Le Storie

Storie di recruiting

L'esperienza di chi ha trovato lavoro tramite Career Day e Finance Day.

Gli ultimi testimonial

Alessandro Bacci (International Master in Economics and Finance)

Come è avvenuto il primo contatto con SACE?

Il primo contatto con SACE è avvenuto il giorno del Finance Day alla facoltà di Economia di Ca’ Foscari, giovedì 14 aprile 2016. Conoscevo SACE grazie ad alcuni articoli di giornale letti qua e là sporadicamente, in realtà non conoscevo veramente il loro ruolo istituzionale. Il colloquio è durato una decina di minuti, cercavano un profilo commerciale a Lucca (la mia provincia di residenza!), io mi sono proposto come quantitativo ma incuriosito dall’offerta di stage. Il secondo colloquio è stato con il responsabile dell’ufficio di Lucca subito dopo, martedì 19 aprile. Entro il primo maggio avevo già firmato il progetto formativo a partire dal primo giugno, sono stati fulminei!

Ti è stata utile l'esperienza del Finance Day?

È stata molto utile. Non solo mi ha permesso di relazionarmi con realtà maggiormente conosciute come ad esempio le grandi società di consulenza, ma anche di toccare con mano quelle società che, seppur meno famose, svolgono un ruolo chiave nello sviluppo economico del sistema Italia.

Che consiglio daresti a un ragazzo che vuole partecipare a questo evento di recruiting? Qual è il segreto per colpire un recruiter?

Consiglierei di documentarsi molto bene sulle società che andrà ad incontrare e capire se realmente possono essere in sintonia con le proprie aspettative, indipendentemente dai preconcetti e dalle opinioni altrui. Non so esattamente cosa possa colpire un recruiter, credo che essere se stessi sia la soluzione migliore.

Di cosa ti occupi e quali sono le mansioni principali legate al tuo ruolo?

Ho avuto l’opportunità di fare formazione per sei mesi in ambito commerciale come stagista, affiancando il mio tutor nell’ambito della consulenza per l’assicurazione del credito all’esportazione, la bondistica e le garanzie finanziarie all’internazionalizzazione e cenni di valutazione del merito di credito delle aziende clienti. Attualmente mi trovo nella divisione di Risk Management dove sto apprendendo l’attività di gestione dei rischi attraverso la definizione di metodologie e strumenti per l’identificazione, la misurazione e il controllo dei rischi attraverso sistemi di VaR e “portfolio scoring”. Questa posizione è particolarmente stimolante poiché mi permette di applicare le metodologie quantitative sviluppate durante gli anni di Università ad un contesto reale, sia in ambito assicurativo che parabancario.

Tommaso Panzavolta (Economia e Gestione delle Aziende)

Tommaso, raccontaci il tuo percorso di studio:

Dopo la laurea triennale in Scienze dell’economia e della gestione aziendale a Ferrara, città dove sono nato e cresciuto, mi sono iscritto al corso di laurea magistrale International Management a Cà Foscari nel settembre 2014. Mi sono sempre interessato infatti ai temi di Management, Strategy, Innovation, Marketing, che, uniti alla possibilità di studiare in lingua  inglese in un contesto internazionale, hanno creato una combinazione che poche altre università del Nord Italia, avrebbero potuto offrirmi.

Contemporaneamente allo studio, ho svolto un internship come Junior Operations Manager presso Ferrara Fiere Congressi srl, società che gestisce, organizza e promuove il parco eventi del quartiere fieristico di Ferrara.

Durante il primo anno di studio sono partito per un periodo di Stage di 3 mesi in China, a Shanghai, nell’ufficio Marketing & Strategy presso Charles Philip Shanghai ltd, azienda internazionale del settore fashion&luxury, specializzata nel footwear. L’anno successivo si è aperto con la mia partecipazione all’Erasmus +. Ho svolto 5 mesi di International Exchange Program presso la Northumbria University of Newcastle, nel Regno Unito. Ho dunque avuto modo di mettermi alla prova con studenti madrelingua ed altri provenienti da diversi paesi europei, migliorando l’apprendimento dell’ inglese, ma soprattutto acquisendo una diversa metodologia di studio, che si è poi rivelata determinante in sede di sviluppo della tesi finale.

Mi sono laureato nel Giugno 2016, con una tesi dal titolo “New Product Development and Marketing Strategies in International Partnerships: the case of Charles Philip Shanghai and the Coca Cola Company”, basata prevalentemente sulla mia esperienza in China  e sulle nozioni apprese durante gli anni di Cà Foscari ed il periodo di studio a Newcastle.

Dall’inizio di quest’anno, al rientro dal Regno Unito, ho iniziato a guardarmi attorno nel mondo del lavoro, per non perdere quel vantaggio competitivo che ero sicuro le esperienze internazionali avrebbero potuto garantirmi. Infatti sono stato selezionato nei 54 studenti europei vincitori della terza edizione dell’ International Intership Programme, concorso che da tre anni viene promosso dalla fondazione UniCredit & Universities, per favorire l’inserimenti di giovani talenti all’interno delle strutture UniCredit in Europa. Sono stato inserito nella divisione Multichannel Banking, nell’ufficio Branch Format and Network Development presso la direzione centrale di UniCredit a Bologna, entrando in contatto con l’ambiente molto sfidante degli istituti bancari, occupandomi principalmente della strategia relativa alla diversificazione ed implementazione dei nuovi formati di agenzia e allo sviluppo di canali evoluti e digitalizzati. Questo fino alla chiamata di Cariparma Crédit Agricole. 

