Programma 
Dottorato in Italianistica

La scansione ‘istituzionale’ del percorso formativo s’inizia con la scelta di un argomento concordato con il tutor, che dirige il lavoro attraverso incontri periodici con il dottorando. La ricerca confluirà in una tesi di dottorato che sarà sottoposta all’esame finale.
Sono previsti incontri periodici in cui i dottorandi espongono lo stato della loro ricerca, discutendone con i docenti e con i colleghi.

L’attività didattica e didattico-scientifica  avviene in tre forme principali:

  1. Seminari organici strutturati
    Sono due all’anno, il primo di carattere più generale, il secondo ad indirizzo più specialistico.
    Ogni seminario prevede un ciclo di 30 ore di lezione.
    Alla fine delle lezioni, i dottorandi del primo anno (per il seminario generale) e del secondo anno (per il seminario specialistico) dovranno svolgere una relazione scritta su uno dei temi trattati.
  2. Lezioni-conferenze di docenti interni e ospiti
  3. Convegni di studio

Fa parte integrante del percorso di studi la frequenza di corsi presso università e istituzioni straniere, per i quali sono previsti agevolazioni e aiuti di carattere economico, come ad esempio l’elevazione degli importi della borsa di dottorato.

Struttura del programma

Nel corso dei tre anni i dottorandi si formeranno su uno o più dei seguenti argomenti: 

  1. edizione di testi, letterari o documentari, espressi nei volgari romanzi, in latino o in greco, nel periodo medievale, umanistico-rinascimentale, moderno, contemporaneo, mediante l’acquisizione di una piena padronanza delle tecniche ecdotiche;
  2. commento e interpretazione dei testi letterari: uno studio che di norma è collegato all’attività n. 1), con la quale si integra vicendevolmente;
  3. studi di carattere storico-critico-culturale, incentrati su autori, periodi, movimenti, scuole, accademie, e così via;
  4. ricerche di carattere comparatistico, che colleghino la letteratura italiana con le letterature, antiche e moderne, di altri paesi;
  5. studi linguistici, metrici, stilistici, retorici su un testo o su un gruppo di testi;
  6. studi teatrali;
  7. storia della critica e teoria letteraria.

Si insisterà su un approccio problematico ai testi, considerati nel loro farsi.

Si perseguirà l'acquisizione di una progressiva padronanza dei codici linguistici, stilistici e della tradizione degli istituti formali, allo scopo di affinare le tecniche di commento, cioè la capacità di corredarlo di rinvii intertestuali e intratestuali (con attenzione a tratti stilistici e a nuclei tematici) e di segnalarne le fonti, particolarmente rilevanti data la sostanziale continuità tra le letterature (e lingue) classiche e la letteratura italiana, che in esse affonda le sue radici e con esse ha continuato a dialogare nei secoli.

L'attività critico-interpretativa sarà volta sia all'analisi interna del testo che alla sua contestualizzazione.

Al termine del percorso, il dottorando dovrà avere acquisito un «habitus» intellettuale che gli consenta di affrontare i molteplici interrogativi suscitati da un testo, o dai testi, e a porsi quindi criticamente dinanzi agli strumenti che sorreggono le sue operazioni.

Last update: 12/10/2021