L'amore del cuore  
Teatro Ca' Foscari 2022, Asteroide Amor

Martedì 22 marzo 2022, ore 20.00

Anno di produzione 2021
di Caryl Churchill
traduzione Laura Caretti e Margaret Rose
regia Lisa Ferlazzo Natoli
suoni e spazio scenico Alessandro Ferroni
luci Omar Scala
costumi Camilla Carè
immagini Maddalena Parise
interpreti Tania Garribba, Fortunato Leccese, Alice Palazzi, Francesco Villano, Gaia Ginevra Giorgi
produzione lacasadargilla e Teatro Vascello La Fabbrica dell’Attore

Un singolare testo sull’attesa, una "storia" familiare, punteggiata da fatti e incidenti non esplicitamente legati tra loro, ma percorsi tutti da una stessa preziosa inquietudine, in cui l’ordinaria perversità dell’istituzione familiare è letteralmente ‘gettata in scena’, per spingersi fino a un vero e proprio sabotaggio – della parola, del linguaggio, del teatro stesso e del sistema di segni attraverso la cui mediazione diamo senso al mondo.

Un padre e una madre aspettano il ritorno di una figlia – «l’amore del cuore», appunto – da un luogo lontano: il tema dell’attesa, squisitamente teatrale, è la molla che mette a nudo la complessità morbosa e nevrotica delle relazioni tra i personaggi, tra antichi rapporti adulterini e presunti delitti. 

Lisa Ferlazzo Natoli, Premio Ubu 2019 con "When the Rain Stops Falling" dell’australiano Andrew Bovell, continua la sua incursione nel teatro anglofono, proponendo questa volta uno spazio intimo, l’interno di una casa, nel quale il gioco scenico viene continuamente interrotto da un narratore, per ripartire con minime, significative variazioni, mentre il tempo perde la sua dimensione lineare. 

La scrittura di Caryl Churchill – come un vaso di Pandora – è cosparsa di affascinanti trabocchetti drammaturgici, di invenzioni e sperimentazioni sul filo della lingua e dell’azione, sotto cui sono disseminati i temi, la messa in scena della realtà, la frattura tra questo rappresentare e il rappresentarsi – come società o come esseri umani – rincorrendo quella cosa chiamata "verità".

Per saperne di più

Il teatro di Caryl Churchill è costitutivamente politico: nel corso di più di cinquant’anni di carriera (il suo primo dramma viene messo in scena nel 1969), l’autrice ha ripetutamente affrontato temi come l’alienazione tra genitori e figli e le possibilità e fallimenti delle rivoluzioni secondo un coerente approccio femminista e anticapitalista. Per Churchill questi due aspetti devono andare di pari passo: non a caso, nel suo famoso dramma "Top Girls" (1982), critica il femminismo individualista che celebra le ‘donne in carriera’ senza tener conto di una dimensione sociale, collettiva e di classe. Si tratta infine di un teatro che trae ispirazione dalla teoria politica e dalla filosofia – Churchill, per esempio, è attenta lettrice de "I dannati della terra" di Frantz Fanon.

Nei suoi testi, tuttavia, non si distingue la prassi politica dalla sperimentazione formale. O, per meglio dire, la drammaturga porta avanti il suo programma politico attraverso la costante innovazione del linguaggio teatrale. Molte sono perciò le tecniche che utilizza. I suoi drammi sono spesso non lineari, sottoponendo lo spettatore a stranianti sbalzi temporali. I personaggi, d’altro canto, compaiono sulla scena in una cacofonia di voci, ma risultano facilmente riconoscibili nella loro appartenenza di classe, di genere o per il periodo storico in cui si muovono, un effetto che Churchill ottiene con una sapiente caratterizzazione linguistica. Il suo teatro registra così i traumi psichici e sociali della nostra epoca. Infine, questi drammi, che spesso adottano una dimensione onirica, sono popolati da creature non umane come angeli, goblin, vampiri e fantasmi: figure gotiche che aprono finestre sul passato per dare voce (e corpo) alle inquietudini del presente.

