Primi piani

Angelo Maria Monaco
Museologia e critica artistica e del restauro

Ci parli di lei. cosa insegna a Ca’ Foscari? Da dove proviene?
È tutto online! Pertanto sarò breve e necessariamente onesto.
Da studente universitario non avrei mai immaginato di poter digitare il mio nome su un motore di ricerca e di scoprire di avere un omonimo, nato in New Jersey, morto nel 2018. Né che sarebbe stato possibile attingere informazioni relative a tante esperienze vissute consultando i social media e il sito di Ca’ Foscari. Anzi non avrei mai immaginato di tenere quest’intervista nel ruolo di professore Associato di L-Art04 (dallo scorso gennaio) per questa Università, non essendoci mai entrato in contatto prima di aver vinto un concorso. Così pure non avrei mai pensato di pubblicare alcunché: “volevo fare l’architetto” (ma non essendo stato ammesso al Politecnico di Milano, – ma pazienza! O per fortuna?) ho ripiegato in fretta e furia su una Facoltà allora recente - correva l’anno 1995 -, come Conservazione dei Beni Culturali a Lecce, ancora più a Sud del mio luogo di origine: Ceglie Messapica, nella Magna Grecia. Almeno lì avrei studiato tanta Storia dell’Arte (che era in realtà il motivo per cui avrei voluto studiare Architettura). Ero, come dire, “disorientato”.
Forse provengo da un’altra epoca, sono del ’76 e dei gemelli, quindi saturnino, e mi sono formato in un contesto analogico, cartaceo, in cui i libri li fotocopiavi, le biblioteche le dovevi frequentare, il telefono serviva per telefonare, le foto per la tesi le scattavi con una “canon zappy”, la mia rossa, con i rullini da 36 pose; la stampa dopo una settimana. 

Qual è stato il suo percorso accademico? 
Proprio ieri (il 18 aprile 2021) mia madre mi ha ricordato che ricorreva il 19° anniversario dal giorno di discussione della tesi di laurea. Ho solo sorriso, pensando a quanto tempo fosse trascorso dalla configurazione nella mia mente di una remota ipotesi di poter continuare a fare ricerca dopo la laurea, al giorno in cui ho appreso che l’ennesimo concorso universitario affrontato non senza scetticismo, era superato (a dicembre 2020)! Nel frattempo sono accadute tante cose e ne “ho trovata” qualcuna, specificate nel cv in questo stesso sito. 

Come pensa di contribuire alla crescita degli studenti di Ca’ Foscari?
Non so se abbia qualcosa di concreto da insegnare agli altri, ma mi auguro di poter essere almeno di ausilio non solo assolvendo i doveri dell’insegnamento con la trasmissione dei contenuti disciplinari, il trasferimento di un metodo per lo studio di una ‘fenomenologia’ delle arti o della Storia dell’Arte, quanto, piuttosto, trasmettendo il gusto di imparare a indulgere su ciò che si studia e di ricercare occasioni di piacere intellettuale e a saperle condividere. In sintesi, di sviluppare una forma mentis incline all’osservazione e alla ricerca della Bellezza, così come qualcuno ha insegnato a farlo a me che ancora imparo.

Cosa significa allora, per lei, insegnare? 
Non so rispondere perché è come se dovessi spiegare come faccio ad avvertire il sapore di una mandorla o a trarre piacere dall’osservazione di una nuvola. Ha a che fare con la fisiologia e significa comunicare in un certo modo.  

Cosa dice ai giovani che si avvicinano alla ricerca oggi?
Dico che chi cerca trova. E come sostiene un mio amico artista: “bisogna essere come bachi da seta; sempre in produzione”.

Last update: 16/05/2022