Primi piani

Caterina Tarlazzi
Storia della filosofia medievale

Ci parli di lei: da dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di ricerca.
Sono Caterina Tarlazzi; sono nata e cresciuta in Romagna, e a Ca’ Foscari insegno attualmente Storia della filosofia medievale (per gli studenti della laurea triennale) e Storia della logica e semantica medievali (per la laurea magistrale). Mi occupo di storia della filosofia medievale. In particolare studio la logica, la metafisica, la semantica da Boezio alla fine del dodicesimo secolo, e i manoscritti che trasmettono le opere logiche di questo periodo. Soprattutto sono una studiosa di Pietro Abelardo e dei suoi contemporanei (Eloisa, Alberico, Guglielmo, Gualtiero…); delle scuole da cui è poi emersa l’università. 

Qual è stato il suo percorso accademico?
Per gran parte della mia educazione ho studiato a rotazione in tre posti: Padova, Parigi e Cambridge. Tra l’Erasmus, la cotutela di dottorato e il postdoc, sono riuscita a fare due volte la rotazione… Li ho amati tutti molto, soprattutto Cambridge, il cui stile un po’ “monastico” mi si addiceva molto. Mi piaceva un posto in cui il vicino alla high table ti chiede: “How are you? … How is thought?” Prima di venire a Ca’ Foscari, lavoravo come ricercatrice postdoc all’Università di Ginevra, una sede che, per i suoi interessi, riassumeva tanti aspetti di questo percorso trilingue.

Qual è stata la soddisfazione professionale più grande?
Devo dire che ho avuto tantissime soddisfazioni dal mio lavoro… Comunque, sarò banale, ma ancora al momento la soddisfazione più grande resta il giorno in cui ho saputo di aver ottenuto la borsa “Rita Levi Montalcini” cui devo attualmente la mia posizione a Ca’ Foscari. È un programma del MIUR che offre un posto potenzialmente permanente a giovani ricercatori impegnati all’estero. Per fortuna, il bando esce ogni anno e dunque si può sognare di ottenerlo e cercare di prepararsi per fare una buona domanda, per quanto possibile. Ricordo benissimo il pomeriggio in cui ho trovato la mail con oggetto “Risultati della domanda RLM”… E che gioia leggere che iniziava con “Siamo lieti”…! Queste domande danno sempre un tuffo al cuore. 

Perché studia proprio questi temi? Che cosa direbbe a uno studente per interessarlo al suo argomento di ricerca?
Sa, questa stessa domanda mi è stata posta il giorno dell’orale per il ruolo di Research Associate al St John’s College. Ho risposto che mi piace studiare queste cose “because it’s difficult”… e dalla reazione tra i professori che mi interrogavano ho sempre pensato di aver avuto il posto per questa risposta! Per me studiare la logica e i manoscritti dell’epoca di Abelardo è come sciogliere un enigma; mi affascinano le numerose competenze richieste (non solo il latino, ma la paleografia per leggere il manoscritto, la conoscenza delle fonti per capire di cosa si parla, l’inglese per scrivere sul tema) e l’astrusità del contenuto. Eppure, pian piano si riesce a capire anche qualcosa a prima vista incomprensibile… è questo che trovo affascinante. 

Il sogno per la sua ricerca futura?
Vedere in un manoscritto la perduta Grammatica di Abelardo… e accorgermi che l’ho trovata!

Last update: 16/05/2022