Raccontaci come sei entrato in contatto con Cariparma Crédit Agricole, Ti è stata utile l'esperienza del Finance Day?

Sono entrato in contatto con Cariparma Crèdit Agricole per la prima volta al Finance Day di Aprile 2016. Nonostante i diversi colloqui che avevo sostenuto in precedenza per altre aziende, l’esperienza del Finance Day è stata utile per avere un primo impatto con l’ambiente finanziario e per sviluppare diversi contatti con banche e aziende nel settore della consulenza. Fino ad allora non avevo mai preso troppo in considerazione l’idea di poter avviare una carriera all’interno di un istituto bancario. Probabilmente più per la scarsità di informazioni che possedevo sul sistema, che per il poco interesse. Ma con poche informazioni anche l’interesse fa fatica a decollare, ho dunque bisogno di essere stimolato. Ed è questo secondo me lo scopo fondamentale del Finance Dayaprire la mente. A seguito del Finance Day, e dopo l’immediata registrazione sul sito del Gruppo Cariparma Crèdit Agricole sono passato attraverso diversi step di selezione e ho avuto alla fine una proposta di contratto.

Che consiglio daresti a un ragazzo che vuole partecipare a questo evento di recruiting? Qual è il segreto per colpire un recruiter?

Uno studente non ancora laureato potrebbe non avere ancora maturato un’idea completa di quali siano le possibilità lavorative e le opportunità di carriera che il mercato può offrire. Cosi ho deciso di partecipare a questo evento per conoscere e soprattutto per farmi conoscere. Ho imparato che non si può fare una chiacchierata con un recruiter e pretendere immediatamente di essere contattati o di ricevere una proposta di lavoro. In un mondo digitalizzato così come è quello attuale occorre per prima cosa, e questo vale per le applicazioni in qualsiasi azienda, registrarsi nell’apposita sezione online del sito web aziendale. Eventi come il Finance Day servono per conoscere le aziende, per capire come si stanno muovendo e che possibilità potrebbero esserci per i giovani prossimi alla laurea. Poi una volta indirizzati nella via che sembra poter soddisfare maggiormente l’interesse di ogni studente inizia tutto l’iter procedurale del recruiting.

Personalmente darei questi consigli a chi sta per partecipare al Finance Day:

  1. Studiare velocemente il programma per capire quali aziende saranno presenti
  2. Presentarsi con tanta voglia di mettersi in gioco e qualche buon amico per affrontare le, seppur brevi, code ai desk di recruitment delle aziende.
  3. Cercare di parlare con il numero più ampio di aziende che rispecchiano il proprio interesse, per capire quello che loro vanno cercando per poi capire quale sia il trend generale delle politiche di assunzioni nelle realtà coinvolte all’evento.
  4. Tenere presente che il colloquio in fase di Finance Day inciderà pochissimo sul possibile esito della vostra candidatura per quella determinata azienda, quindi siate disinibiti e siate voi stessi, saranno poi la qualità dei cv che inserirete online e delle vostre eventuali interviste successive a fare la differenza.
  5. Godersi il momento e l’occasione che l’Università mette a disposizione per avere un contatto con il mondo del lavoro.
  6. Non ritenersi fortunati se poi, in seguito, si viene contattati, ce lo siamo meritati!

In Cariparma Crèdit Agricole di cosa ti occupi e quali sono le mansioni principali legate al tuo ruolo?

Opero nella Direzione Marketing Strategico e Sviluppo che principalmente si occupa di  contribuire alla definizione delle strategie di Gruppo, delle Banche e delle Business Line, predisponendo i relativi piani strategici e industriali. In particolare le mie attuali mansioni sono assicurare la coerenza dei progetti di investimento, gestendone i processi di innovazione e trasformazione; seguire lo sviluppo di progetti strategici di innovazione per le Direzioni delle Banche del Gruppo; fornire report sintetici di indicatori per valutare le performance commerciali della rete; predisporre i piani di espansione territoriale; monitorare l’andamento delle filiali di nuova apertura e fornire ai soci di CA in Francia i piani di marketing e commerciali aggiornati. Quello che mi piace di questo lavoro e della posizione che sto ricoprendo è la possibilità di condurre attività dinamiche, ovvero poter spaziare dalle ricerche di mercato, all’analisi dei dati, alla trasmissione di informazioni, all’avere un confronto costruttivo ed un rapporto ravvicinato con tutti gli uffici della banca ed in particolare con il top management. Penso e spero di avere modo di imparare molto, crescendo a livello professionale in uno dei principali istituti bancari d’Italia, parte di uno dei gruppi più influenti nel panorama europeo, che offre quindi l’opportunità di mettersi in gioco anche in un contesto internazionale. Che era quello che andavo cercando.

Come si svolge la tua giornata tipo?

