Primi piani

Inès Giunta
Pedagogia generale e sociale

Ci parli di lei: da dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Mi chiamo Inès Giunta e vengo da una terra, la Sicilia, in riferimento alla quale è impossibile parlare disemplice provenienza: la Sicilia ti entra dentro con tutte le sue meravigliose contraddizioni e quando,infine, ti accorgi di averla scelta, non per diritto di nascita, ma per sentimento di appartenenza, ti rendiconto che è lei a possedere te. Sei, inevitabilmente, isola e continente, lava e mare, orizzonte e confine.Credo abbia avuto inizio così il mio interesse per la complessità. Analizzata prima, durante una breve maintensa esperienza come giornalista in prima linea nella lotta contro la mafia, come categoria interpretativadi una realtà che sapeva produrre modi poetici di vivere drammaticamente interrotti da episodi cruenti edelittuosi. E indagata poi, una volta compreso il ruolo fondamentale della formazione come antidoto adogni deriva (umana, ancor prima che politica e sociale), come dimensione costitutiva sia della Pedagogiain quanto scienza, che come cifra distintiva del suo oggetto.

Qual è stato il suo percorso accademico?
Se vista da una prospettiva accademica, la mia è una storia al rovescio. O, forse, invece, è solamente unastoria che ha seguito logiche proprie. Una volta laureata, mi è stata offerta una collaborazione in qualitàdi assistente all’Università di Palermo, ma nel frattempo mio marito era stato trasferito a Catania e horinunciato di buon grado per dare priorità alla famiglia. Ho ripreso quando ho pensato che i tempi fosseromaturi per dedicarmi a quella che sentivo come un’urgenza: così il Dottorato in Fondamenti e metodi deiprocessi formativi, la lunga collaborazione con la cattedra di Pedagogia, i contratti di insegnamento e lepubblicazioni. Poi un grave problema di salute e una nuova pausa lunga un anno, proprio mentre uscivail (così a lungo atteso) concorso per ricercatore nel mio settore. Difficile ricollocarsi. E ugualmentedifficile rinunciare a farlo. E quando stavo per arrendermi, il concorso come Rtd a a Ca’ Foscari, sedeprestigiosa e riferimento importante durante gli anni della mia formazione, alla quale mi lega un profondosentimento di rispetto e di gratitudine. Un atto di coraggio. Un atto di amore.

Quali sono i suoi punti di riferimento professionali?
I miei punti di riferimento sono stati sicuramente Umberto Margiotta e Massimiliano Costa, ai quali sideve un’idea di formazione che va oltre l’enfasi sugli apprendimenti e si impone, invece, come una praticaintersoggettiva di co-generazione di valore che concerne l’essere e il divenire dell’uomo in maniera piùprofonda e radicale di qualsiasi altro campo d’azione di cui si faccia esperienza. Un’idea nella quale vedoil preludio ad una (necessaria) fioritura dell’umano.

Qual è l'aspetto che più l'appassiona del suo ambito di ricerca?
L’idea (e forse la speranza) che un modo di pensare capace di interconnettere e di solidarizzare leconoscenze possa prolungarsi in un’etica di interconnessione e di solidarietà tra umani.

Last update: 16/05/2022