Primi piani

Debora Slanzi
Statistica

Ci parli di lei: de dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Mi chiamo Debora Slanzi, sono ricercatrice in Statistica presso il dipartimento DMan e docente di corsi di Statistica di base e avanzata. Mi occupo di Statistica metodologica e approcci di Data Mining per l’analisi di sistemi complessi caratterizzati da alta dimensionalità. I miei interessi di ricerca includono in particolare l’analisi statistica multivariata, la predictive analytics e lo studio di patterns di dipendenza attraverso modelli grafici e reti Bayesiane. Ho partecipatato a numerosi progetti europei interdisciplinari e questo mi ha permesso di sviluppare un approccio problem-oriented sviluppando metodi statistici innovativi per l’analisi di dati reali spesso difficilmente trattabili con metodi classici. 

Qual è stato il suo percorso accademico?
Ho conseguito il dottorato di ricerca in Statistica presso l’Università di Padova. Durante il dottorato ho avuto l’opportunità di trascorrere alcuni periodi di ricerca presso il dipartimento di Computer Science dell’Università di Aalborg dove mi sono specializzata sulle proprietà delle reti Bayesiane. Dopo il dottorato ho vinto alcune borse di studio presso l’Università di Padova e Pavia. Successivamente ho vinto alcuni assegni di ricerca presso lo European Centre for Living Technology (ECLT), un centro internazionale e interdisciplinare legato a Ca’ Foscari grazie al quale ho iniziato ad interfacciarmi alla progettazione Europea e allo studio dei connessi problemi reali e complessi. Ho vinto poi un concorso presso Ca’ Foscari diventando ricercatrice in Statistica.

Le soddisfazioni professionali più grandi?
Il primo articolo pubblicato in una rivista internazionale, la prima relazione invitata ad un convegno all’estero, il primo progetto vinto come Principal Investigator e la gratitudine degli studenti che si avvicinano con sguardo diverso alla Statistica grazie alla passione che percepiscono durante le lezioni.
Qual è l'aspetto che più l'appassiona del suo ambito di ricerca?L’arte della statistica è riuscire a far parlare i dati: essi possono raccontare molte storie e sta a noi ricercatori trovare il modo più adatto. Ai miei studenti dico sempre di pensare fuori dagli schemi, di aprire la mente, di usare creatività e rigore scientifico per far emergere ciò che i dati raccolgono. Inoltre, per sviluppare ricerca applicata collaboro con persone di ambiti scientifici differenti e questo mi permette di imparare sempre cose nuove. 

Ha sempre pensato che questa fosse la sua strada?
Ho cominciato a capire che mi piaceva la ricerca durante il percorso di laurea. Quando ho vinto la borsa di dottorato ho pensato che valesse la pena provarci. E da allora continuo a studiare per migliorarmi e per raggiungere gli obiettivi che questo percorso ti pone. Non nego di aver avuto momenti di sconforto, e credo che la passione in questo mestiere sia necessaria per andare avanti. E fortunatamente a me non manca!

Last update: 01/12/2021