La giornata è lunga, si lavora molto, anche oltre gli orari predefiniti (gli straordinari sono per fortuna ancora riconosciuti…), ma è sempre ricca di attività diverse, dunque al momento, la definirei piacevole e sempre molto sfidante.

Inizio tra le 8.20 e le 8.50 grazie alla flessibilità in entrata di cui godono i dipendenti del Gruppo Cariparma Crédit Agricole. Poi non c’è un ordine quotidiano stabilito degli impegni in programma.

Cerco di schedulare eventuali riunioni con pause di almeno 30 minuti  in modo da avere il tempo per rileggere e preparare le ultime novità e cercare di arrivare nel più breve tempo possibile alla piena comprensione del tema o del progetto che si sta affrontando.

Una strategia che sto utilizzando in questi primi tempi è quella di tenere sempre monitorata la bacheca appuntamenti/riunioni del direttore dell’area, visto che è già successo diverse volte che mi chiedesse di partecipare anche solo all’ultimo minuto per farmi entrare subito nel vivo dei progetti. Un modo per anticipare quello che potrebbe essermi richiesto ed anche per velocizzare l’apprendimento.

In un momento di grande fermento e innovazione per il Gruppo Cariparma Crédit Agricole, non è molto il tempo dedicato all’inserimento graduale delle nuove risorse, quindi occorre essere “smart” e farsi trovare sempre pronti.

Per il resto poi è stato importante trovare casa vicino all’ufficio in modo da poterci arrivare in 15 minuti a piedi, nota di una certa rilevanza per prendere subito confidenza con l’ambiente senza essere costretto ad attraversare la città.

Concludendo, allo stato attuale delle cose, mi ritengo contento di essere entrato dalla porta principale in un Gruppo di rilievo internazionale come Crédit Agricole, che come pochi altri in Italia, offre la possibilità, professionale ed economica, ad un giovane ambizioso di potersi mettere in gioco trasferendosi in un'altra città.

Antonio Pezzato (Amministrazione Finanza e Controllo)

Pezzato

Raccontaci come sei entrato in contatto con Veneto Banca.

Sono entrato in contatto con Veneto Banca attraverso il Finace Day organizzato dal settore Placement lo scorso Aprile. Il giorno dell’evento, mi sono presentato presso lo stand di Veneto Banca e ho consegnato il mio CV. Dopo una breve introduzione, ho subito messo in evidenza l’interesse verso la posizione che l’azienda offriva e dopo pochi mesi sono stato contatto per andare ad effettuare le prime selezioni aziendali. 

Ti è stata utile l’esperienza del Finance day?

È stata assolutamente un’esperienza positiva. Ho partecipato a gran parte degli eventi promossi dal settore Placement, quali il Finance Day e il Carrer Day, eventi che riuniscono varie aziende in cerca di giovani motivati. È un'opportunità fantastica in quanto permette ai ragazzi di incontrare, conoscere e confrontarsi con varie realtà aziendali. Attraverso questo evento sono riuscito ad avere colloqui con molte delle aziende più interessanti del settore finanziario. Il Finance Day mi ha aiutato a comprendere quali potrebbero essere le qualità e capacità che devono essere messe in evidenza all’interno di un colloquio. 

Che consiglio daresti a un ragazzo che vuole partecipare a questo evento di recruiting? Qual è il segreto per colpire un recruiter?

Il primo consiglio che mi sento di dare è quello di riuscire a creare un curriculum che metta in evidenza le esperienza fino a quel momento effettuate e le proprie capacità, in modo da rendere il proprio profilo più interessante e avere un punto di partenza importante sul quale basare il colloquio. Altro aspetto che secondo me non deve essere assolutamente trascurato da un ragazzo che vuole partecipare al Finance Day, è l’analisi della azienda e delle opportunità lavorative che questa offre. Risulta fondamentale, arrivare al colloquio con la consapevolezza delle principali attività e del settore di appartenenza dell’azienda, nonché delle posizioni di cui l’impresa è alla ricerca, dato che anche questi possono essere aspetti che un recruiter può analizzare e valutare positivamente se conosciuti.

In Veneto Banca di cosa ti occupi e quali sono le mansioni principali legate al tuo ruolo?

All’interno di Veneto Banca il ruolo che copro è quello di addetto operativo. Le mie principali mansioni sono quindi: transazioni dirette per prelevamento e versamento contanti nonché cambio valute; predisposizione di bonifici, assegni circolari e rilascio carnet assegni; assistenza alla cliente nella verifica di saldi e movimenti di conto corrente; pagamento Mav, Rav, ricevute bancarie, cambiali, assegni; rilascio alla clientela della documentazione necessarie per le diverse esigenze amministrative; controllo della conformità dei movimenti bancari in relazione alle disposizioni di legge; iniziale consulenza su alcuni dei prodotti offerti dall’istituto.

Come si svolge la tua giornata tipo?

