Primi piani

Piermario Vescovo
Discipline dello spettacolo

Ci parli di lei: da dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Piermario Vescovo, vengo da Venezia (dove mi sono laureato e dottorato in italianistica), mi sono sempre interessato, nello studio e nella pratica, di teatro (cominciando insieme a frequentare la facoltà di lettere e il teatro a l’Avogaria, nell’ultimo anno di vita di Giovanni Poli, separati solo da “un ponte e una calle” come si dice a Venezia).

Qual è stato il suo percorso accademico?
Mi sono laureato in letteratura italiana (su argomento teatrale) con Giorgio Padoan, e ho trovato altri punti di riferimento a Ca’ Foscari e fuori Ca’ Foscari (in particolare Vittore Branca). Ricordo l’università di allora – non blindata da percorsi troppo precostituiti e aperta – con molta nostalgia.

Le soddisfazioni professionali più grandi?
Nel campo degli studi il lavoro ormai di vari decenni su Goldoni, Gozzi, Nievo (con tre edizioni nazionali ancora in corso presso Marsilio editori e qui il lungo lavoro insieme a un appassionato studioso e imprenditore come Cesare De Michelis), il lungo lavoro sulla teoria teatrale e l’attenzione in Italia e fuori Italia). Per le attività teatrali il lavoro alla Biennale di Venezia, al Napoliteatrofestival (con due spettacoli), e ora la direzione artistica del Teatro Stabile di Verona.

Qual è l'aspetto che più l'appassiona del suo ambito di ricerca?
La trasmissione ai giovani e la formazione di studiosi (premiata dalla ricaduta editoriale, purtroppo con molti abbandoni per le condizioni estremamente difficili di trovare uno spazio nell’università)

Ha sempre pensato che questa fosse la sua strada?
Più o meno sì, anche se praticando la “partita doppia” indicata.

Cosa significa, per lei, insegnare e fare ricerca?
Seguire una passione e un interesse.

Cosa dice ai giovani che si avvicinano alla ricerca oggi?
Poco, perché se “sono portati” sanno normalmente guardarsi intorno. Direi di specializzarsi però di non rinchuidersi in ambiti separati da un quadro complessivo di conoscenza e interessi. Poi, come diceva San Gregorio di Nissa, “solo lo stupore conosce”. La curiosità è l’elemento essenziale.

Last update: 16/05/2022