei punti di riferimento in quegli specifici ambiti, se non altro per la quantità di tempo, lavoro e pubblicazioni dedicate allo studio di quelle tematiche. Tuttavia, il punto fondamentale non è “chi” ha scoperto o studiato “cosa”, ma piuttosto “come” lo ha fatto. Il modello/punto di riferimento, in questo contesto, è quindi il metodo scientifico stesso, al quale i ricercatori cercano di (o dovrebbero) attenersi.

Qual è l'aspetto che più l’appassiona del suo ambito di ricerca?
Talvolta, nel corso della propria ricerca, si riesce a comprendere un aspetto della realtà sconosciuto, o non compreso fino a quel momento. Ciò può riguardare sia i temi più rilevanti che quelli spesso trascurati. Rendersi conto di essere i primi (o di essere tra i primi) ad aver avuto accesso ad una certa conoscenza significa essere consapevoli di aver spinto l’orizzonte della conoscenza umana un po’ più in là. Questo può ripagare anni di sforzi dedicati al tentativo di capire meglio la realtà che ci circonda.

Cosa significa, per lei, insegnare e fare ricerca?
Un grande privilegio: questo lavoro permette di soddisfare la mia personale curiosità ed il mio interesse verso ciò che ancora non è spiegato, ciò che è nuovo, ciò che è sconosciuto. D’altro canto, il nostro lavoro implica la consapevolezza della grande responsabilità nei confronti degli studenti che da noi docenti imparano, ancor prima di una rilevante quantità di nozioni, le modalità e le tecniche più efficaci di esplorazione e spiegazione della realtà (in particolare tramite il metodo scientifico). Questo tipo di conoscenza e di analisi della realtà rappresenta la parte più importante del valore aggiunto fornito agli studenti, al di là dell’ambito in cui la ricerca si svolge, o dell’ambito lavorativo nel quale gli studenti andranno successivamente ad operare.

Le soddisfazioni professionali più grandi?
Aver contribuito alla conoscenza della sintassi di una lingua minoritaria, il mòcheno, poco studiata e poco conosciuta. È stato gratificante portare i dati di questa varietà nel dibattito scientifico, e contribuire, allo stesso tempo, alla descrizione della lingua per i parlanti della comunità stessa.

Last update: 29/11/2022