La mia giornata tipo inizia relativamente presto al mattino, dato che per le 8 circa sono in filiale, con il caricamento della cassa e una prima lettura delle mail arrivate, per capire se esistono delle disposizioni urgenti che devono essere svolte. Una volta aperta la filiale al pubblico, inizio ad occuparmi delle esigenze della clientela che si presenta allo sportello e di tutte le altre operazioni

Silvia Losena Suka, Elena Trovò, Martina Sgiarovello (Management)

Unilever

Martina, Silvia ed Elena sono tre studentesse di Management. Sono state selezionate per il round nazionale di Unilever Future Leaders League, una competizione globale che ha la finalità di avvicinare gli studenti universitari ad interessanti argomenti di business quali: global brands & innovation, sustainability, global challenges  e leadership.

Questa la loro esperienza:

Come siete venute a conoscenza di "Unilever Future Leaders League"?

Grazie ad una e-mail inviataci dall'ufficio Placement

Vi conoscevate già? Come avete deciso di partecipare?

Ci siamo incontrate al corso sConfini, progetto d’eccellenza dell’Ateneo. I docenti ci hanno sempre valutato per ciò che eravamo in grado di dire, e non per ciò che eravamo in grado di ripetere. Questo dice molto della nostra mentalità.

Abbiamo deciso di partecipare al progetto di Unilever per due ragioni. La prima è da ricondurre all'importanza dell'opportunità che ci era offerta: siamo tutte e tre convinte che il vero processo d’interiorizzazione e apprendimento avviene attraverso un contributo attivo, il lavoro concreto, e non attraverso lo studio passivo. Questo riconduce alla seconda ragione: noi studenti dovremmo cogliere qualsiasi opportunità di metterci in gioco e in qualche modo sfidare noi stessi.

Qual è stato il momento più significativo della Local Round Competition che si è tenuta a Roma lo scorso 16 dicembre?

Abbiamo vissuto un'esperienza magnifica e ascoltato persone veramente qualificate, che ci hanno dato consigli preziosissimi per la nostra vita e per la nostra carriera. Il discorso conclusivo di Constantina Tribou (VP HR Unilever Italia, Grecia, Portogallo) non lo dimenticheremo: “Siete stati scelti tra i migliori; a persone come voi appartiene il mondo aziendale del futuro. Magari non a tutti voi, e certamente non soltanto a voi. Però la classe del futuro somiglia a quello che siete voi oggi, quindi vi lascio questo messaggio: mettete dell’etica in quello che fate. Mostrate rispetto. Chiedetevi qual è la frase che rispecchia il vostro lavoro, siate fedeli e cercate un’azienda che creda in quello che credete voi. Sappiate che avete una gran responsabilità nelle vostre mani.” Sono parole preziosissime per la nostra vita e per la nostra carriera.

Come è andata la presentazione del vostro progetto?

È stata un'occasione per misurarci con noi stesse. Affrontare un public speaking in inglese è stato altamente formativo poiché ci ha dato piena consapevolezza dei nostri punti di forza e dei nostri limiti. Non capita spesso di avere l’opportunità di parlare, confrontarsi ed essere misurate da figure come quelle che in giuria rappresentavano il top management di Unilever Italia. Considerato che nel frattempo eravamo sommerse da altre scadenze, possiamo ritenerlo un grandissimo risultato.

Vi aspettavate di vincere?

Vincere o non vincere non è mai stato il nostro obiettivo. Il nostro scopo era imparare qualcosa di nuovo. Il progetto che abbiamo inviato a Unilever, e per il quale siamo state scelte, l’abbiamo elaborato un venerdì in pausa pranzo: quel venerdì in pausa pranzo avremmo potuto chiacchierare di un’infinità di altre cose, però è successo che si è parlato di deodoranti. Vedendo che la cosa ci stava venendo bene, abbiamo deciso di prendere qualche appunto sulle nostre riflessioni, poi una di noi ha impaginato, abbiamo inviato, e dopo due settimane ci è arrivato l’annuncio che facevamo parte di quegli 8 gruppi su 175 selezionati per andare alle finali nazionali. È importante partecipare. A volte capita di imparare, arricchirsi, senza accorgersene. In ogni momento.

D’altra parte i gruppi in competizione con noi erano molto preparati e competenti. Avavamo subito individuato il gruppo che avrebbe vinto. Al round europeo parteciperà un gruppo incredibilmente capace. Conosciamo i membri, sono tre ragazzi fortissimi.

Ma noi comunque in fondo ci siamo divertite, ci siamo messe alla prova, ci siamo anche sentite porgere dei complimenti da professionisti che per noi rappresentano dei modelli. Questo testimonia proprio come l’importante sia il tragitto, non il risultato. Quello che abbiamo imparato ci arricchirà per sempre e lo potremo applicare davvero nella nostra vita professionale futura. Come ci ha detto il dott. Angelo Trocchia (Presidente di Unilever Italia) la sfida è imparare ad essere resilienti. Gli errori sono la più alta fonte di apprendimento e vincente è colui che dopo essersi piegato non si spezza, bensì assume una forma diversa da quella iniziale, una forma migliore. Il grado di flessibilità è commisurato a quanto siamo inclini al cambiamento e alla nostra crescita interiore.

Quali sono ora le vostre aspettative per il futuro?

Ora siamo impegnate con le scadenze tipiche degli studenti: gli ultimi esami, poi la tesi e lo stage.