Caryl Churchill è autrice militante e femminista, e del potere performativo delle parole fa un manifesto poetico. Radicale è il suo approccio alla scrittura, dei suoi testi scritti sempre a contatto stretto con la scena, in un corpo a corpo che diventa sperimentazione e invenzione sulla lingua. Se il femminismo ci ha insegnato quanto profondamente il personale sia politico, Churchill ribalta e raddoppia, e il politico pervade e informa ogni tipo di relazione. Ogni relazione è un rapporto di forza, di potere, di dominazione. Ne "L’amore del cuore" la casa, la cucina, il tavolo di cucina diventano il tavolo anatomico di (forse) un assassinio – nella violenza relazionale della famiglia, spesso non è chiaro chi è morta o morto. Ma la casa non è mai un luogo sicuro, qualcun_ è sempre fatt_ fuori. Il domestico è un luogo selvatico, pericoloso.

La scrittura di scena di Natoli e di tutta casadargilla è raffinatissima, ridotta all’osso – l’osso è qui, appunto, il linguaggio, il più immateriale delle produzioni dell’intelletto comune, la più invisibile, fondante eppure mutevole delle istituzioni umane. La parola diventa corporea, la frase coreografia – una danza d’inciampi, di frasi idiomatiche, di tic linguistici, di intercalare e interruzione, di rimozioni, di balbettii, tutt_ trascinat_ dentro una partitura che non riescono del tutto a controllare. 

Ogni volta daccapo, nella ripetizione, eppure nel mentre tutto muta – negli stessi gesti, negli stessi inciampi le attrici e gli attori cambiano di stato, di occhi, di posizione e si spostano nel tempo, che è in effetti fermo, continuamente interrotto, e attraversano affetti che non determinano, che non decidono. In continua trasformazione, nella ripetizione, tentando di riscrivere il copione, da dentro. Tutto si gioca nelle voci, tra le voci, nei toni minuziosi e negli improvvisi scoppi di rabbia, di dolore, di cattiveria, mentre gli spettri assediano – infestando non solo le case, si sa, ma anche il linguaggio, dalle fondamenta.

lacasadargilla

Attiva dal 2005, lacasadargilla riunisce intorno a Lisa Ferlazzo Natoli – autrice e regista –, Alessandro Ferroni, regista e disegnatore del suono, ad Alice Palazzi – attrice e coordinatrice dei progetti – e a Maddalena Parise – ricercatrice e artista visiva –, un gruppo mobile di attori, musicisti, drammaturghi, artisti visivi, disegnatori delle luci e del suono, cineasti. Ensemble allargato che lavora assieme su spettacoli, installazioni, progetti speciali, concerti, rassegne e attività di formazione.

Le produzioni teatrali della compagnia implicano un approccio fondamentalmente architettonico e ritmico fortemente legato al corpo e una struttura spazio-temporale vicina al linguaggio cinematografico. Le diverse scritture dell’ensemble si disegnano secondo un principio musicale, tematico e associativo per accompagnare lo spettatore nell’elaborazione di un testo come movimento immaginifico e riflessivo. Anche i lavori eminentemente visuali hanno una matrice narrativa; sia che si tratti del loro innesto ‘plastico’ in uno spettacolo, sia che si declinino in installazioni fatte di più elementi espressivi. Con "When the Rain Stops Falling" di Andrew Bovell (2019) Lisa Ferlazzo Natoli ha vinto i premi Ubu e dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro come miglior regia.

Caryl Churchill

Caryl Churchill è tra le maggiori drammaturghe anglosassoni viventi ed è stata insignita di numerosi premi. Politicamente impegnata a difese delle minoranze, in prima linea nelle battaglie per i diritti civili e la parità sessuale, esordisce all'inizio degli anni Sessanta come autrice di radiodrammi. Tra i suoi testi di maggior successo "Girls" (1982), "Serious Money" (1987), "The Skriker" (1994), "Blue Heart" (1997), "Far Away" (2000), "A Number" (2002), "Seven Jewish Children – A Play for Gaza" (2009), "Here We Go" (2015), "Escaped Alone" (2016).

Last update: 24/11/2022