Primi piani

Giorgio Politi
Storia moderna

Ci parli di lei: da dove proviene, cosa insegna a Ca’ Foscari, quali sono i suoi interessi e i suoi ambiti di ricerca.
Mi sono mosso nell’ambito della storia sociale e istituzionale, dedicandomi soprattutto alla conflittualità in epoca bassomedievale e moderna, intesa come carattere originale della storia europea e dinamica che ha condotto, da ultimo, a una specifica forma d’organizzazione del consenso, l’attuale democrazia politica. Sono così nati i miei studi sulla cosiddetta decadenza italiana del secolo XVII, focalizzati poi sulla vicenda “esemplare” della seconda città dello Stato di Milano, Cremona, della cui Storia ho anche diretto il volume dedicato all’età “spagnola”. Contestualmente, ho studiato le condizioni dei ceti subalterni, ricostruendo gli archivi dei luoghi pii cremonesi dal Tre al Settecento e organizzando un convegno internazionale su carità e disciplinamento sociale nell’Italia moderna. Ho dedicato lunghi studi alla cosiddetta guerra contadina tedesca del 1525, dimostrando come uno dei testi più celebri d’essa, attribuito al capo “contadino” tirolese Michael Gaismair, sia un falso a generazione spontanea. Successivamente ho intrapreso una ristrutturazione epistemologica della storiografia, basata su un dialogo metadisciplinare con le moderne scienze e soprattutto con quelle della vita (neuroscienze cognitive, genetica, etologia, psicologia evoluzionistica ecc.) Mi occupo di microinformatica applicata al testo fin dalle origini e ho rappresentato a lungo la Facoltà di lettere presso il Centro di calcolo cafoscarino.

Qual è stato il suo percorso accademico?
Dopo la laurea a Milano Statale e cinque anni come assistente di Storia dell’arte all’Accademia di Brera, sono arrivato a Venezia nel 1980 come professore incaricato-ricercatore e poi professore associato di Storia degli antichi stati italiani, in occasione della nascita del Corso di laurea in storia. Dal 2000 ho tenuto poi come ordinario la cattedra di Storia moderna fino al mio collocamento a riposo per raggiunti limiti di età nel 2017. Da allora faccio parte della direzione d’una nota casa editrice, per cui ho creato diverse collane — em-Sudi di storia europea protomoderna, Lo scudo d’Achille-Studi per l’uomo a dimensione storica, La porta dei demoni, Così parlò la volpe, Maelström-Studi di storia delle religioni e dell’occulto.

Le soddisfazioni professionali più grandi?
Senza alcuna ombra di dubbio, e d’incommensurabile livello al di sopra di tutte le altre (che pure non sono mancate), il mio rapporto con gli studenti, ciò che fa di questo il mestiere più bello del mondo e l’unico vero elisir di lunga vita. Negli ultimi vent’anni della mia carriera, poi, l’assistere e il contribuire a quel lungo, silenzioso, inarrestabile sisma della nostra società ch’è stata la crescita culturale e morale delle ragazze, le quali stanno compiendo senza troppo baccano ciò che le femministe si erano limitate a proclamare.

Last update: 29/11/2022