Abbiamo messo nel bagaglio l'esperienza di Unilever e questo ci consentirà di arrivare più preparati alla prossima opportunità.

Noi siamo persone “affamate”, per cui di certo non ci fermeremo qui. Non vediamo l'ora di metterci in gioco ancora, con questa nuova consapevolezza di noi stesse come singoli e come team. Abbiamo capito quanto sia fondamentale combinare le competenze all'interno di un gruppo sfruttando le diversità. La coesione è l'ingrediente fondamentale per stare bene con gli altri e per affrontare queste esperienze col giusto equilibrio e determinazione. “L’importante è partecipare” non è la frase degli sconfitti, ma è la filosofia di un vincere sostenibile. Chi partecipa per vincere non impara mai, magari vince, ma di fatto non ha granché da riversare sulle proprie sfide future; al massimo tenterà di replicarsi per sempre, e non c’è niente di peggio dell’autoreferenzialità. Chi partecipa per partecipare invece impara per forza. 

Erika Bessegato (Sviluppo economico e dell'impresa)

Erika Bessegato, laureata in Sviluppo economico e dell'impresa, è entrata in contatto con Capgemini in occasione del Career Day dello scorso anno ed è stata assunta come consulente in ambito contabile.

Raccontaci della tua esperienza al Career Day dello scorso anno. Hai presentato il tuo Cv a Capgemini in quella occasione?

L’anno scorso avevo terminato uno stage di 6 mesi presso l’Ufficio Sofferenze di una Banca, avevo voglia di una nuova esperienza lavorativa che mi portasse a contatto con i clienti e mi permettesse di mettere in pratica quello che avevo studiato.

Mi sono letta il catalogo che il Placement prepara in occasione del Career Day e ho cercato di informarmi sulle aziende presenti e Capgemini mi ha incuriosita, ho cercato on-line e...il loro sito mi ha catturata… Una grande multinazionale dove la persona è al centro dell’attenzione.

Conoscevi già questa azienda?

In tutta sincerità: non conoscevo l’azienda e non avevo idea di dove si trovasse.

Quali sono le mansioni principali legate al tuo ruolo?

Mi dedico alla consulenza in ambito contabile. Sono di supporto ai nuovi clienti che usano il programma ERP chiamato Microsoft Dynamics NAV. Spesso capita che i processi e i flussi aziendali non siano “snelli” perciò ci sediamo con i clienti attorno a un tavolo e si discute dei colli di bottiglia e delle possibili soluzioni. I clienti a volte sbagliano a registrare dei documenti e chiedono perciò delle correzioni.

Come descriveresti il tuo ambiente di lavoro?

Nell’ambiente lavorativo sono continuamente a contatto con clienti, programmatori e capi progetto e quindi una commistione di richieste e conoscenze che è di grande stimolo soprattutto per accrescere le mie conoscenze informatiche.

Come si svolge la tua giornata tipo?

Dipende dal tipo di giornata. Ci sono giornate che passo interamente dal cliente e altre dove posso seguire i clienti dalla sede di Marcon. Nel primo caso si parte di prima mattina, ci si reca dal cliente e si esegue l’attività programmata per esempio un training su un processo, una round table con analisi e proposte di soluzioni. Nel secondo caso, mi reco in sede e rispondo alle mail e alle telefonate dei clienti che chiedono supporto per correzioni. Poi seguo l’attività programmata, per esempio preparare analisi post-incontri dal cliente, creazione dei database per i nuovi clienti, setup delle principali schede oppure training via remoto.

Quali sono le tue aspettative per il futuro lavorativo?

Spero di crescere ancor più professionalmente e allargare le mie conoscenze in diversi campi. Attualmente sto incrementando la mia conoscenza nell’ambito informatico legato alla contabilità. 

Quali consigli daresti a un neolaureato che cerca lavoro?

Solo due: avere tenacia e coraggio. Il lavoro c’è, bisogna avere: una buona preparazione scolastica; un buon cv (qui l’Ufficio Placement può essere di grande aiuto); voglia di lavorare, essere coscienti delle proprie capacità e risorse; una buona dose di umiltà. Inoltre, credo che quando si affronta un colloquio di lavoro sia importante essere se stessi ed esprimersi con la massima sincerità perché giocare a carte scoperte è molto meglio.

Daniela Iseppi (Scienze Chimiche per la Conservazione e il Restauro)

Daniele Accademia

Daniela Iseppi, laureata in Scienze Chimiche per la Conservazione e il Restauro, è entrata in contatto con L’Oréal Italia in occasione del Career Day del 2012 e dopo una brillante esperienza di stage è stata assunta nello staff della Direzione Scientifica e Regolamentare.

Come sei venuta in contatto con L’Oréal?

Il primo contatto con L’Oréal è avvenuto durante il Career Day del 2012. Il responsabile delle risorse umane di L’Oréal faceva parte della tavola rotonda che si svolse durante l’evento. 

Affermò che qualunque fosse il percorso di studi non bisogna limitarsi a pensare unicamente a quei lavori che sulla carta sono direttamente connessi a esso ma occorre considerare anche le attitudini e le capacità intrinseche di ognuno di noi che ci portano ad ampliare il nostro orizzonte lavorativo. Mi hanno così colpito le sue parole che, una volta aperti gli stand, sono subito andata a proporre il mio curriculum.

