Primi piani

Massimiliano Costa
Pedagogia generale e sociale

Ci parli di lei: da dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca. 
Mi chiamo Massimiliano Costa, sono ordinario di pedagogia generale e insegno oltre i fondamenti della pedagogia generale tutti quegli aspetti che caratterizzano e qualificano i processi e le pratiche formative nei contesti scolastici, professionali e lavorativi. Capire come potenziare e capacitare il talento di giovani e adulti nella società delle macchine intelligenti (tra robotica, IA e smart learning) rappresenta il campo principale dei miei studi in questo momento. Coordino il curricolo di Scienze della Formazione del dottorato e dirigo il Centro Internazionale di Studi per la Ricerca Educativa (CISRE) e come delegato del Rettore alla formazione mi impegno a rendere la formazione un punto di forza identitario della mia università.

Qual è stato il suo percorso accademico?
Il mio percorso accademico è particolare ed ha radici culturali nella mia storia familiare. Ho una madre maestra e un nonno imprenditore e partigiano che mi hanno cresciuto con una profonda etica del lavoro e dell’educazione come opportunità per coniugare partecipazione e benessere sociale. Il risultato è una laurea in economia aziendale a Ca’ Foscari e un percorso accademico come ricercatore centrato prima sullo studio delle politiche della formazione (Scuola Specializzazione degli Insegnanti del Veneto) e quindi come associato e oggi come ordinario sui fondamenti disciplinari (Pedagogia Generale) e i processi di formazione degli adulti (Pedagogia del lavoro e degli Adulti, Economia della formazione).

Quali sono i suoi punti di riferimento professionali?
In molti nella vita mi hanno donato una opportunità ma nel mio cuore ho un solo nome come riferimento professionale: Prof. Umberto Margiotta maestro esigente e affettuoso che mi ha donato in anni di collaborazione ricerca e progettualità non solo la consapevolezza del rigore scientifico e metodologico ma anche l’amore per la sfida, l’inedito educativo e la complessità. I suoi studi sulle teorie della formazione, sul legame tra formatività e talento, sulla formazione dei docenti, rappresentano un patrimonio unico nelle scienze pedagogiche internazionali. Come disse Alessandro Magno parlando del suo maestro Aristotele: “A mio padre devo la vita, al mio maestro una vita che vale la pena essere vissuta”.

Le soddisfazioni professionali più grandi?
Ogni volta che uno studente mi ringrazia non tanto per un corso ma per avergli donato una maggiore convinzione nei suoi mezzi e nel suo talento. Noi lavoriamo per far progredire la scienza ma soprattutto per formare alla consapevolezza critica e responsabile i giovani adulti cittadini nel domani. Non posso non ricordare a livello professionale anche il mio primo concorso da ricercatore, il premio nazionale di pedagogia o quando alle soglie di un Natale mi hanno confermato l’intenzione di bandire il mio posto come ordinario. Una grande soddisfazione che è diventata una grande responsabilità per la continuazione della scuola veneziana di pedagogia fondata da Umberto Margiotta.

Cosa dice ai giovani che si avvicinano alla ricerca oggi?
Praticare il talento, la creatività e il desiderio attraverso la ricerca di dare una opportunità in più ad uno sviluppo sostenibile e pienamente umano. Nella società della complessità, dell’innovazione ma anche delle grandi iniquità, fare ricerca nelle scienze della formazione deve poter esprimere non solo padronanza metodologica e scientifica ma soprattutto passione di militanza pedagogica sintetizzabile nelle parole di Mandela: L'educazione è l'arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo.

Last update: 04/08/2022