Primi piani

Maurizio Falsone
Diritto del lavoro

Ci parli di lei: de dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Sono nato in Sicilia nel 1985. A 18 anni mi sono trasferito a Pisa per studiare giurisprudenza. Ottenuto il phd a Milano, ho svolto la professione di avvocato giuslavorista. Sono stato ricercatore junior all’Università di Genova. Da tre anni lavoro al dipartimento di Management di Ca’ Foscari. Insegno diritto del lavoro italiano e internazionale e diritto della sicurezza sociale. Sono da sempre un appassionato di diritto delle relazioni industriali, sia dei temi mainstream (come la repressione delle condotte antisindacali), che di quelli più di nicchia (come il sindacalismo in ambito militare). Da alcuni anni mi occupo della particolare disciplina dei rapporti di lavoro nelle imprese pubbliche, tema su cui ho scritto la mia prima monografia. Da qualche tempo ho cominciato ad occuparmi di lavoro e di piattaforme digitali.

Qual è l'aspetto che più l'appassiona del suo ambito di ricerca?
Il diritto del lavoro, quello delle relazioni industriali e quello della sicurezza sociale sono appassionanti perché regolano rapporti conflittuali o sbilanciati, tipici del sistema economico capitalistico. Sono settori di ricerca in cui l’analisi tecnica non può prescindere da considerazioni di tipo sociologico o politico. Lo studio di questi temi permette di avere una conoscenza lucida e realistica dei rapporti fra impresa e lavoro. Ciò permette ai manager di organizzare meglio l’attività di impresa e il personale.

Ha sempre pensato che questa fosse la sua strada?
Ho sempre amato studiare e fare ricerca, ma non ho sempre puntato a lavorare in università. Anche la professione di avvocato mi ha entusiasmato. Se mi guardo indietro, però, mi rendo conto che ho sempre fatto scelte istintive che mi hanno condotto verso questo mio lavoro.

Cosa significa, per lei, insegnare e fare ricerca?
Insegno perché mi piace comunicare e coinvolgere gli altri nella conoscenza dei fenomeni che studio e nella comprensione delle tecniche di interpretazione. Insegno anche perché credo che la diffusione della conoscenza del diritto e del suo metodo possano migliorare il mondo. Insegnare diritto a studenti di management, da questo punto di vista è una missione e un privilegio. La ricerca per me è scoperta e svelamento di ciò che si vede ma non si comprende appieno. È lo strumento attraverso il quale si può guardare con occhi nuovi anche un fenomeno antico. Questo sforzo, a volte, può contribuire a cambiare le cose in meglio.

Cosa dice ai giovani che si avvicinano alla ricerca oggi?
Fare ricerca è una vocazione di vita, non solo un percorso professionale. Non si smette mai di essere ricercatori e serve molta pazienza perché i risultati giungono lentamente e perché il percorso può essere segnato anche da sconfitte o scelte di approfondimento sbagliate o infruttuose. È un’attività in cui viene richiesto di esercitare la massima libertà possibile nell’interesse del progresso delle conoscenze. Imparare a governare questa libertà è una sfida affascinante.

Last update: 01/12/2021