Di cosa ti occupi oggi e qual è stato il tuo percorso professionale?

Faccio parte della Direzione Scientifica e Regolamentare. Ho iniziato con uno stage della durata di sei mesi. È stata un’esperienza altamente formativa dove ho potuto conoscere la realtà di una multinazionale ed ho messo alla prova le mie abilità. Ho ampliato le mie conoscenze e le mie abilità organizzative e di problem solving. Terminato lo stage sono stata confermata per un apprendistato della durata di due anni che sto svolgendo. Il mio lavoro verte principalmente su due aspetti: uno legato alla valutazione della comunicazione pubblicitaria da un punto di vista scientifico; l’altro connesso con il controllo della conformità a livello regolamentare dei prodotti che vengono immessi sul mercato italiano. Pertanto mi relaziono con le funzioni marketing dei diversi brand e con la direzione logistica.

Come descriveresti il tuo ambiente di lavoro?

Il mio team è composto da sei persone con un’esperienza importante maturata in L’Oréal. Da loro ho imparato e continuo a imparare molto in un clima di rispetto e confronto. Non mancano i momenti in cui si scherza assieme. L’interazione con il marketing fa sì che l’ambiente lavorativo sia dinamico.

Com’è scandita la tua giornata lavorativa?

La prima cosa che faccio è vedere le e-mail e inizio a lavorare sulle diverse richieste. Dato lo scambio con il marketing si organizzano incontri o riunioni per poter trovare assieme soluzioni mirate ed efficaci. Inoltre ci interfacciamo con i nostri referenti internazionali. Ci sono giornate dinamiche, zeppe di impegni e altre più tranquille.

Quali sono le tue aspettative per il futuro lavorativo?

Vorrei finire in modo brillante l’apprendistato e continuare a lavorare per L’Oréal, acquisendo nuove competenze e una maggiore maturità lavorativa. Mi piacerebbe svolgere un’esperienza all’estero. Vedremo cosa mi prospetterà il futuro.

Quali consigli daresti a un laureando/laureato che cerca lavoro?

Direi di non demordere e di “continuare a muovere le acque”. Oggi come oggi non è così facile trovare lavoro in particolare se si è seguito un percorso di studi altamente specializzante come ad esempio il mio. Non bisogna farsi abbattere e non bisogna limitarsi ma occorre ampliare le proprie vedute utilizzando un po’ di creatività. Il mettersi in gioco è fondamentale perché ti permette di fare nuove esperienze e di capire cosa si vuole fare oltre a riservarti delle belle sorprese.

Michele Riboli (Marketing e Comunicazione)

Michele Riboli

Michele Riboli, iscritto al corso di laurea in Marketing e Comunicazione, è entrato in contatto con L’Oréal Italia in occasione del Career Day dello scorso anno e dopo una brillante esperienza di stage è stato assunto con il ruolo di Junior Product Manager.

Come sei riuscito a entrare in contatto con L'Oréal Italia? Quali sono stati gli step del processo di selezione?

Sono riuscito ad entrare in contatto con L'Oréal attraverso il Career Day. E' stata per me una grandissima opportunità, ho avuto modo di parlare direttamente con i responsabili delle risorse umane, raccontare il mio percorso universitario, i miei obiettivi futuri e lasciare il curriculum. 

Da lì è nato tutto. Dopo qualche giorno sono stato contattato per svolgere un colloquio di gruppo presso la sede L'Oréal a Milano e nei giorni successivi ad altri due colloqui: uno con le risorse umane e uno con i manager. Il primo consisteva in un colloquio di più ampio respiro sulle soft skills e sulle competenze necessarie per essere inseriti nella funzione di riferimento, in questo caso il marketing. Il secondo più approfondito e concreto sugli aspetti quantitativi e qualitativi della specifica categoria.    

Raccontaci di cosa ti occupi.

Sono Junior Product Manager nel team Haircare di L'Oréal Paris della divisione Consumer Product Division. Il mio compito è supportare il team nello sviluppo e nella crescita dei brand Elvive e Hair Expertise occupandomi di: 

  • analizzare performance sell-in e sell-out
  • adattare i product concepts internazionali al consumatore italiano
  • sviluppare sulla base di insight locali piani marketing che ottimizzino il lancio dei nuovi prodotti
  • collaborare con la funzione commerciale per sfruttare al meglio la leva promozionale
  • gestire un budget di quasi 1 Mio € per attività di marketing operativo
  • gestire i rapporti con l'Head Quarter internazionale

Come descriveresti il tuo ambiente di lavoro?

In L'Oréal l'ambiente lavorativo è coinvolgente, dinamico e stimolante. In poco tempo mi sono accorto di essere entrato a far parte di una grande famiglia che ti richiede tanto ma ti restituisce altrettanto. E' un ambiente in cui ti viene chiesto di fare qualcosa quando non ti senti ancora al 100% pronto a farlo, stimolandoti a credere in te stesso e nelle tue capacità per raggiungere più in fretta che altrove l'eccellenza e la maturità. L'Oréal ti spinge a fare il passo in più, ad essere sempre pronto a cogliere un trend, agguantare un'opportunità o risolvere un problema in maniera proattiva e dinamica.

