Primi piani

Claudia Antonetti
Storia greca

Ci parli di lei: da dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di Ricerca.
Sono Claudia Antonetti e insegno dal 1993 a Ca’ Foscari storia greca ed epigrafia greca. Laureatami a Padova, sono approdata all’Università veneziana avendo conseguito due diplomi di Dottorato, uno in Francia (a Lione) e uno a Bologna e a seguito di un percorso di ricerca svoltosi quasi interamente all’estero, in Grecia, Francia e Germania. Tra i miei interessi principali di ricerca figurano l’epigrafia greca quale fonte privilegiata per lo studio dei contesti socio-culturali, la storia religiosa e coloniale di Corinto e Megara, i paesaggi storico-culturali e cultuali della Sicilia occidentale con focus su Selinunte e l’indagine sulla grecità periferica, in particolare sui popoli della Grecia centrale e nord-occidentale.

Qual è l'aspetto che più l'appassiona del suo ambito di ricerca?
L’aspetto che più mi ha appassionato, e ancora mi appassiona, della mia esperienza di ricerca è la possibilità di coniugare lo studio in biblioteca con la conoscenza di terre e paesaggi diversi, l’incontro con altri popoli e civiltà. Cercare di leggere la storia percorrendo itinerari frequentati nell’Antichità e conosciuti dalle fonti è emozionante, oltre che estremamente utile all’elaborazione di un pensiero critico fortemente radicato nella geografia, nell’economia e nelle dinamiche intrinseche di un territorio, senza per questo sconfinare nel determinismo geografico. Le esplorazioni giovanili all’interno della Grecia centrale sulle orme degli storici antichi e dei pionieri ottocenteschi della topografia storica o dell’archeologia locale mi hanno lasciato un bagaglio di ricordi e un’inesauribile energia cui continuamente attingo per nuove prospettive di studio ma anche per ritrovare impulso, determinazione e spirito di libertà in relazione alle vicende quotidiane della vita. A formare questo patrimonio di esperienze positive non sono stati solo i paesaggi storici e culturali, ma anche e soprattutto gli incontri con le persone, donne e uomini numerosi che in mille occasioni mi hanno aiutata nel percorso di studio favorendolo come potevano: ospitandomi, guidandomi, istruendomi, offrendomi la propria amicizia. Fra questi forse i più generosi sono stati proprio gli abitanti di alcuni paesi sperduti fra le montagne dell’Acarnania o dell’Euritania, o i vicini di casa a Taormina: non finirò mai di ringraziarli.

Quali sono state le soddisfazioni professionali più grandi?

Le soddisfazioni professionali non sono mancate: quella di aver ideato e coordinato il Master internazionale (CDA Socrates) ‘The Archaeology and Dynamics of Writing’, finanziato dalla Comunità Europea per un triennio, e che vedeva consorziate, oltre a Venezia, altre sette Università e tredici Istituzioni europee; o quella di diventare membro del Consiglio Scientifico della Maison de l’Orient et de la Méditerranée di Lione, una delle più importanti strutture di ricerca francesi nel campo delle scienze umane e dell'archeologia nella quale mi sono formata da giovane sotto la guida del prof. Jean Pouilloux. Altra distinzione significativa è stato il premio alla ricerca dell’Università Ca’ Foscari Venezia per il 2017, ottenuto insieme alla collega Stefania De Vido. Ma non meno importante e commovente è stato per me scoprire il ricordo che la famiglia di un custode alle antichità conservava del mio sopralluogo di circa quarant’anni fa a Calidone, in Grecia, in una vecchia fotografia che fa ormai parte di una storia familiare.

Cosa dice ai giovani che si avvicinano alla ricerca oggi?
Ai giovani dico di osare e di credere in quello che fanno, di seguire senza esitazioni le proprie inclinazioni, di vivere la ricerca con passione. Le soddisfazioni che si ricavano sono sicuramente superiori ai dispiaceri o alle difficoltà che si incontrano: un ricercatore vero, una ricercatrice vera è sicuramente una persona interessante, ha un suo posto nel mondo che è abituato a osservare vedendoci cose che ad altri non appaiono, sfuggono o disturbano. Il suo sguardo tangente è oggi più che mai necessario a una società frustrata e malamente globalizzata.

Last update: 22/06/2022