Come è scandita la tua giornata lavorativa?

In L'Oréal non esiste una giornata tipo. Un giorno puoi essere impegnato a fare analisi e slide in preparazione di una riunione internazionale e un altro puoi trovarti ad uno shooting fotografico con la vincitrice di un concorso. Solitamente comunque la mia giornata lavorativa prevede tre fasi: una dedicata all'operatività, cioè alla gestione e alla realizzazione di materiali POS e attività promozionali; una analitica al fine di supportare il Group Marketing Manager nelle decisioni; ed infine, una strategica dove riflettere sulla marca al fine di trovare nuove idee e/o cogliere nuove opportunità. E' mio compito poi saper gestire di volta in volta le priorità della giornata per rispettare le scadenze e gli obiettivi prefissati.

Quali sono le tue aspettative per il futuro lavorativo?

In questo momento l'obiettivo di breve periodo è certamente quello di rafforzare la mia posizione attuale di Product Manager, acquisendo sempre più competenze, autonomia e consapevolezza. Per il futuro più lontano l'obiettivo è di raggiungere ruoli internazionali che si interfaccino con diversi paesi nel mondo prendendo decisioni per il Gruppo a livello globale o regionale. Questo implica la mia volontà di intraprendere un percorso internazionale nel gruppo, in primis nel nostro centro di Marketing Development a Parigi.    

Quali consigli daresti a un laureando/neolaureato che cerca lavoro?

Avere un'idea precisa di quale strada professionale intraprendere credo sia molto importante per sviluppare una sorta di personal branding che aiuti a posizionarsi sul mercato del lavoro. In secondo luogo, bisogna sfruttare al meglio i progetti e il network dell'università e non solo. Ho avuto modo di partecipare a diversi progetti tra cui Vivi 3 Giorni da Manager e GenerAzioni grazie ai quali ho potuto incontrare molti manager. Inoltre, essendone fiero membro, consiglio a tutti di entrare a far parte di Marketers Club, associazione con cui ho avuto l'opportunità di incontrare di persona manager delle più importanti aziende ma soprattutto di mettermi alla prova.  

Alessio Emireni (Informatica)

Alessio Emireni

Grazie alla presentazione aziendale che Capgemini ha tenuto lo scorso 24 febbraio presso il Campus Scientifico Ca' Foscari, Alessio Emireni ha iniziato un percorso lavorativo presso la sede milanese. Abbiamo deciso di chiedergli come è iniziata questa esperienza.

"La prima impressione che ho avuto il primo giorno di lavoro è stata una incredibile organizzazione dell'azienda. Mi aspettavo di essere "buttato" subito a lavorare, invece la mattina hanno accolto me e altri neoassunti in una sala riunioni. Il personale dell'hr ha illustrato dettagliatamente i ruoli e le persone a cui avremmo dovuto fare riferimento durante il nostro percorso formativo/lavorativo. Altra cosa che ho accolto piacevolmente è il funzionamento perfetto della struttura gerarchica. Terminata la riunione sono stato contattato dal PM che mi ha illustrato dettagliatamente in quale progetto sarei rientrato e quale sarebbe stato il mio ruolo. Arrivato in postazione sono stato accolto amichevolmente da tutto il team che si è messo subito a mia disposizione per illustrare tutte le specifiche del progetto. Oltre che ad essere molto seri e professionali mi hanno fatto sentire subito parte del gruppo. Le mie impressioni sono quindi più che positive e sono sicuro che in un'azienda come Capgemini maturerò e affinerò molto quello che ho già appreso all'Università. Ringrazio il Servizio Placement che mi ha dato l'opportunità di entrare in un'azienda così blasonata." ‪#‎CFPlacement‬ ‪#‎imiglioridavvero‬

Alessandro Baggio (Sviluppo Economico e dell'Impresa)

Alessandro Baggio

Alessandro Baggio, laureando in Sviluppo Economico e dell'Impresa, è entrato in contatto con PwC in occasione del Career Day del 2014 e dopo una brillante esperienza di stage è stato assunto.

Come sei riuscito a entrare in contatto con PwC? Quali sono stati gli step del processo di selezione?

Sono entrato in contatto con PwC attraverso il Career Day del 2014, dove ho potuto consegnare di persona il mio curriculum.

Il processo di selezione è iniziato con una prova scritta di ragioneria e di inglese e con un successivo colloquio con un manager di revisione della società. Successivamente sono stato ricontattato per l'incontro con il partner dell’ufficio e ho superato l'iter di selezione. Ho iniziato con uno stage in primavera 2015 e visto il buon esito ho ricevuto la proposta di assunzione che ho accettato con soddisfazione.

Raccontaci di cosa ti occupi

Il mio lavoro si concentra sostanzialmente su una serie di test da effettuare sulle diverse aree di bilancio del cliente a me assegnate per verificare la correttezza delle voci iscritte in bilancio. Ciò richiede una buona conoscenza delle normative contabili, del diritto societario e della lingua inglese, oltre che la capacità di saper interagire positivamente con i vari referenti delle società clienti.

Come descriveresti il tuo ambiente di lavoro?

L’ambiente di lavoro in PwC è giovane e dinamico. Si lavora solitamente in gruppi coordinati dai manager e dai colleghi con più esperienza. La capacità di saper lavorare e soprattutto di saper stare in gruppo, risolvendo assieme i problemi che si presentano, è determinante per superare le difficoltà e per vivere bene in un contesto nel quale è richiesta massima puntualità nel portare a termine il lavoro.

Una particolarità del mio ambiente di lavoro è indubbiamente la possibilità che esso offre di essere a diretto contatto con il personale delle società clienti e talvolta anche con responsabili amministrativi e CFO, il che permette di ampliare il proprio network di contatti oltre che il proprio bagaglio culturale.

Come è scandita la tua giornata lavorativa?

La mia giornata lavorativa inizia alle ore 9 e si svolge interamente presso le società clienti, ove vengono svolte le attività previste che sono state pianificate preventivamente con il manager del team e completate in base ai compiti previsti secondo il livello di seniority di ognuno di noi. E’ prevista un’ora di pausa pranzo e la giornata termina in genere alle ore 18, ma nel periodo più intenso (indicativamente da gennaio ad aprile) è richiesto un impegno maggiore. Infine, se la società cliente è molto lontana dall'ufficio e/o da dove si abita, è prevista la possibilità di rimanere in trasferta.

Quali sono le tue aspettative per il futuro lavorativo?

Al momento vorrei concentrarmi esclusivamente sull’ampliare le mie conoscenze cercando di svolgere al meglio i lavori a me assegnati. La possibilità di avanzare di livello in PwC è molto allettante ma richiede grande preparazione e grande disponibilità, aggiornamenti su tematiche tecniche, una buona preparazione e sicuramente volontà.

Quali consigli daresti a un laureando/laureato che cerca lavoro?

Il mio consiglio è quello di non lasciarsi scappare nessuna opportunità, non solo in chiave lavorativa ma anche in termini di offerte e progetti proposti dall’Università o da altri enti, come scambi culturali, stage, lavori di ricerca ed esperienze similari. I datori di lavoro al giorno d’oggi cercano persone flessibili e dinamiche, pronte a fare dei sacrifici e sicuramente al momento del colloquio valuteranno positivamente una persona che in passato non si è mai tirata indietro davanti alle difficoltà e che si è sempre lanciata nella possibilità di fare nuove esperienze.

Anna Giacomazzi (Amministrazione Finanza e Controllo)

Anna Giacomazzi

In cosa e in che anno ti sei laureata.

Mi sono laureata in Amministrazione Finanza e Controllo a febbraio 2014

Come hai trovato lavoro presso Ernst&Young?

Ho trovato lavoro grazie al Career Day. Ho lasciato il mio cv presso lo stand EY e meno di un mese dopo sono stata contattata dalla società. Alla telefonata sono seguiti due colloqui: il primo è stato un colloquio di carattere conoscitivo con uno dei partner e uno dei manager della società per testare il mio interesse ad intraprendere la carriera da revisore; il secondo si è concretizzato in una serie di test scritti volti a valutare le mie conoscenze su materie come contabilità, diritto commerciale ed il mio livello di inglese.

Cosa ti attrae del tuo lavoro?

Del mio lavoro mi attrae senz’altro la grande dinamicità che offre: lavoro su clienti che operano nei più diversi settori industriali, ogni settimana vengo a contatto con realtà diverse ma anche con persone diverse. Un altro punto di forza di EY è senz’altro quello di puntare sui giovani formandoli e dando loro la possibilità di gestire delle responsabilità, cosa che non potrei dire per tanti altri ambienti di lavoro.


Come descriveresti il tuo ambiente di lavoro?

L’ambiente nel quale lavoro è innanzitutto molto giovane, l’età media è tra i 24 e 30 anni. È un ambiente socievole, infatti si lavora spesso in team, creando così un clima di collaborazione e aiuto reciproco.


Quali sono le tue ambizioni nell'ambito dell'azienda?

Per ora la mia ambizione è quella apprendere più possibile dal mio lavoro e cogliere la grande opportunità che mi sta dando questa azienda di poter crescere come figura professionale.


In che modo la tua formazione universitaria ti ha aiutato nella realizzazione della tua professione?

La formazione universitaria mi ha dato le conoscenze teoriche che ora sto vedendo nella loro applicazione pratica. La mia ambizione sarebbe quella di trasformare, attraverso l’esperienza che acquisirò con il tempo, quella conoscenza in competenza per arrivare ad essere quella figura professionale che spero di diventare.


Che consigli daresti a un neolaureato che si sta affacciando al mondo del lavoro?

Questo è un momento un po’ difficile per dare consigli, ci sono moltissimi neolaureati preparati e capaci ma che non trovano un impiego. Vedo anche però che molti di loro non accettano lavori che vengono offerti perché non soddisfano appieno le loro esigenze, soprattutto retributive. Vorrei dire loro che gli inizi non sono facili per nessuno, però da qualche parte bisogna iniziare; perciò si può vedere alle offerte di stage come il punto di partenza del percorso che li porterà al lavoro dei loro sogni.